La tomba di Pietro era qui

 

Una scoperta accidentale nel cinquecento

 

Poco oltre è la sepoltura "M", la più piccola della necropoli. E' questo il vano decorato a mosaici scoperto accidentalmente nel 1574 e subito dopo nuovamente murato. Il soffitto mostra ancora le tracce della buca attraverso la quale, quattro secoli fa, si poté scendere ad esplorare l'ambiente. Oltre il mosaico sulla volta, vicino alla buca. il quale raffigura il Cristo come Sole che si innalza nel cielo su una quadriga, altri mosaici, sempre di ispirazione cristiana, ma molto rovinati mostrano le loro tracce sulle pareti. Seguendo ancora le file dei mausolei verso ovest, l'"iter" svolta a nord con un tratto in pendio, o ."clivus", fiancheggiato sulla destra, parzialmente, da un muro rosso. Il cuore della basilica, il luogo dove è il sepolcro di Pietro, è al di là di questo muro, in uno spiazzo di pochi metri quadrati chiamato campo "P". In quest'area, addossati al lato orientale del muro rosso, sono stati trovati i resti di un piccolo monumento funebre, costituito da due nicchie sovrapposte, separate orizzontalmente da una lastra di marmo poggiata su due colonne. E’ il così detto "Trofeo di Gaio", nel quale una tradizione antichissima ha sempre indicato la sepoltura di Pietro. Proprio qui, in un loculo scavato in una parete laterale del Trofeo, sono state trovate, avvolte in un drappo di porpora intessuto d’oro, le ossa identificate come quelle dell’apostolo. Il "Trofeo di Gaio", racchiuso nel marmo da Costantino, è disposto esattamente alcuni metri al di sotto dell’altare papale, in un punto che coincide con il centro della basilica. Anticamente vi si accedeva dal "clivus" della necropoli, oggi il passaggio è interrotto. Per visitare i resti del monumento funebre di Pietro bisogna abbandonare la necropoli, risalire nelle Grotte Vaticane, entrare nella Cappella Clementina e quindi superare un cancelletto di ferro sempre chiuso. Per farlo aprire occorre un permesso speciale, quasi impossibile da ottenere. Ai più è concesso soltanto di gettare un’occhiata oltre le sbarre del cancello. Il "Trofeo di Gaio" e le sue reliquie sono, in fondo, l’unico mistero che i sotterranei del Vaticano siano davvero restii a svelare.

Umberto di Grazia e Andrea De Pascalis

Articolo pubblicato su "Domenica del Corriere" del 28 febbraio 1979

 

 

Sotto:
il "mausoleo D", in opus reticulatum, nel quale forse erano sepolti gli aurighi del circo.