Dedicato alla "Donna della Torre"
Morirò presto
ma prima invocherò il tuo nome:
Biba!
E l'urlo sarà così grande
che stordirà il Dio distratto
che infastidito, mi spingerà ancora
nella vita
Così ti amerò di nuovo
e questo lo farò sempre.
Allora gli Dei, tediati
faranno di noi
finalmente
una cosa sola.
Non chiuderti come conchiglia;
non c'è tempo.
Non nascondere il tuo conosciuto;
non c'è tempo.
Apriti e corri: corri sull'erba bagnata
corri sul mare di lava
corri e racconta
corri e deponi il seme.
Ci sarà un'altra estate.
Ho cercato le tue mani.
Sono andato sulle alte cime
dove il respiro manca.
Sono andato nei profondi abissi
dove il respiro manca.
Ho guardato nelle ere arcane.
Ho frugato e guardato
ho guardato e frugato
ma niente, del più niente.
Solo lacrime e dolore
solo promesse mai mantenute
solo speranze di un eterno amore.

Brucia il mio corpo
perché gli è negato un sorriso.
Brucia il mio corpo
perché non sente il tuo tocco.
Mitico amore dallo sguardo lontano,
forma sottile piena di tutto.
La mia mente non riesce a fermarti.
Le mie mani non possono toccarti.
Ti parlerei dell'infinito,
ti porterei lontano,
cercando insieme il profondo.
Fermati.
Possiamo capire;
ma tu fuggi, sfidandomi nel tempo,
carosello eterno del visibile.
Ferma è la mia mente,
ferma oltre la distruzione.
Ti inseguirò per sempre,
sino alla sorgente.
Seduto sopra un masso,
di un sentiero in salita, incontrai un vecchio.
Senza età era il suo sguardo
senza odio il suo corpo.
Mi porse la sua mano ossuta,
ricoperta di muschio e di rugiada.
In silenzio sedetti vicino a lui.
Parlò dell'uomo
guardando una foglia.
Parlò del bene e del male
guardando il mondo
ed io non capii.
Allora si alzò sorridendomi
e fece segno di proseguire.
Continuo con lui il mio andare
e non ci fermiamo più a sostare.
Non vogliono che si sappia,
rispondono mentendoti;
ma tu - spirito libero del conoscere -
naviga per il tuo mare,
affonda le tue reti.
Diranno di non capirti,
cercheranno di fermarti,
odieranno, non potendoti derubare;
ma tu - spirito eterno del conoscere -
naviga per il tuo mare.
Hanno costruito un tempio
alla confusione.
Hanno costruito una casa alla paura.
Stanno costruendo un farmaco
alla speculazione
e tu piangi - sacro essere -
della morte pazza,
mentre tremanti mani
si avvicinano a te,
ti chiedono il perché,
urlando di rabbia.
Ho fatto un sogno stanotte.
Ero tra gente antica.
Viveva nei profondi fossi,
nascosta tra il verde,
baciata dal sole,
baciata da limpida acqua.
Parlavano del bello,
parlavano del giusto.
Conoscendo la tecnica
dicevano dellanima.
Conoscendo il volo
dicevano della terra
ed io ho sognato con loro.
Non ho detto di noi,
provavo un profondo dolore.
Loro mi sentirono
e mi sorrisero



