Piani di Attività — 2002/2003.

 Elisabeth Targ     

Più di metà degli studi dimostrano significativi risultati di guarigione (13). Uno studio importante che è diventato un punto di riferimento condotto da Fred Sicher, dalla psichiatra Elisabeth Targ ed altri è stato pubblicato nel Dicembre del 1998 nell'edizione del Giornale Medico Occidentale (The Western Medical Journal) e descrive la ricerca di guarigione effettuata al Centro Medico California Pacific (California Pacific Medical Center) (14). Questa ricerca descrive nei minimi particolari gli effetti terapeutici positivi della guarigione a distanza, o delle intenzioni di guarigione sulle persone affette da forme avanzate di AIDS. In questo giornale medico tradizionale, i ricercatori hanno definito la guarigione a distanza o non-locale come un atto di "meditazione protesa ad agevolare a distanza il benessere fisico e/o emozionale di un'altra persona" aggiungendo che questa pratica "è stata trovata in certe forme in quasi ogni cultura fin da tempi preistorici". La loro ricerca ipotizzava che un intervento intensivo di guarigione a distanza della durata di dieci settimane fatto da guaritori esperti situati negli Stati Uniti potesse avvantaggiare i risultati medici per una popolazione di pazienti affetti da una forma avanzata di AIDS nella zona de San Francisco. I ricercatori hanno effettuato due studi separati, ripartiti in probabilità e doppio – cieco (double-blind): uno studio pilota che coinvolge venti soggetti di sesso maschile stratificati in base al numero delle malattie di appartenenza AIDS e uno studio replica di quaranta uomini abbinati a coppie con attenzione all'età e al conteggio della cellula T e al numero di malattie di appartenenza AIDS. Le condizioni dei partecipanti sono stati valutate da testi psicometrici e del sangue nel momento della loro iscrizione, dopo l'intervento di guarigione a distanza ed anche sei-mesi più tardi, quando i medici hanno rivisto le loro tabelle mediche. Nello studio pilota, quattro dei dieci soggetti di controllo sono morti, mentre tutti gli altri soggetti nel gruppo di trattamento sono sopravvissuti. Ma questo risultato è stato probabilmente confuso tramite le distribuzioni disuguali di età nei due gruppi. Nello studio replica, uomini affetti da AIDS sono stati reclutati di nuovo dalla zona della baia di San  Francisco. E' stato detto loro che avevano le stesse probabilità di essere inclusi o nel gruppo di trattamento o nel gruppo di controllo.Tutti i soggetti sono stati accoppiati in base all'età, al conteggio di CD4 ed anche in base alle malattie di appartenenza AIDS. 40 guaritori a distanza da tutte le parti del paese hanno partecipato a questo studio. Ognuno di loro aveva più di 5 anni di esperienza nel suo preciso campo di guarigione praticata. Erano di appartenenza cristiana, ebrea, buddista,o dei nativi americani o appartenenti alle tradizioni sciamaniche oltre che dalle scuole "bioenergetiche" secolari. Ogni soggetto nel gruppo destinato ai trattamenti di guarigione a distanza è stato trattato da 10  guaritori diversi in un programma di guarigione a rotazione. Ai guaritori è stato chiesto al loro soggetto per circa un'ora al giorno per sei giorni successivi, con le istruzioni di"dirigere un'intenzione di salute e di benessere" verso il soggetto che stavano assistendo. Nessuno dei 40 soggetti sotto studio ha mai incontrato i guaritori né hanno saputo a quale gruppo appartenevano come non lo sapevano neanche i ricercatori, l'assegnazione ai gruppi essendo stata fatta per estrazione a sorte. A metà della ricerca nessun gruppo di soggetti è stato capace di indovinare significativamente se erano o meno nel gruppo di persone trattate con la guarigione a distanza. Comunque, verso la fine della ricerca, c'erano molte meno malattie collegate a quella di base, permettendo che il gruppo di guarigione potesse identificarsi – con significative probabilità! Poiché tutti i soggetti sono stati trattati con la terapia del Triplice-Farmaco, non ci sono stati deceduti in alcun gruppo. Il gruppo di guarigione ha avuto una qualità di vita significativamente migliore anche a livello medico con probabilità superiori di 100 a 1 su molte misurazioni quantitative, compreso meno chiamate del medico da parte del paziente esterno (185 contro 260); meno giorni di degenza ospedaliera (10 contro 68); malattie meno severe acquisite durante lo studio, come misurato dai segni di gravità della malattia (16 contro 43); e significativamente meno afflizione depressive. La Dott.ssa Elisabeth Targ conclude, "meno ricoveri ospedalieri, poche nuove malattie gravi e la salute soggettiva notevolmente migliorata sostiene l'ipotesi degli effetti terapeutici positivi della guarigione a distanza". Il redattore del giornale ha introdotto l'articolo nel seguente modo: "l'articolo pubblicato in seguito ha lo scopo di promuovere l'evoluzione della scienza e il dibattito. E' stato rivisto, modificato e riesaminato dagli esperti conosciuti a livello nazionale nella biostatistica e nella medicina complementare...

 

Materiale tradotto da Florentina Zamfirescu Richeldi

per gentile concessione di Russell Targ