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L'Altra Informazione: Lettura


Articolo letto: 2111 volte | Inviato il: 15-7-2006

Ora, amico Stanislao Nievo, ho saputo

 

di Umberto di Grazia


Strano questo pomeriggio, amico mio, in una atmosfera indefinibile, profumata dalle gomme di auto triturate per ammorbidire il campo di pallone davanti casa mia, quei luoghi dove i genitori sognano urlando ai propri figli di dover essere dei campioni mentre corrono o si fermano, spesso per sempre, in uno spazio verde di erba di plastica.

Tutto ciò è parte di quello che hai ed abbiamo combattuto in tanti, amico mio, ma ora, oggi di un oggi, l’odore, più sgradevole per la calura umida, entra irrispettoso nei miei polmoni.
A fatica respiro mentre volo con la mente ai luoghi che ci hanno visti in ricerca di un segno che supera la vita, un graffito, un segnale per andare, per dire a noi stessi ed al prossimo di "messaggi" sottili che ci seguono, ci sostengono. Tu, amico, mi hai presentato la tua terra, i templi della "grande Madre" mentre io cercavo di farti conoscere ed amare anche l’Etruria tutta e ciò che portava oltre i limiti del "Sì e del No".

Da circa un'ora è arrivata una telefonata veloce, una nostra amica diceva che tu non eri più qui ed ora, la tua "energia sottile" era oltre questo spazio-tempo.
Così l’odore del finto prato per il pallone è diventato più pungente e la mente è rimasta sospesa in un non tempo.. e poi.. frasi senza senso..mentre i ricordi di noi, i nostri giuramenti per il Sacro ed il Conoscere, per il capire anche per chi non ha tempo ne di vedere ne di sentire, si sono affogati per poi insorgere, a tratti, indecisi e caotici, per formare un suono che portava il tuo nome: " Stanis", ma per noi Croc, ed a stento sono rimasto senza far affiorare una lacrima umana.

Mi mancavi già prima, noi avevamo dei progetti, dei viaggi dell’anima, delle lotte mai abbandonate , mai tradite da nessuna promessa commerciale.
La mia parte umana soffre "Croc" e si sente derubata ed avrebbe voluto stringerti la mano sino ed oltre la fine.
Hai fatto il tuo passo più impegnativo e senza aspettarmi, senza darmi un segno, un urlo per agire, essere insieme ancora, lottare ancora una volta.
Le nostre visioni del femminile, la donna angelo e demone, il nostro sentire oltre il possesso e la ricerca continua di un rapporto a toni alti che tanto ci ha dato prendendosi oltre ogni misura , quasi tutto amico mio con un ignorante dolore infinito… sono anche essi parte del nostro patrimonio non distruttibile.

Abbiamo dei progetti "amico Groc" ed io li porterò avanti e nulla, neanche la prima morte umana, potrà impedircelo.

A presto amico Croc, io cercherò ancora, oltre il misurabile, oltre l’amore umano tradito.


Crocchignon


Umberto Di Grazia
Roma 15 luglio 2006




In ricordo dell'amico Stanislao Nievo vedi anche: "Inviato speciale alla ricerca di Sé" di Manuela Pompas

 

 

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