Elisabeth
Targ
Più di metà degli studi
dimostrano significativi risultati di guarigione (13). Uno studio importante
che è diventato un punto di riferimento condotto da Fred Sicher, dalla
psichiatra Elisabeth Targ ed
altri è stato pubblicato nel Dicembre del 1998 nell'edizione del Giornale
Medico Occidentale (The Western Medical Journal) e descrive la ricerca di
guarigione effettuata al Centro Medico California Pacific (California Pacific
Medical Center) (14). Questa ricerca descrive nei minimi particolari gli
effetti terapeutici positivi della guarigione a distanza, o delle intenzioni
di guarigione sulle persone affette da forme avanzate di AIDS. In questo
giornale medico tradizionale, i ricercatori hanno definito la guarigione a
distanza o non-locale come un atto di "meditazione protesa ad agevolare a
distanza il benessere fisico e/o emozionale di un'altra persona"
aggiungendo che questa pratica "è stata trovata in certe forme in quasi
ogni cultura fin da tempi preistorici". La loro ricerca ipotizzava che un
intervento intensivo di guarigione a distanza della durata di dieci settimane
fatto da guaritori esperti situati negli Stati Uniti potesse avvantaggiare i
risultati medici per una popolazione di pazienti affetti da una forma avanzata
di AIDS nella zona de San Francisco. I ricercatori hanno effettuato due studi
separati, ripartiti in probabilità e doppio – cieco (double-blind): uno
studio pilota che coinvolge venti soggetti di sesso maschile stratificati in
base al numero delle malattie di appartenenza AIDS e uno studio replica di
quaranta uomini abbinati a coppie con attenzione all'età e al conteggio della
cellula T e al numero di malattie di appartenenza AIDS. Le condizioni dei
partecipanti sono stati valutate da testi psicometrici e del sangue nel
momento della loro iscrizione, dopo l'intervento di guarigione a distanza ed
anche sei-mesi più tardi, quando i medici hanno rivisto le loro tabelle
mediche. Nello studio pilota, quattro dei dieci soggetti di controllo sono
morti, mentre tutti gli altri soggetti nel gruppo di trattamento sono
sopravvissuti. Ma questo risultato è stato probabilmente confuso tramite le
distribuzioni disuguali di età nei due gruppi. Nello studio replica, uomini
affetti da AIDS sono stati reclutati di nuovo dalla zona della baia di San
Francisco. E' stato detto loro che avevano le stesse probabilità di
essere inclusi o nel gruppo di trattamento o nel gruppo di controllo.Tutti i
soggetti sono stati accoppiati in base all'età, al conteggio di CD4 ed anche
in base alle malattie di appartenenza AIDS. 40 guaritori a distanza da tutte
le parti del paese hanno partecipato a questo studio. Ognuno di loro aveva più
di 5 anni di esperienza nel suo preciso campo di guarigione praticata. Erano
di appartenenza cristiana, ebrea, buddista,o dei nativi americani o
appartenenti alle tradizioni sciamaniche oltre che dalle scuole "bioenergetiche"
secolari. Ogni soggetto nel gruppo destinato ai trattamenti di guarigione a
distanza è stato trattato da 10 guaritori
diversi in un programma di guarigione a rotazione. Ai guaritori è stato
chiesto al loro soggetto per circa un'ora al giorno per sei giorni successivi,
con le istruzioni di"dirigere un'intenzione di salute e di
benessere" verso il soggetto che stavano assistendo. Nessuno dei 40
soggetti sotto studio ha mai incontrato i guaritori né hanno saputo a quale
gruppo appartenevano come non lo sapevano neanche i ricercatori,
l'assegnazione ai gruppi essendo stata fatta per estrazione a sorte. A metà
della ricerca nessun gruppo di soggetti è stato capace di indovinare
significativamente se erano o meno nel gruppo di persone trattate con la
guarigione a distanza. Comunque, verso la fine della ricerca, c'erano molte
meno malattie collegate a quella di base, permettendo che il gruppo di
guarigione potesse identificarsi – con significative probabilità! Poiché
tutti i soggetti sono stati trattati con la terapia del Triplice-Farmaco, non
ci sono stati deceduti in alcun gruppo. Il gruppo di guarigione ha avuto una
qualità di vita significativamente migliore anche a livello medico con
probabilità superiori di 100 a 1 su molte misurazioni quantitative, compreso
meno chiamate del medico da parte del paziente esterno (185 contro 260); meno
giorni di degenza ospedaliera (10 contro 68); malattie meno severe acquisite
durante lo studio, come misurato dai segni di gravità della malattia (16
contro 43); e significativamente meno afflizione depressive. La Dott.ssa
Elisabeth Targ conclude, "meno ricoveri ospedalieri, poche nuove malattie
gravi e la salute soggettiva notevolmente migliorata sostiene l'ipotesi degli
effetti terapeutici positivi della guarigione a distanza". Il redattore
del giornale ha introdotto l'articolo nel seguente modo: "l'articolo
pubblicato in seguito ha lo scopo di promuovere l'evoluzione della scienza e
il dibattito. E' stato rivisto, modificato e riesaminato dagli esperti
conosciuti a livello nazionale nella biostatistica e nella medicina
complementare...
Materiale tradotto da Florentina Zamfirescu Richeldi
per gentile concessione di Russell Targ