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(BIOGRAFIA)

Quando
Le scorze del tempo
Cadranno come squame
Mi potrai vedere per ciò che sono
Quando
Saranno le colpe trasformate
Il piombo in oro trasmutato
Mi vedrai risplendere Perfetto
Copia unica e vera di Colui che Esiste
Al di là di ogni possibile apparenza
Sublimato e leggero
Unico e Vero
Angelo Mezzanotte, nasce nel 1943 a Loreto, nelle Marche. Inizia ad interessarsi
alla fotografia sin da bambino, per gioco e per curiosità. A diciassette
anni si imbarca come mozzo di coperta, navigando successivamente come ufficiale
radiotelegrafista, per diversi anni, su navi mercantili di vario genere. Incoraggiato
dalle occasioni fornitegli dai numerosi viaggi, soprattutto da quelli aventi
per meta paesi esotici, coltiva in maniera crescente la passione per la fotografia.
Passione che si trasformerà in mestiere, allorché, successivamente
ad un fortuito incontro con il pugile Casius Clay, durante una "franchigia"
a Filadelfia, la "Domenica del Corriere", pubblicando in copertina
una delle foto scattate in quella occasione, alla vigilia del primo "match"
per il titolo mondiale dei massimi contro Joe Frazier, nel '71, gliene fornirà
l'occasione. Entra poco dopo alla Publifoto di Milano come assistente di studio,
dove pratica la fotografia industriale e pubblicitaria, successivamente quella
giornalistica con Nando Carrese, realizzando servizi sia in Italia che all'estero.
Pubblica un libro di immagini in bianco e nero, con la collaborazione dell'amico
Marco Marchioni, sulla Spagna franchista, dal titolo "Viento del pueblo"
(Corbo e Fiori Editori, Padova). Trasferitosi a Bologna, inizia una proficua
attività nell'ambito della fotografia di ambiente, di architettura
e dei personaggi del mondo dell'arte. Risalgono a quel periodo i servizi realizzati
per conto degli architetti Pancaldi, Zacchiroli ed Op'land, soprattutto in
relazione a progetti collegati all'area fieristica di quella città,
per il cui Ente realizzerà anche una lussuosa monografia, così
come i ritratti di Giacomo Manzù, Augusto Müren, Trüde Whener
ed altri. Apre successivamente uno studio a Fabriano, città originaria
da parte di suo padre, dedicandosi per alcuni anni alla fotografia industriale.
Appassionatosi alla vela, nel '77, partecipa alla seconda edizione della "Whitbread
round world race" (regata velica intorno al mondo), a bordo dell'imbarcazione
"B&B-Italia". In quell'occasione realizza, oltre a numerose
foto, pubblicate soprattutto da riviste del settore nautico, un filmato in
16 mm. che, con la regia di Adriano Dimajo e con il titolo "20.000 leghe
sopra i mari", verrà trasmesso dalla RAI, nonché da televisioni
straniere. Di ritorno dopo sei mesi, riceve l'incarico da parte della Regione
Marche di produrre immagini per un calendario avente per soggetto le montagne
della regione, e una multivisione dal titolo "Vivere le Marche".
È in questa occasione che scopre il magico fascino delle alture ed
in particolare dei Monti Sibillini, iniziando a rivolgersi al paesaggio.
Pubblica nel '91, con l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, un lussuoso
volume intitolato "Nel regno della Sibilla", che rappresenta una
prima sintesi della sua più che ventennale ricerca, effettuata nell'ambito
dell'area dei Sibillini, anche in riferimento a miti e tradizioni che ivi
si tramandano da secoli. Seguono due libri dal titolo, "Assisi-Calendimaggio-Festa
di primavera" (Petruzzi Editore, Città di Castello) e "Umbria-Terra
di magie" (Ediart-Todi).
Partecipa a mostre, sia personali che collettive, in Italia e all'estero e,
nonostante la scelta, maturata soprattutto successivamente ai viaggi in Terra
Santa, Egitto e Monte Athos, di ritirarsi a vivere, prima, per alcuni anni,
sulle colline umbre, ed in seguito alle pendici della "sua montagna",
la Sibilla, dove risiede tuttora, continua a portare avanti, sia pure con
altri ritmi ed aspettative, l'ormai inscindibile connubio con la fotografia,
in cui la natura acquista in maniera crescente il ruolo di incontrastata protagonista,
con l'intento di attingervi sempre più ispirazione e declamarne sempre
meglio le lodi.

la copertina del libro "Visioni"
Le Mie Visioni
L'idea alla base del presente lavoro, ha attinto linfa da un precedente progetto,
quello di fotografare le più importanti Montagne Sacre del Pianeta.
Dopo aver "temuto", per un periodo, che cotanto progetto potesse
andare in porto, sono tornato alle "mie montagne", rinvenendo in
queste la stessa sacralità che pensavo di dover ricercare altrove.
Volgendomi di nuovo allo scenario delle più che ventennali escursioni,
con un atteggiamento maggiormente consono al pellegrino che al normale escursionista,
assieme ad un personale mutamento, ho assistito ad un progressivo espandersi
dell'orizzonte percettivo. Pur nei limiti del mezzo utilizzato, è questo
un tentativo di estendere anche ad altri il risultato di simili percezioni,
trasferendolo dal privato al collettivo, in misura di una sensibilità
e disponibilità accordatemi da chi osserva. Per coerenza con l'idea
iniziale e con la convinzione maturata, per cui ogni montagna assume un particolare
aspetto sacrale, anche in relazione al suo status di luogo elevato, ho voluto
iniziare la serie con l'immagine del Monte ritenuto sacro per eccellenza,
dalla tradizione giudeo-cristiana, oltre che da quella islamica, il Sinai.
Questa foto, all'origine peraltro dell'idea di partenza, è stata scattata
in occasione di una solitaria permanenza, protrattasi per oltre una settimana,
sul Monte Santa Caterina (Gebel Katherina 2.642 metri), situato a poca distanza,
proprio di fronte alla biblica Montagna.

La successiva riguarda una veduta dal medesimo, alle prime luci dell'alba.
A parte qualche altro inserimento di chiara impronta orientale, che ho pensato
di utilizzare, non solo a titolo simbolico, dal momento che, nel corso della
mia lunga ricerca nell'ambito dell'Appennino Centrale, iniziata nel '78, ho
avuto modo di recarmi per qualche tempo, sia in India che in Medio Oriente,
oltre che in Irlanda e in altri luoghi significativi, la maggior parte delle
foto riguarda l'area dei Monti Sibillini, tra Umbria e Marche, e quanto è
possibile scorgere, in certe particolari occasioni, da quelle nobili alture.
Oltre alla chiara indicazione di volgere gli occhi verso l'alto, vorrei sottolineare
l'eterna universalità, o meglio, cosmicità, con cui la montagna
si propone ai nostri sguardi nelle sue mutevoli e molteplici forme, tentando
di annullare, almeno idealmente, i confini definiti per convenienza dagli
umani. Desidererei tanto si potesse pensare che alcuni paesaggi ripresi potrebbero
benissimo essere stati fotografati ovunque: financo su Venere o Marte; che
si possa ritenere l'intera Creazione ancora totalmente da scoprire, e, soprattutto,
che si senta l'esigenza di far uso di mezzi di indagine diversi da quelli
a cui siamo stati abituati fin dai primissimi anni della nostra vita.
M. Sibilla
Solstizio d'Estate 2001
alcune foto tratte dal ventennale lavoro dell'artista


V'è un Essere, Meraviglioso, Perfetto, esisteva
prima del cielo e della terra. Quanto è silenzioso! Quant'è
sublime!
Si erge solitario e non muta. Si muove in circolo, ancora e ancora, ma a causa
di ciò non soffre. La vita tutta da Lui proviene.
Come in un drappo ogni cosa avvolge con il Suo Amore, ma per ciò non
reclama onore, poiché non pretende di essere il Signore.
Non conosco il Suo Nome, e quindi lo chiamo TAO, la Via, e mi rallegro nel
Suo Potere.
Lao Tsù
Tao Te Ching

Gerusalemme, cielo sovrastante la spianata delle
Moschee, al tramonto, dal Monte degli Ulivi - Pasqua 1987.

E
allora, vedranno il Figlio dell'Uomo venire in una nuvola, con potenza, e gran
gloria.
Luca; 21,27
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