La tomba di Pietro era qui

Sotto la fiancata sud della basilica c'era il Circo di Nerone e ai romani piaceva avere "la cappelladi famiglia" lì accanto lungo l'Aurelia nuova: qui furono sepolti anche molti cristiani e la tradizione vuole che in questa antica necropoli riposino anche le ossa del principe degli apostoli trovate avvolte in un drappo di porpora intessuto d'oro nel "Trofeo di Gaio"

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UMBERTO DI GRAZIA e ANDREA DE PASCALIS

Là dove è oggi la fiancata sud della basilica di San Pietro, agli inizi dell'era cristiana sorgeva un circo edificato da Caligola e completato da Nerone. Al centro della pista per volontà di Caligola stesso, era collocato un obelisco fatto giungere dall'Egitto. Anche dopo la distruzione dell'intero complesso monumentale la stele rimase al suo posto per secoli, finché Sisto V la fece spostare al centro di piazza San Pietro, dove è visibile tuttora. Nell'odierna piazza dei Protomartiri una lapide nel selciato segna il punto preciso in cui era l'obelisco prima dello spostamento voluto dal papa. Sulla parete frontale di uno tra i più antichi mausolei della necropoli sotterranea di San Pietro, un'altra lapide ricorda il circo di Caligola e di Nerone. La fece collocare C. Popilio Heracla per ricordare agli eredi il proprio desiderio di essere sepolto "in Vatic ad circum", "in Vaticano, presso il circo" L'iscrizione conferma una ricostruzione di massima della zona che vuole necropoli e circo separati soltanto da una strada, forse l'Aurelia Nuova, ed a nord il sepolcreto addossato direttamente alle pendici del colle vaticano. Il mausoleo di C. Popilio Heracla è all’estremità orientale dell' "iter", il viottolo che percorre la necropoli. Seguendo la stradina verso occidente s'incontrano, disposte sui due lati, le altre sepolture. Al momento di costruire la propria basilica Costantino fece sbancare le pendici del Vaticano riempiendo con gli sterri, attraverso le volte scoperchiate, gli edifici funebri. Soltanto questo processo un po' brutale e sommario ha permesso fossero conservati, praticamente intatti, alcuni tra i più notevoli esempi di arte romana. I mausolei sono stati contrassegnati dagli archeologi con lettere dell'alfabeto. "A" è il monumento di Popilio Heracla, di cui è rimasta solo la facciata. oltre la quale appare lo sterro costantiniano. Di "Fannia Redempta" è chiamato il sepolcro "B" particolarmente ricco di affreschi, con raffigurazioni del Carro del Sole e di ghirlande, vasi, uccelli, gazzelle, fiori. Ancora più in là e il mausoleo "D" caratterizzato da pareti in "opus rticulatum". Forse vi furono sepolti alcuni aurighi del circo. Il monumento "E" "degli Aelii". ha pavimenti a mosaico, stucchi alle pareti e due notevoli urne cinerarie in alabastro. Sulla parate parte di fondo del monumento "G", chiamato "del maestro", un affresco mostra un uomo anziano seduto a tavola, che regge un rotolo aperto sulle ginocchia mentre a lui si avvicina un giovane. L'interpretazione è controversa: la scena rappresenta un maestro e il suo allievo o forse un padrone e lo schiavo al momento del rendiconto. Hypnos, il sonno, è raffigurato con ali di pipistrello da uno stucco del mausoleo "H", "dei Valerii". Altri stucchi, ai margini e dentro le nicchie, rappresentano antenati della famiglia dei Valerii e personaggi- mitologici: Oceano, Minerva, Iside, Satiri, Mènadi ed altri elementi che sembrano ispirati soprattutto ai culti misterici di Iside e di Dioniso. Ancora più ad ovest e il mausoleo "I". Sul suo pavimento è un mosaico nero su fondo bianco: Plutone rapisce Proserpina su una quadriga, i cui cavalli sono condotti per le briglie da Hermes, il conduttore di anime. Al di là del suo richiamo mitologico, la scena vuole ricordare l’idea dell'anima che, rapita dalla morte si avvia nell’oltretomba.

segue

 

 

Sopra:
la ricostruzione del "Trofeo di Gaio" in cui secondo la tradizione è stato sepolto l'apostolo Pietro, del quale sono state ritrovate le ossa.