Comitato Scientifico
Rosetta Messori
Tutta la
mia ricerca fotografica (1986-2002) si ispira alle teorie del "Fotodinamismo
Futurista" di Anton Giulio Bragaglia (1911).
Anton Giulio Bragaglia nel 1911 scrive e pubblica il saggio "Fotodinamismo futurista": …"Noi vogliamo realizzare una rivoluzione, per un progresso, nella fotografia: e questo per purificarla, nobilitarla ed elevarla veramente ad arte. "Movimento" e "vita" sono le due parole d'ordine; "rendere ciò che superficialmente non si vede".
Attravreso la mia ricerca,
ripropongo lo spostamento caotico dei volumi d’aria, che vedo, che sento e,
certe volte, odo. Ciò che mi interessa principalmente: è la
rappresentazione del movimento allo stato puro colto al di là della
materia, come fascio di ENERGIA, la cui materia può ancora aderire, ma solo a
strati sottili e trasparenti....
....Sperimentare la materia, dal limite del "misurato-diviso" proposto dalla Scienza, concentrarmi sulla luce, liberando il pensiero dal supporto fisico del cervello, trasferire alla ragione che estrae –astrae- l’aspetto intellegibile della forma. Entrare in un mondo visibile, che viene così liberato dall'incantamento materiale e ridiventa significato di luce. Così pure il sentire, si scioglie dalla pressione delle emozioni e passioni e si restituisce alla sua natura di pura ispirata esperienza.
..La materia essenziale delle cose è la luce, percepire più che osservare, attraverso la trasparenza e la chiarezza una profondità straordinaria, amichevole e dolce, cogliere il "ritmo" di entrambi i tipi di esplosioni di luce, quella della luce stessa e quella trasmessa della materia. ..intuizione dell’intelletto, distinta dal procedimento discorsivo della ragione, percepire conoscere o comprendere in qualche modo l’oggetto. Per questo motivo che mi sento più vicina al pensiero tradizionale, dove il visibile ed il mentale sono fondamentalmente concordi, distante da una mentalità "moderna" – inaugurata da un pensiero umanista del Rinascimento, la scienza galileiana, il "cogito" Cartesiano..- che separa le scienze esatte e le scienze dell’uomo. ( ho tratto spunto da alcune letture di M. Scaligero).
Le
mie immagini sono il frutto di lunghe esposizioni e movimento della macchina.
E’ mio desiderio "dematerializzare" il reale creando un effetto pittorico
utilizzando la luce del sole.
Il risultato della mia ricerca fotografica è ottenuto soltanto in ripresa (o scatto ) usando un tempo di esposizione + lungo del solito tempo usato per ottenere delle istantanee. Quindi con 1/4 di secondo-circa- a mano libera (senza cavalletto) seguo un "ritmo" con lo scopo di cogliere geometrie invisibili ad un occhio non attento. C'è solo l'utilizzo del tradizionale mezzo meccanico ( reflex 35mm.) , quello che conta è il modo di guardare la Realtà, considerare qualsiasi oggetto/soggetto- come una forma d'onda, osservarlo semplicemente come "vibrazione" o campo magnetico.
…Percepire facendo parte di un "fiume" in continua trasformazione che non può essere conosciuto dal di fuori (non c’è in me il desiderio di oggettvare). Non voglio rimanere sulla "sponda del fiume" per cogliere un’immagine bloccata, (conoscitiva – in senso scientifico) ferma , perché se così fosse significherebbe uscire dal suo flusso rivelativo perdendo la conoscenza del senso più vero.
Essere parte del "fiume" per cogliere quell’intimo sentire ( di me e del mondo), tanto più profondo quanto più è forte l’dentificazione con il fiume stesso.
Questo è possibile quando si ha la percezione di essere osservatori e nello stesso tempo parte dell’oggetto rappresentato , una sorta di bilocazione. Quarta dimensione, non soltanto "tempo", ma dimensione dello spirito che non vive nella constrizione spaziale, ma al contrario fluttua e cerca continuità tra sé e l’oggetto osservato. (rosetta)
e-mail : rosemes@libero.it
Siti di riferimento:
http://www.photographers.it/articoli/messori.htm
http://webart.exibart.com/profilo/eventiV2.asp?idelemento=8446
