Un Esperimento di Viaggio Per Conoscersi con l' Archeologia Psichica

 

Dove le hai fatte?
"Nel lago di Bracciano, nel litorale presso Roma e soprattutto a Ustica; queste ultime ricerche sono state compiute col controllo dell'archeologo Umberto Manadori e del geologo Paolo Colantoni. In precedenza avevo depositato presso il notaio le mie visualizzazioni. Quando ci siamo immersi nel punto che avevo indicato, abbiamo trovate le tombe e resti di insediamenti preistorici sprofondati in mare e fino a quel momento ignoti. Il tutto è stato filmato da Sereno variabile di Rai 2 e pubblicato dalla rivista Mondo sommerso nel numero di novembre 1983".


A tuo giudizio, questo modo di entrare in contatto con l'ambiente è accessibile a tutti. Come possiamo fare?


"Entro certi limiti, siamo tutti sensitivi. Bisogna imparare ad ascoltare con la mente e col cuore, più che a guardare con gli occhi. Bisogna essere convinti di poterlo fare e avere la volontà di affinare la propria sensibilità, controllando gli errori e non perdendosi d'animo. Io ho un gruppo di persone che da tempo lavora con me in questo modo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

persone di tutti i tipi, dalla casalinga all'avvocato. Insieme andiamo in luoghi storicamente significativi e cerchiamo di riscoprire quello che c'è stato. Infatti tutto ciò che è appartenuto alla vita umana, che è legato a sentimenti ed emozioni, rimane impresso nel territorio e può essere recuperato". Avrai sviluppato delle tecniche per insegnare alla gente a far questo… "Le tecniche in sé sono molto personali, però qualcosa si può trasmettere. La cosa più importante è imparare a controllare la mente, che è sempre confusa e piena di suoni, sempre distratta da mille cose. Se ci riusciamo, emerge l'intuizione. Poi ci sono certe posizioni del corpo che possono facilitare questa presa di contatto con l'ambiente: il corpo può essere usato un po' come un'antenna. Per esempio, le posizioni corporee che gli egiziani ci hanno trasmesso attraverso le loro pitture e le loro sculture (atteggiamento delle mani, schiena dritta, busto eretto eccetera) non sono casuali. Infatti, se si ripetono quelle posizioni, ci si accorge che la tensione alla spina dorsale si allenta, che il pensiero è più libero". Tu sei stato in Egitto? "Pochi mesi fa, col mio gruppo che si era preparato con me per un anno. Insieme siamo riusciti ad andare al di là del caos attuale dell'Egitto turistico e ad avere percezioni ed esperienze molto importanti. L'Egitto fa parte della cultura magico-esoterica, è una tappa fondamentale per chi è alla ricerca. Noi abbiamo assunto un atteggiamento di rispetto verso queste tradizioni e siamo stati riconosciuti da persone che forse ne sono ancora i custodi". Che esperienze avete avuto? "Per esempio siamo andati alla grande piramide al tramonto e mentre cercavamo di "sentirla" siamo stati avvicinati da persone che vivono ancora intorno alle piramidi e alla Sfinge e che sono rispettati dalle guide locali: costoro ci hanno riconosciuti, ci hanno portati all'interno della piramide, nella stanza centrale, e qui hanno fatto un rito per noi. Secondo gli storici, i custodi di queste tradizioni non ci sono più, secondo la nostra esperienza invece ci sono ancora. Abbiamo avuto incontri, fenomeni precognitivi e anche un segno particolare: mentre navigavamo sul Nilo, uno stormo di uccelli che stavamo osservando si è disposto a Y, che è il nostro simbolo: tutti i passeggeri della nave hanno visto e sono rimasti stupitissimi! Però la scoperta più importante l'abbiamo fatta ad Abu Simbel, nel grande tempio sul lago Nasser".

 

 

 

Sopra:
cartina del Basso Egitto.

 

 

 

 

 

 

Sotto:
Suggestiva immagine del tramonto sulla grande piramide.
Cliccando sopra le foto è possibile vederle in dettaglio