Un Esperimento di
Archeologia Psichica Subacquea
Durante le prime immersioni, il sottomarino Ico non trova alcuna traccia del relitto, sicché cominciano a sorgere dei dubbi sulla validità dell'impresa. L'esperimento rischierebbe di fallire, se l'uomo che ha coordinato il tutto, Schwartz, non decidesse di portare sul posto i "medium" a bordo della nave. La zona su cui sono segnate le coordinate appare come un puntino, in un'area che è vasta ben 1500 miglia quadrate. Ad un tratto, ecco il colpo di scena; ad un cenno dei "medium" la nave si ferma: "il relitto è proprio qui sotto", dicono, "a 180 yards di profondità. Nella stiva abbiamo "visto" uno strano monolito di roccia". La cosa si fa più emozionante, l'umore che nei giorni precedenti era calato di tono sale ora alle stelle. Il batiscafo viene calato in mare davanti all'isola di Santa Catalina, scivola sul fondo sabbioso, avanza lentamente sotto le indicazioni dei "medium". Mentre gli uomini dell'Ico scrutano il fondale con occhi attenti attraverso il grande oblò sferico, qualcosa viene illuminata dai potenti fari del batiscafo: si tratta sicuramente dei resti di una nave. Il braccio meccanico dell'Ico agguanta le lamiere divelte del relitto, avanzando lentamente, mentre l'emozione a bordo si fa irrefrenabile. E infine ecco la pietra nera: perfettamente squadrata, così come l'avevano descritta gli uomini che la natura ha fornito del "terzo occhio", la PSY. L'esperimento è senz'altro riuscito. Roma, alle ore 16 dell'ultima domenica di giugno. "Ho deciso di aprire la carta nautica dell'isola di Ustica. Questa volta non posso solo guardarla, ma devo segnarvi quello che l'intuito mi suggerirà". Chi parla è Umberto Di Grazia, ricercatore psichico come lui stesso si definisce e protagonista dell'esperimento di Ustica. "Ormai, dopo molti anni di esperimenti fatti in varie parti del mondo, so come prepararmi per ottenere dei risultati, ma non posso sapere quali elementi del passato stanno per affiorare. Di una cosa però ero certo fin dall'inizio: Ustica era stata, in un periodo molto lontano, un'isola particolarmente importante, con una storia ancora da narrare". Vediamo Di Grazia che comincia a toccare leggermente la superficie della mappa, poi chiude gli occhi e cerca di fare un vuoto mentale. "Iniziano ad affiorare, come sospinte dalla "fantasia", alcune immagini incerte, dai contorni offuscati: strane navi di legno che si muovono pigramente spinte da lunghi remi", prosegue Di Grazia, descrivendo le sue sensazioni. "Rimango affascinato dal loro movimento. Poi provo a sondare qualche altro particolare. Stringo le palpebre degli occhi, metto una mano sopra di loro, come cercando di chiudere ogni contatto con la luce che si riflette sulla mappa bianchissima. Dopo alcune profonde respirazioni abbandono la tensione muscolare, raggiungo in breve quella buona condizione psicofisica, che è ideale per fermare le immagini, sempre veloci e confuse, della mente. I rumori esterni alla mia casa, purtroppo sempre presenti, incominciano ad attenuarsi. Per un attimo credo di percepire un acuto odore di acqua marina". Di Grazia rivede ancora le navi, le stesse di prima, da un'altra prospettiva può vedere su 360°, ora sono chiari gli ornamenti delle prue che rappresentavano la testa di un cavallo. Questo particolare si ripete più volte, ma tutto appare estremamente logico: il sensitivo ha proiettato un'informazione che già conosceva, infatti il simbolo del cavallo era stato largamente usato dai Fenici, come dice la Storia, antichi abitanti dell'isola. Di Grazia ci spiega che deve distrarsi, altrimenti non riuscirebbe ad avere dati interessanti per la ricerca. Si alza dal tavolo, accende la filodiffusione. Sono le 16,20 ed il lavoro deve essere portato avanti a qualunque costo, perché il giorno dopo deve incontrare l'archeologo Alberto Manodori, insieme a Pippo Cappellano, presso il notaio Franco Condemi dove occorre depositare la sua mappa di ipotesi archeologica di Ustica. E' la prima volta che in Italia si riesce a coinvolgere più persone in una ricerca storica ed archeologica, effettuata attraverso i poteri latenti della mente umana. Il progetto di Ustica, oltretutto, andrà in onda sulla seconda rete della Rai -TV per la rubrica "Sereno Variabile". Le riprese filmate verranno eseguite da Pippo Cappellano, che si occuperà anche del servizio per Mondo Sommerso. La parte scientifica sarà curata dall'archeologo Alberto Manodori dell'Università di Roma, noto per le sue importanti pubblicazioni, per le sue scoperte, e per le rubriche della Rai che ormai conduce da anni. Di Grazia ha già provveduto ad avvisare i vari centri di ricerca internazionali con i quali è collegato. L'esperimento di Ustica si effettuerà in occasione del XXV anniversario della Rassegna Internazionale delle Attività Subacquee.

Sopra:
Alberto Manodori, l'archeologo che ha seguito l'esperimento, osserva la mappa
nel luogo in cui è sprofondato l'insediamento preistorico.
Sotto:
grazie alle sue doti di sensitivo Di Grazia scopre i gradini millenari, quasi
completamente nascosti da un fitto ammasso di posidonie
