Fede Mistero Magia: Lettere a un sensitivo - 2
di M. Immacolata Macioti
Abbiamo così ipotizzato l'esistenza di quattro tipi prevalenti. Una prima categoria è quella relativa ai maghi di paese, persone che operano in ambito prevalentemente rurale, in piccole cittadine di provincia, che si fanno pubblicità a pagamento su riviste specializzate o in alcune reti televisive private, che insistono su forme magiche tradizionali. Si fermano ad una conoscenza di forme simboliche rudimentali, manifestano di regole un profondo disinteresse nei confronti della tecnica e della scienza, non hanno, né tanto meno cercano, alcun contatto col mondo della ricerca scientifica e dell'università.
Anche questa categoria (la seconda n.d.r.) si è, almeno in parte, modernizzata: i più intraprendenti cercano di avvicinarsi ai grandi e promettenti centri urbani, aprono uffici, assumono segretari. Vigono tuttora, però, strumenti usuali quali le carte, i tarocchi, la sfera di cristallo per predire il futuro. La lettura delle mani è tuttora dominante. Però magari dietro al tavolo sono appese gigantografie del mago ripreso insieme ad attrici famose, a uomini politici illustri, a sportivi di grido. È la categoria che, in via di prima approssimazione, abbiamo definito dei "discendenti".
Sempre tenendo presente la modernità o meno dei mezzi e degli strumenti cui si fa ricorso, troviamo una diversa categoria, in cui gli operatori appaiono in qualche modo agli antipodi rispetto ai discendenti. Si tratta di coloro che operano soprattutto, se non esclusivamente, in ambiente urbano, che vengono da ceti medio e medio-alti, che presentano discreti e buoni livelli di istruzione; in certi casi , la laurea. In genere hanno una certa preparazione tecnico-scientifica, ne utilizzano per quanto possibile le più recenti conquiste e scoperte, anche per meglio comprendere genesi e potenzialità delle proprie doti e capacità. In certi casi, creano intorno a sé dei centri di ricerca; quasi sempre, mostrano insofferenza e atteggiamento critico rispetto a comportamenti che definiscono come aberranti e deliranti, presenti fra coloro che si richiamano in qualche modo al campo della magia e dell'esoterismo. Spesso sono loro che per primi denunciano alcuni abusi, cercano di opporsi allo sfruttamento di persone in difficoltà.
Tutti in genere prendono le distanze da maghi e speculatori che approfittano pesantemente di certe situazioni.
In contrapposizione alla prima categoria, potremmo definire queste persone come emergenti.
A mio avviso è la categoria di maggiore interesse, quella che probabilmente troveremo ancora negli anni futuri, oltre ad essere quella attualmente meno studiata.
Sopra: l'autrice, Prof.ssa M. Immacolata Macioti, docente presso la Facoltà di Sociologia dell'Università "La Sapienza" di Roma.
