Articoli onLine

La Basilica sotterranea di Porta Maggiore -2

Alla suggestività propria dell'ambiente si unisce un'illuminazione spettrale, frutto di un impianto elettrico difettoso. Il passaggio dei treni. cinque metri al di sopra della volta, si avverte attutito dal cemento come un ciclico annuncio di terremoto. E poi, su tutto, il mistero delle figure di stucco, smozzicata sequenza che costituisce il vero sale del tempio sotterraneo. Le scene rappresentate nello stucco sono le più varie: ierariche figure femminili in atteggiamento di preghiera, vittorie alate, personaggi mitologici, bambini che giocano, teste di medusa, anime condotte agli inferi, scene di iniziazione ai Misteri, maestri e scolari, un rito di matrimonio, animali, oggetti di culto, persino un pigmeo che torna alla sua capanna dopo la caccia. Qualcuno ha creduto di poter suddividere le figure in tre gruppi: scene di vita' quotidiana, scene mitologiche e scene di contenuto misteriosofico, cioè ispirate alle dottrine segrete delle religioni misteriche. La suddivisione, però, e solo apparentemente possibile. Chi abbia l'occhio appena un po avvezzo al simbolismo esoterico sa bene che scene apparentemente "innocenti" Possono avere significati altrettanto profondi di quelle più esplicitamente dottrinali. Un esempio? La rappresentazione del rito matrimoniale costituisce certamente una scena di vita quotidiana, ma sin dall'antichità al matrimonio sono stati attribuiti spesso significati reconditi, poichè in esso si vedeva il simbolo dell'unificazione di due opposti principi, per lo più la fusione di psiche e corpo in un tutto unico e armonico. Ma quale cerimonia si celebrava nel segreto della basilica sotterranea? Benché qualcuno non sia d'accordo, i più parlano di un culto misterico ispirato agli insegnamenti pitagorici. Pitagora (VI sec. a.C. circa) è sempre stato un personaggio particolarmente caro ai cultori di misteri. A lui sono stati attribuiti; è si attribuiscono ancora, fantasiosi insegnamenti, frutto dei suoi presunti ripetuti contatti con gli Etruschi, con i guru indiani, con Numa Pompilio, con gli abitanti di Atlantide e con innumerevoli altri popoli e personaggi.Il moltiplicarsi di certe fantasie e sempre stato reso possibile dal fatto che gran parte del vero Insegnamento di Pitagora, non essendo stato affidato a documenti scritti, è andato smarrito con la morte stessa del filosofo. Due cose però sono certe. Anzitutto è stato Pitagora ad introdurre in Occidente il concetto di esoterismo, inteso quale insegnamento segreto, riservato a pochi iniziati e relativo ai modi di realizzarsi spiritualmente sino a giungere alla "deificazione " o fusione con l'Assoluto. In secondo luogo i punti fermi del pitagorismo sono stati la fede nella trasmigrazione delle anime, o metempsicosi, e l'uso della musica come tecnica di liberazione spirituale. Queste ed altre idee del pitagorismo si ritrovano espresse appunto negli stucchi della basilica di Porta Maggiore. Le scene a carattere musicale sono frequenti. Sulla parete lunga della navata sinistra le figure si alternano con rappresentazioni di strumenti musicali, quasi a sottolineare l'importanza della musica per l'essere umano. Anche le scene a carattere iniziatico e di culto si ripetono un po' dappertutto, evidenziandosi da sole. Ma è l'insieme delle figure che, secondo alcuni, si propone come un trionfo dell'idea di metempsicosi: le scene di vita quotidiana, il pigmeo, gli animali altro non sarebbero che l'esemplificazione di come l'uomo, reincarnandosi, salga e scenda, a seconda dei suoi meriti e demeriti, la scala delle diverse forme di esistenza. Gli stucchi, invece, non sono di alcuno aiuto per tentare di ricostruire, almeno in parte, la liturgia di questo gruppo di seguaci del pitagorismo. Qualcosa però possiamo provare ad immaginarla. Qli archeologi hanno dimostrato che la basilica sotterranea e rimasta in funzione solo per pochi anni e che presto è stata chiusa e dimenticata come se il culto che vi si celebrava fosse stato proibito dalle autorità imperiali. Ciò forse potrebbe essere collegato al fatto che all'epoca del tempio di Porta Maggiore, cinque secoli dopo la scomparsa di Pitagora, il pitagorismo era inquinato da pratiche magiche in cui anche l'evocazione degli spiriti faceva capolino, tutte cose queste talvolta represse dalle leggi imperiali. Così fosse, potremmo pensare alla basilica neopitagorica anche, con un pò di humour ma senza allontanarci troppo dal vero, come ad un club di occultisti molto esclusivo, in cui magari si ricorreva ogni tanto al tavolino a tre zampe, attrezzo che già ai quei tempi faceva parte dei ferri del mestiere di ogni mago degno di rispetto.

Umberto Di Grazia e Andrea De Pascalis