The Etruscan a Novel
di Linda Lappin
Alcuni
anni fa, mentre ero alla ricerca di siti sacri e “luoghi di potere” in Italia,
Umberto di Grazia mi suggerì di esplorare le tombe rupestri vicino Viterbo,
BarbaranoRomano, Norchia ed altre. Nella solitudine della campagna scoprii un
mondo misterioso di rovine ricoperte da rampicanti ed edera, scarsamente
frequentato da turisti. Poco dopo, presi in affitto un casolare appena al di
fuori della cinta muraria di Vitorchiano. La casa, con il suo mascherone in
pietra ed i suoi camini, aveva un’atmosfera davvero speciale. Lo spirito di
questo luogo agì sulla mia immaginazione e presto incominciai a scrivere “The
Etruscan”.
La fotografa Harriet Sackett giunge in Tuscia nel 1922 alla ricerca di siti
etruschi per conto della società Teosofica. In Italia si ammala gravemente.
Quando i suoi cugini arrivano da Londra per riportarla a casa, scoprono il suo
diario nel quale la protagonista racconta la sua ossessiva storia di amore con
un misterioso conte di Vitorchiano, Federgo Del Re.
Ogni tentativo per rintracciare questo uomo risulta vano. I cugini di Harriet
desumono che quel surreale diario sia una creazione, un’invenzione o frutto di
uno stato allucinato, in quanto, secondo il testo, il conte sarebbe uno
spirito etrusco immortale.
I primi anni del ventesimo secolo furono anni d’oro per l’occultismo; le
esplorazioni in Tuscia di Harriet sono in perfetta sintonia con lo spirito
dell’epoca. In quegli stessi anni Isabelle Eberhart girò vagabonda nel deserto
assieme ai Sufi ed Alexandra David Neel si ritirò con un Lama in una grotta
del Tibet. In tutta Europa, gli Etruschi erano di gran moda nei circoli
occultistici. Molti medium ed altri personaggi dell’epoca pretendevano di
essere la reincarnazione di spiriti etruschi o almeno di essere in contatto
con loro. Dopo aver scritto il mio romanzo, ho appreso che una figura, per
alcuni versi simile a Federigo Del Re, è esistita veramente a Viterbo negli
anni trenta... Una coincidenza piuttosto curiosa.
L’enigmatico personaggio di Federigo Del Re, comunque, non si basa su una
figura reale, egli è piuttosto una forza della natura, uno spirito dei boschi.
I suoi occhi sono verdi come le folte foreste dei Monti Cimini, la sua marcata
fisionomia ed il fisico robusto richiamano quelli di un cinghiale e di fatto,
egli è un cinghiale sotto spoglie umane. La principale fonte di ispirazione di
questo personaggio è il mondo della fiaba, il racconto“ Il Cinghiale
Incantato”, nel quale una principessa sposa un cinghiale che diventa uomo di
notte e ritorna bestia di mattina.
Per renderlo umano,la principessa deve superare numerose prove. Da un punto di
vista junghiano, possiamo dire che Federigo Del Re sia l’animus di Harriet
ovvero il suo lato maschile.
Uomini e donne reagiscono in maniera diversa alla lettura del romanzo. Molti
uomini tendono ad interpretare la storia letteralmente e considerano Federigo
del Re, un don Giovanni egoista, un impostore che seduce ed abbandona Harriet.
Le donne, invece, interpretano la storia simbolicamente e riconoscono la
natura nobile e atemporale del conte, la sua essenza sprirituale, non umana.
Federigo Del Re, non può essere confinato al mondo dicotomico del bene e del
male. Harriet, pur soffrendo quando Federigo sparisce dalla sua vita, ha
avuto, in ogni modo, la possibilità di avvicinarsi a quella fonte di energia
vitale che giace oltre il mondo delle apparenze. Il vero villano in “the
Etruscan” non è il conte, bensì il cugino di Harriet il cui atteggiamento
ipocrita e repressivo verso l’universo femminile, è la vera causa della
malattia della protagonista.
Per concludere Harriet e Federigo rappresentano due livelli dell’esperienza ,
l’uno contingente e fisico, l’altro atemporale, pur fortemente attratti l’uno
verso l’altro, questi due livelli non possono congiungersi in vita.
