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di
Umberto Di Grazia
Il
primo febbraio del 1994 compariva, nella prima pagina del quotidiano La Stampa, un
articolo inerente ad un
esperimento scientifico di particolare interesse, condotto durante un convegno
internazionale.
Il neuropsicologo dottor
Jacobo Grinberg, dell'Università Nazionale del Messico, dimostrava che "le
menti dei fidanzati comunicano a distanza".
Per evidenziare ciò il
dottor Grinberg usò una camera Faraday e apparecchi elettronici per misurare
l'attività elettrica dei cervelli.
I soggetti dimostravano
reazioni simili indipendentemente da chi dei due venisse stimolato per mezzo
del dolore o di sensazioni luminose.
Per chi opera nel settore
dei fenomeni inconsueti il commento è stato sintetizzato in una frase:
"... hanno scoperto l'acqua calda!".
Le stesse cose, e molto di
più, (flusso sanguigno digitale del percipiente, rivelazioni epidermiche,
ecc...) furono rilevate da T. Tart nel 1963. Si è studiato di tutto: Vasiljev,
lavorando sulla teoria elettromagnetica della telepatia, induceva stati
ipnotici in soggetti isolati in camere di metallo. Si è capito inoltre che la
telepatia è agevolata nelle notti di luna piena.
Tornando all'articolo de “La
Stampa”, il giornalista ha omesso di dire che nell'esperimento del
neuropsicologo dell'Università messicana, si deve parlare di telepatia.
Termine, questo, creato dal
prof. Myers nel 1882 per indicare la possibilità che ha una persona (percipiente)
di avere, senza l'aiuto dei sensi tradizionali, notizie ed esperienze di
un'altra persona (agente) che si trova a distanza. Il termine telepatia,
infatti, deriva dalle parole greche tèle (lontano, a distanza) e
pàthos (sentimento).
Si tratta, quindi, di
trasferimento di emozioni e non, come si crede di solito, di parole o frasi.
Questa è la prima
osservazione: viviamo in un clima di razzismo culturale dove viene diffuso per
vero solo ciò che rientra in meccanismi arrugginiti e corrosi da tempo che non
hanno niente a che fare con la scienza; giustamente O.O.L. Gregory ed Anita
Kohsen dissero: "La scienza come disciplina è magnifica ed indispensabile;
come sistema di credenze è disastrosa. "
Le ricerche nel campo dei
fenomeni inconsueti sono molto avanzate, anche se non se ne parla molto.
In sintesi, alle critiche
del tipo che: "...gli esperimenti non sono significativi e non sono
ripetibili", si può rispondere semplicemente con un "E' FALSO!".
Nel dicembre 1989 sulla
rivista scientifica: "Foundation of phisic", venivano presentati gli studi
fatti dalla P.E.A.R. (facoltà d' Ingegneria di Princenton) dove è stata
ampiamente documentata l'esistenza dei fenomeni paranormali, ed in particolare
l'influenza della forza del pensiero sulla materia (esperimenti di MicroPK).
Con gli stessi criteri
d'analisi scientifica sono stati analizzati tutti i risultati raccolti in 50
anni di lavoro nel settore della parapsicologia, non omettendo gli
errori e le frodi, e si è concluso che: "I fenomeni sono significativi e
ripetibili ed il rapporto di casualità è così basso da avere una validità
superiore a quella di molti farmaci in commercio".
Nelle precognizioni sono
stati analizzati 309 esperimenti, lo studio di 62 ricercatori, 2.000.000 di
dati precognitivi effettuati da 50.000 soggetti.
I risultati hanno portato
l'elemento comparativo statistico ad un numero così basso di "verifica
casuale" che nessuno scienziato lo prenderebbe in considerazione.
Viviamo, anche in questo
settore, un paradosso: ciò che è meno vero passa per reale e scientifico.
Un secondo punto da
sottolineare è la bassa qualità morale e la scarsa preparazione di molte
persone che si arrogano il diritto di autonominarsi esperti, sensitivi,
eccetera.
Rileggendo la Bibbia da I
Corinti, 12:4 - 13:3, troviamo una delle prime conferme di doti
"particolari" ed il giusto modo di viverle:
(28) E Dio ha posto i
rispettivi nella congregazione, in primo luogo, apostoli; in secondo luogo
profeti; in terzo luogo, maestri; quindi opere potenti; quindi doni di
guarigioni, capacità di dirigere, diverse lingue...
(13) Se parlo le lingue
degli uomini e degli angeli ma non ho amore sono divenuto un (pezzo di) rame
risonante e un rimbombante cembalo.
(2) E se ho il dono di
profezia e conosco tutti i sacri secreti e tutta la conoscenza, e se ho tutta
la fede da trapiantare i monti, ma non ho amore, non sono niente.
Non si può superare questo
primo scoglio: dobbiamo chiederci per chi e per che cosa stiamo parlando di
fenomeni inconsueti. Qual'è la nostra motivazione interna e qual' è quella
esterna.
L'astronauta Edgar D.
Mitchell ha detto e fatto molto per la giusta ricerca. Lui, portato dalla
tecnologia sulla Luna, percepì il contatto con il divino e disse, giustamente:
"... I vecchi modi di pensare e i comportamenti tradizionali scompaiono
soltanto quando un uomo riesce a cogliere la sua intima unità con la natura e
con la vita nell'universo..."
La stessa presa di coscienza
può avvenire attraverso gli ipersensi e ifenomeni inconsueti se
ben vissuti e, quindi, non alimentati dall'ego.
Leggiamo ancora Mitchell,
perché è chiarificatore rispetto alla situazione corrente: "L'evidenza della
ricerca psichica (quindi fenomeni psichici al posto di paranormali o
inconsueti) suggerisce che l'umanità ha un enorme potenziale inutilizzato.
Ma se questo potenziale non
verrà guidato da uno scopo morale e da un sistema di valori accettabile, verrà
sicuramente utilizzato negativamente, che è, infatti, quanto sta già
accadendo.
Gli aspetti meno seri
coinvolgono quegli individui confusi che vagano nei reami della mente alla
ricerca del significato della vita. La loro ricerca di autocomprensione è
positiva, naturalmente.
Ma lungo la loro strada
incontrano spesso soggetti occulti e pratiche esoteriche improduttive che in
sè possiedono qualche barlume di verità nascosta però, da una matrice di
vuotezza e incomprensione.
I risultati sono agevolmente
osservabili: il sensitivo di successo che, se ha qualche facoltà
genuina, se ne serve per impressionare piuttosto che per istruire; il veggente
che dichiara che certe catastrofi sono inevitabili spaventando chi si rivolge
a lui conducendolo talvolta al suicidio; il guru che induce i discepoli
creduloni ad una dipendenza mentale che rasenta la schiavitù; il mago che
promette successi finanziari, guarigioni istantanee, felicità personale e così
via.
In ognuno di questi casi, la
gente viene usata, non aiutata.
Giochi egoistici,
sensazionalismi ed esibizionismo sono purtroppo frequenti in questo campo,
danneggiando e sviando coloro che si stanno dirigendo sinceramente verso una
nuova comprensione, nuovi valori, ed un nuovo sistema di vita basato sullo
sviluppo transpersonale piuttosto che su quello personale." (Edgar D. Mitchell,
Esplorazioni psichiche in USA, 1975 MEB editrice).
Ma se usassimo correttamente
le potenzialità psichiche, cosa potrebbe verificarsi a livello sociale?
Il dottor Willis W. Harman,
negli anni settanta, direttore del Centro per gli studi di politica sociale
all'Istituto Stanford di ricerca e studioso dei sistemi economici dinamici
all'Università di Stanford, studiò a lungo il problema esponendo chiaramente
le risposte.
Prenderò a caso solo alcune
frasi dal libro di Mitchell (Esplorazioni psichiche in USA, edito da
MEB, Torino 1975): "... Il potere sociale della scienza ottenuto per mezzo
della tecnologia fu tale che, nel mezzo del XIX secolo, era generalmente
riconosciuta come attività di ricerca ufficiale della società, superando così
le ricerche imprecise condotte a livello religioso e filosofico.
Ma è stato anche nel nome
della scienza che le basi trascendentali dei valori umani si sono via via
erose, lasciando gli USA e le nazioni progredite prive di una guida che non
fosse la crescita a tutti i costi, il che ci ha condotti all'attuale crisi
sociale ed ecologica.
Così, quando i fenomeni
della ricerca psichica sfidano, come stanno facendo, il paradigma scientifico
dominante, in realtà affrontano anche il paradigma sociale dominante.
... Se diverrà dominante il
nuovo paradigma collegato al fenomeno della ricerca psichica avremo lo
spostamento da un orientamento per lo sviluppo materiale ad una società basata
sull'apprendimento e programmazione guidata da un'etica ecologica ed
autorealizzativa; lo sviluppo di una scienza aperta rivolta verso
l'esplorazione delle esperienze soggettive; l'emergenza della corporazione
come principale forma istituzionale in cui gli individui potranno ricercare l'autorealizzazione, con basi di legittimità radicalmente nuove; l'adozione di
una politica della piena occupazione basata sul bisogno umano di una
realizzazione nel lavoro; l'assunzione dell'educazione come processo vitale
intimamente collegato al lavoro, e non per andare incontro alle richieste di
un sistema economico intossicato dal proprio sviluppo, ma come parte
integrante della ricerca del Centro Divino."
La ricerca delle nostre
potenzialità apre nuove forme di linguaggio ed un profondo rispetto verso
tutto ciò che ci circonda.
Circa venti anni fa, mi
colpirono le tecniche adottate per seguire le persone in coma. Costoro non
sono trattate come dei vuoti a perdere, ma come esseri perfettamente in grado
di percepire a livelli diversi da quelli consueti.
Infatti quando il malato
entra in uno di questi centri (gli americani sono stati i primi a crearne), si
raccolgono più dati possibili rispetto ai suoi usi ed alle sue abitudini.
Cosa mangiava, beveva, quali
profumi e suoni incontrava nell'arco della giornata, che trasmissioni seguiva
alla radio ed alla televisione, qual'era il giornale preferito e a quale ora
lo leggeva e così via.
Tutto gli viene riproposto
puntualmente, mentre la pelle del corpo viene stimolata, con delle piume,
continuamente.
Inoltre gli operatori, più
di uno ed a turni continui, sanno come avvicinarsi senza emettere sensazioni o
pensieri negativi; si teorizza che il paziente possa, vista la non attivazione
dei sensi normali, averne, per compenso, esasperati altri non ancora
catalogati ma che hanno molto a che fare con la telepatia. Ed i
risultati non sono mancati. Qui in Italia ogni tanto leggiamo: "Esce dal coma
perché sente la voce di una persona cara, o un certo cantante, una musica, il
contatto con il proprio cane, ecc..." Ma nessuno si documenta, ed è facile
farlo sul lavoro già fatto.
Accettare l'esistenza del
paranormale impaurisce chi ne intuisce le potenzialità sui cambiamenti sociali
e terrorizza gli operatori fasulli del settore.
Eppure, se vogliamo avere un
futuro, non possiamo omettere queste realtà.
E' un lavoro da fare oggi,
il non agire porterebbe al caos totale o ad un sistema di dominio dittatoriale
che, in cambio della poca libertà individuale, ci permetterà di sopravvivere.
Il futuro sviluppo deve
passare attraverso la conoscenza di chi siamo e delle nostre potenzialità.
Allora capiremo che non siamo stati creati per distruggere, tipico della
scienza materialistica-riduzionista, e che facciamo parte tutti, animali,
piante e minerali, di un unico tessuto.
Dobbiamo anche accettare la
parzialità dei nostri sensi tradizionali e della visione dualistica ed
antagonista che abbiamo di quello che per noi è la realtà.
C. G. Jung, su "Aion",
diceva: "Siccome la percezione ordinaria è solo parziale, ogni linguaggio
costruito in base ad essa si rivela inadeguato per descrivere le realtà
superiori. Per questo motivo alcuni tentativi sembrano paradossali.
Il sè possiede tutti gli
attributi di unicità e per manifestarsi una sola volta nel tempo. Siccome il
sè psicologico è un concetto trascendentale, tale da esprimere la totalità dei
contenuti consci ed inconsci, può essere descritto solo in termini di
antinomie (come per esempio la natura trascendentale della luce può venir
espressa attraverso l'immagine delle onde e delle particelle al tempo stesso);
cioè, i succitati attributi devono venir completati dai loro opposti se si
vuole esprimere correttamente la situazione trascendentale" .
Ed il grande Ernesto
Balducci: "NelI' essenza della Realtà, gli opposti sono concettualmente
indistinguibili, ossia, non più caratterizzati da ciò che in essi appare (in
quanto, in tal senso sono in antitesi), bensì unificati dalla funzione che
hanno e che è finalizzata alla evoluzione, attraverso il riequilibrio degli
squilibri.
Niente di ciò che esiste,
dal dolore alla gioia, dall'odio all'amore, da qualsiasi cosa al suo
contrario, è cattivo o ingiusto, perché tutto esiste per aiutare l'individuo
nella sua graduale evoluzione.
Le etichette giusto o
ingiusto sono soltanto attribuzioni di comodo dell'individuo, per
scaricare all'esterno quelle responsabilità interiori che esclusivamente a lui
stesso possono appartenere".
Nello sforzo di voler
portare tutto nella legge del dualismo abbiamo creato delle bizzarre e
distruttive, per lo spirito, teorie e leggi. Abbiamo descritto l'aldilà a
misura del nostro aldiquà materiale.
Esistono quindi una morte,
un giudizio, delle punizioni, delle raccomandazioni, delle gerarchie, dei
ministeri, ecc.
Pochi parlano delle nostre
microstrutture atomiche e sub, eterne per il nostro concetto di tempo, delle
nostre componenti energetiche, delle possibili multi dimensioni, del presente
continuo.
Viviamo terrorizzati dal
nostro concetto individuale di morte e per questo, secondo alcuni studiosi,
preferiamo vivere dolorosamente giorno per giorno pur di ritardare il senso
del passare del tempo.
Eppure, chi ha vissuto
esperienze di uscita dal corpo (O.O.B.E.) ha coscienza che in quello stato
la logica dualistica scompare e si vive una pienezza difficile a descrivere.
Ci si sente a casa ed i
pensieri si sciolgono come neve al sole.
Difficile il ritorno ma,
dopo qualche esperienza, si intuisce la continuità dell'energia in una
dimensione attigua e complementare a quella delle forme visibili per i nostri
sensi ordinari.
Abbiamo gli strumenti per
educare le persone a vivere o ad avvicinarsi concretamente a queste esperienze
che smitizzano l'idea terrifica che abbiamo del passaggio, della
evoluzione della nostra energia chiamata, comunemente, morte. E questo non è
poco. Pensate quante cose cambierebbero ...!
Ammettiamo, ora, che
l'evoluzione della conoscenza psichica prosegua nel modo giusto, cosa ci
possiamo aspettare di vedere nel prossimo futuro?
Leggiamo, ancora una volta,
quanto Mitchell dice a riguardo di alcune applicazioni benefiche della psi:
"1) La ricerca scientifica
potrebbe essere aiutata da canali psichici controllati, al fine di valutare la
possibilità di
esperimenti a vastissimo
raggio e di evitare di perdere tempo e denaro.
2) Agenzie legali
risolverebbero crimini e ritroverebbero le persone scomparse.
3) Storici ed archeologi
utilizzerebbero sentieri psichici che agevolerebbero le loro ricerche.
4) La psichiatria potrebbe
adottare mezzi psichici per la comprensione delle radici di un comportamento
individuale nevrotico o psicotico e per effettuare l'indispensabile
distinzione fra problemi psichici e problemi psicotici (es. la differenza tra
allucinazioni auditive ed un fatto telepatico involontario che induce il
soggetto a sentire sonoramente il messaggio).
5) Agenzie predirrebbero
disastri, incidenti, terremoti, e altri eventi imprevedibili.
6) Consultazioni
organizzative porterebbero ad una impostazione della struttura economica
coerente con gli aspetti psichici dell'interazione umana e del bisogno di un
equilibrio armonico di forze" .
In 32 anni di lavoro ho
partecipato a molti di questi citati esperimenti, ed i risultati non sono
mancati.
Ma quello che mi è rimasto
più impresso è la dimostrazione del fatto che tutti gli esseri fanno parte di
un grande ed unico corpo che deve guarire da antiche malattie.
Può farcela, basta cercare
le idee che uniscono perché noi già siamo quell'unico corpo.
Lo siamo al di là di una
logica riduttiva, oltre l'apparente, al di là e al di sopra di tutto.
Noi siamo sempre e da
sempre, noi, i creati ed i creatori.
Note biografiche
dell'autore
Umberto di Grazia,
sensitivo e ricercatore, ha affiancato eminenti studiosi di Archeologia
effettuando, grazie alle sue doti, importanti ritrovamenti.
Già presidente del GFR
oggi dell'IRC,
collabora con vari gruppi di ricerca internazionali fra cui la Mobius Society
di Los Angeles |