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di
Mario Bruschi
(Ordinario di Fisica all'Università
'La Sapienza' di Roma)
"La maggior parte delle persone crede che il tempo scorra, in
realtà esso sta sempre là dov'è" (DODGEN maestro Zen).È possibile conoscere il
futuro?
Cosa ha a che dire la scienza attuale a proposito di un argomento come
questo che da sempre è al centro dell'interesse e. dell'immaginazione umana?
Se la domanda significa conoscere anticipatamente eventi futuri, prevedere il
futuro, allora bisogna ammettere che la scienza (nata in effetti per questo!)
riesce a farlo, nei suoi limiti, con notevole efficacia: semplicemente
guardando il mio orologio (uno dei tanti gadget accessibili ora all'uomo
comune) riesco a sapere la posizione dei pianeti del sistema solare per il
prossimo secolo, posso prevedere (e sarei disposto a scommettere su tale
previsione) che, ad esempio, il 20 marzo del 2015 ci sarà una eclissi solare o
che, al prossimo passaggio della cometa di Halley, il massimo avvicinamento
alla Terra avverrà il 29 luglio 2061.
Tuttavia, pur sottolineando
l'importanza e la meraviglia di una tale conoscenza, riconosco che
comunemente con la suddetta domanda non si intende conoscere il futuro come
prodotto o conseguenza più o meno necessaria del passato e del
presente; non si vuole una conoscenza come estrapolazione scientifica
dell'informazione che possediamo, ma piuttosto ci si chiede se è possibile
acquisire informazioni che provengono direttamente dal futuro: in altri
termini ci si chiede se è possibile vedere il futurol.
Certo penseremmo che la
scienza, così come il senso comune, risponda recisamente no a tale domanda. In
fondo tutti sappiamo che il passato è esistito, è una
realtà già attuata di cui conserviamo tracce, memorie etc., il presente
esiste, è la realtà in atto; il futuro non esiste, è solo una
realtà in potenza: come potremmo quindi vederlo? (la sola possibilità di un
futuro già dato, esistente, porrebbe enormi problemi e pratici e filosofici,
basti pensare al "libero arbitrio").
Eppure, anche se sembrerà
strano, diversa è la posizione della scienza attuale. Anzi, i possibili
modelli di spiegazione di una fenomenologia che comporti acquisizione di
informazione dal futuro o addirittura "viaggi" nel tempo sono così
numerosi ed intrinseci alle moderne teorie fisiche che un fisico moderno non
dovrebbe essere sorpreso se tale fenomenologia fosse provata sperimentalmente.
Voglio essere più che chiaro su questo punto: non sto dicendo che la scienza
moderna ha provato l'esistenza di fenomeni come la precognizione, la profezia
o i viaggi nel tempo (anche se su questo si potrebbe discutere, vedi
dopo); infatti spetta solo all'esperimento fornire una tale prova di esistenza
e i pochi lavori seri in questo campo non hanno dato ancora una evidenza
sperimentale netta e indiscutibile di tali fenomeni2. Quello che
sto dicendo è che, qualora l'esistenza di tali fenomeni fosse provata, le
attuali teorie scientifiche sarebbero in grado di fornire non uno ma più
possibili meccanismi di spiegazione.
Per poter esaminare alcuni di
questi possibili modelli esplicativi, è utile che sappiate leggere un
"diagramma spazio-tempo". Non spaventatevi! Non è poi così difficile da
capire. Immaginiamo che voi siate seduti comodamente sulla vostra poltrona
preferita che si trova, diciamo, a 2 metri dalla porta alla vostra sinistra e
a 3 metri dalla finestra sulla vostra destra. Bene, tracciamo un asse dello
spazio e segniamo il punto P (la porta), poi a 2 centimetri sulla destra (2
metri in scala l a 100!) segniamo il punto A che rappresenta voi sulla
poltrona e ancora a 3 centimetri sulla destra il punto F, cioè la finestra:
Figura 1a

Chiaramente questa
raffigurazione dello spazio è insufficiente: non dice, ad esempio, quanto è
alta la porta né che avanti a voi c'è un tavolo; in altre parole non tiene
conto che lo spazio "vero" ha tre dimensioni e non una, o, in altri termini
ancora, stiamo disegnando solo lo spazio a sinistra e a destra, ignorando i
davanti-dietro e il sopra-sotto (ma questo sarà sufficiente per i nostri
scopi).
Ora veniamo all'aspetto
tempo. Supponiamo che in questo preciso istante facciate partire il cronometro
che avete in mano e aspettiate poi l0 secondi; controllate la Figura lb:
Figura l b

se all'istante zero voi
eravate rappresentati dal punto A, dopo l0 secondi siete rappresentati dal
punto B (la lunghezza del segmento AB dice, in scala, quanto tempo è passato e
anche in che direzione: se un punto sta sopra (più in alto) di un
altro, rappresenta un evento che è futuro, avviene dopo,
rispetto all'evento rappresentato dal punto che sta sotto (e viceversa,
ovviamente). Notate che nel diagramma spazio-tempo non si può restare
fermi: in effetti voi, seduti sulla vostra poltrona per l0 secondi, siete
stati fermi nello spazio3, ma avete viaggiato nel tempo,
precisamente vi siete spostati in avanti, verso il futuro, di l0
secondi (un cm. nella scala usata).
Supponiamo inoltre che ora
voi vi alziate e camminiate lentamente verso la finestra che raggiungete dopo
20 secondi: bene, spero che vi sarà chiaro che il punto che vi rappresenta ora
è C, che si trova esattamente sopra F; l'evento C (in parole: voi alla
finestra 30 secondi dopo aver fatto scattare il cronometro) si trova
direttamente sopra, quindi ha la stessa posizione spaziale dell'evento F (la
finestra al momento dello scatto del cronometro stesso) ma è avanti nel tempo
di appunto 30 secondi (nella Figura 1b potete ugualmente vedere che C è 3
cm., cioè 3 metri nella realtà, a destra e 2 cm., cioè 20 secondi, in alto
(nel futuro) rispetto all'evento B - voi in poltrona che state alzandovi -).
La linea che congiunge A a B e poi a C si chiama, tecnicamente,
linea-universo (in questo caso è la vostra linea-universo!); le freccette
indicano il verso in cui è percorsa (in questo caso... dal passato al
futuro): notate che il tratto AB, in cui eravate fermi, è verticale (pendenza
zero rispetto alla verticale = velocità zero), il tratto BC ha invece una
certa pendenza rispetto alla verticale che rappresenta la velocità con cui vi
siete mossi andando dalla poltrona alla finestra (nella fatti specie, 3 metri
in 20 secondi, cioè 0,15 metri al secondo).
È chiaro che se voi foste
andati più velocemente, la pendenza del tratto BC sarebbe aumentata, cioè la
retta BC si sarebbe avvicinata di più all'orizzontale. Tuttavia per avere una
retta (linea-universo) esattamente orizzontale è necessaria una
velocità infinita che, sembra, non può essere raggiunta in natura. Ne segue
che eventi simultanei (tipo P, A, F cioè la porta della vostra stanza,
voi in poltrona e la finestra nel preciso istante in cui fate scattare il
cronometro) non possono essere collegati da nessuna linea-universo e
quindi da nessun segnale fisico, neanche dalla luce che pur essendo
velocissima ha comunque una velocità finita e dunque una linea-universo
non orizzontale: detto in altri termini non è possibile vedere il
presente!
Ora che siete diventati
esperti in diagrammi spazio-tempo, considerate il seguente:
Figura 2a

Il diagramma descrive un
processo abbastanza comune nei nostri laboratori, precisamente
l'annichilazione di una coppia elettrone-positrone. Vediamo di leggerlo: sulla
sinistra in basso c'è la linea-universo di un elettrone (e-) che avanza
nello spazio verso destra e in avanti nel tempo (le freccette sono rivolte
verso l'alto); nel punto A (cioè nella posizione SI e al tempo TI) l'elettrone
si scontra con un positrone (e+) che proveniva da destra e avanzava anche lui
nel tempo; le due particelle si distruggono nello scontro producendo un
quanto di luce (il fotone y) rappresentato dalla linea-universo
tratteggiata nella parte superiore del diagramma.
L'elettrone è una delle
particelle fondamentali della natura e delle più diffuse (in un vostro dito
ce ne sono miliardi di miliardi di miliardi di ...); il positrone, che pure è
quasi identico all'elettrone, è invece un "animale" raro nel nostro
universo, esso costituisce l'antiparticella dell'elettrone stesso.
In realtà, per ogni parte di
quella che chiamiamo materia esiste una controparte detta antimateria
che ha la stessa "dignità" della materia normale, nel senso'che un
mondo o un universo fatto di tutta antimateria potrebbe esistere e
anzi sarebbe a tutti gli effetti indistinguibile dal nostro; è comunque un
b<?ne che dalle nostre parti ce ne sia così poca (di antimateria)
perché quando materia e antimateria si incontrano il risultato è piuttosto...
esplosivo: tutta la massa viene convertita in energia! (pensate che in una
esplosione atomica solo una piccola percentuale della massa diviene energia).
Tutto ciò è interessante, ma
cosa c'entra con il tempo ed il nostro quesito iniziale? C'entra; anzi, dopo
il lungo preambolo, siamo ora in grado di dare la prima delle risposte
promesse. In effetti, il processo sopra descritto potrebbe avere una
interpretazione ben diversa: l'elettrone e- giunto in A, cioè nella posizione
SI al tempo TI emette un fotone y (luce!) e di conseguenza rincula nel
tempo viaggiando verso destra dal futuro verso il passato (vedi Figura 2b:
notare le freccette verso il basso nella linea-universo dell' elettrone
sulla destra di A!).
Figura 2b

Questa descrizione non solo è
compatibile con le leggi fisiche note, ma, alla luce delle teorie fisiche
attuali, è del tutto indistinguibile dalla precedente: in altri termini,
possiamo dire che l'antimateria non esiste, ciò che vediamo come antimateria
non è altro che materia normale che però viaggia indietro nel tempo(!).
Quindi, almeno nel mondo
microscopico,. i viaggi nel tempo sono, nel senso sopra specificato,
una realtà4. È chiaro inoltre che come la materia, nel suo procedere "normale"
in avanti nel tempo, ci porta informazioni dal passato, così, nel suo
procedere, a volte, indietro nel tempo, ci porta informazioni dal futuro.
Almeno in linea di principio: in pratica, la relativa rarità di tali
inversioni temporali anche a livello microscopico (ossia, se volete, la
scarsezza di antimateria) unitamente alla piccolissima durata di questi
viaggi indietro nel tempo, fanno sì che nessuna applicazione "macroscopica"
sia finora ipotizzabile.
Una seconda possibilità di
vedere il futuro ci è fornita da certe "strane" particelle denominate
tachioni. La parola tachione deriva dal greco; una brutta ma efficace
traduzione in italiano suonerebbe come "yelocione" o "rapidone" e metterebbe
in risalto la caratteristica fondamentale di tale particella: il tachione,
infatti, si muove con velocità maggiore di quella della luce5 e questo
implica "strane" conseguenze riguardo al tempo.
Le caratteristiche
osservabili del temp_,- così come lo concepiamo in Fisica, sono durata e
sequenza. Ritornando al diagramma in Figura 1 b, la durata è data (in
scala) dalle lunghezze in verticale delle linee-universo (la lunghezza del
segmento AB dice che siete rimasti seduti in poltrona per dieci secondi dallo
scatto del cronometro). L'orientamento delle linee-universo (le freccette!)
danno invece la sequenza o successione temporale (percorrendo la
vostra linea-universo in Figura 2b nel senso indicato dalle frecce, si vede
che l'evento A precede l'evento B che a sua volta è seguito da C).
Il punto è che finora abbiamo
tacitamente ammesso che la scena descritta dal diagramma spazio-tempo. in
Figura 2b sia stata osservata da qualcuno fermo rispetto alla stanza: come
sarebbe descritta la stessa scena da qualcuno che, per esempio, sia su una
astronave in rapido allontanamento dalla terra? Ebbene la teoria della
Relatività ci dice che più velocemente viaggia la nave, più corti
sembrerebbero, visti da essa, gli intervalli di tempo: il nostro ipotetico
astronauta, viaggiante ad una discreta percentuale della velocità della luce,
potrebbe dire che in realtà noi siamo restati seduti solo per un secondo ed
abbiamo raggiunto la finestra in due secondi; al limite, se la nave potesse
(ma non può...) raggiungere la velocità della luce, gli intervalli di tempo
tra i vari eventi sarebbero zero, cioè la durata sarebbe completamente
annullata6. Ricapitolando, all'aumentare della velocità dell' osservatore (o
delle cose osservate) gli intervalli di tempo tra gli eventi diminuisce, ma la
sequenza degli eventi stessi rimane invariata: l'astronauta vedrebbe
pur sempre prima voi seduti far scattare il cronometro, poi
vedrebbe voi alzarvi e poi ancora, camminando, raggiungere la finestra.
Ma se la nave fosse fatta di
tachioni e viaggiasse quindi a velocità superiore a quella della luce, anche
la sequenza potrebbe cambiare: il nostro astronauta (anche lui fatto
di tachioni!) potrebbe ben vedere la stessa scena così: ecco, voi siete vicini
alla finestra (C), quindi camminate lentamente all'indietro e vi sedete in
poltrona (B) e poi, dopo un po' di tempo, fate fermare (!) il cronometro (A).
Ovviamente a questo punto vi starete domandando: perché non è in vendita un
qualche aggeggio (telescopio, televisione...) a tachioni per poter sbirciare
la schedina vincente della prossima settimana?
Certo lo vorrei anch'io, ma
sfortunatamente finora nessuno ha mai trovato un tachione! Sto dicendo che i
tachioni sono oggetti possibili secondo le nostre teorie fisiche e, se
esistessero, si comporterebbero necessariamente come sopra descritto: epperò
benché essi siano ricercati con varie tecniche da molti anni in molti
laboratori di molti paesi, a tutt'oggi la ricerca, la caccia, è stata
infruttuosa. Tuttavia la storia e l'esperienza ci hanno insegnato che gli
oggetti previsti dalle teorie prima o poi vengono trovati anche
sperimentalmente: per esempio, il positrone (l'elettrone che viaggia indietro
nel tempo!) previsto dal fisico teorico P. M. Dirac fu trovato
sperimentalmente solo due anni dopo la previsione, mentre per il neutrino,
un'altra affascinante ed esclusiva particella, prevista teoricamente negli
anni '30, sono stati necessari quasi trenta anni di infruttuosi tentativi
prima di poter avere la conferma sperimentale della sua esistenza. Sembra
proprio quindi che ciò che può esistere, alla fine effettivamente
esista: quindi, anche se non abbiamo ancora strumenti che interagiscono
con i tachioni, se i tachioni esistono, potremmo ben avere tali strumenti in
un futuro più o meno prossimo? Secondo la fisica attuale, c'è ancora almeno
un'altra possibilità di vedere il futuro, tra l'altro la mia preferita;
ma, come in ogni romanzo d'appendice, dovrete pazientare fino al prossimo
numero, nel quale esploreremo il complesso Universo dell' eterno presente!
(1) Saremmo tentati di
dire: vedere il futuro così come vediamo il presente, ma noi vediamo, e
conosciamo, solo il passato: ciò che accade ora proprio avanti ai vostri occhi
non potete veder/o! (vedi dopo)
(2) L'autore stesso sta
attualmente compiendo uno studio sulla precognizione; a tale scopo, per
raccogliere materiale sufficiente a fornire una adeguata base statistica, è
stato aperto un ARCHIVIO DELLE PRECOGNIZIONI: chiunque ritenga di avere una
conoscenza precognitiva di qualche evento futuro, comunque acquisita (in
sogno, con pratiche "magiche", etc.), può registrarla (prima che la
precognizione eventualmente si verifichi!!!) nel suddetto archivio
telefonando
al 06 51962550.
oppure compilando la
scheda all’indirizzo internet
http://www.coscienza.org/fenomenianomali2.htm
(3) Relativamente alla
terra! Se considerate voi stessi in riferimento al sole vi siete mossi e ad
alta velocità.
(4) Alcuni fisici hanno
addirittura ipotizzato che nell' Universo esista una e una sola particella di
ogni specie (cioè un solo elettrone, un solo protone, etc.), e che la grande
quantità di materia che osserviamo sarebbe in qualche modo una illusione
dovuta allo zigzagare avanti indietro nel tempo di queste uniche particelle:
secondo questa ipotesi noi tutti (così come i fiori, le stelle, etc.), siamo
simulacri costruiti a più riprese da queste uniche particelle nei loro
vagabondaggi nel tempo e nello spazio.
(5) Il lettore con qualche
conoscenza di Fisica sarà sobbalzato indignato: come, non è noto che, secondo
la teoria della Relatività, niente può viaggiare più velocemente della luce?
Ebbene no, la Relativ,Ùà non dice affatto questo; il fatto che molta gente lo
pensi è solo un altro esempio di come la scuola e i mass-media diffondano,
quando lo fanno, una immagine distorta e in genere superata della conoscenza
scientifica. (6) Questo significa anche, ad esempio, che mentre per noi
la luce della stella che stiamo guardando ha impiegato anni per raggiungerci,
dal punto di vista della luce, i due eventi - partenza dalla stella e
arrivo sul nostro occhio. sono simultanei: per la luce non esiste durata,
tutto è sempre presente!
(7) Dato che il cervello,
o se volete la mente, è indubbiamente il "congegno" più complesso e sensibile
finora trovato in natura, non potrebbe essere lo strumento cercato?
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