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L'Altra Informazione: Ricerca e Scoperte


Articolo letto: 10592 volte | Inviato il: 16-5-2007

…E SE IL CERVELLO FOSSE... UN OPTIONAL?

 

Un brillante laureando fisicamente senza cervello, è l'occasione per riflettere: e se il nostro cervello non fosse indispensabile? Ma allora dove risiede la Mente?

 

Rupert Sheldrake

 

Il cervello è davvero necessario?

La ragione di questa domanda apparentemente assurda si collega ad un’importante ricerca condotta dal neurologo prof. John Lorber dell’Università di Sheffield.

Quando un medico della Sheffield si trovò ad avere in cura uno studente di matematica per una malattia non grave, notò che la testa di quest’ultimo era leggermente più larga del normale. Riferì il fatto al Dott. Lorber per sottoporlo ad ulteriori esami.

 

Lo studente era accademicamente brillante, con un quoziente d’intelligenza (IQ) pari a 126 e si stava per laureare. Tuttavia una volta esaminato con il CAT-scan, Lorber scoprì che lo studente non aveva “virtualmente” alcun cervello.

 

Al posto di due emisferi che colmassero la cavità cranica, più o meno di 4,5 cm di profondità, lo studente aveva meno di 1 millimetro di tessuto cerebrale che ricopriva la cima della colonna spinale.

Lo studente soffriva di idrocefalia, condizione in cui il fluido cerebrospinale non circola come dovrebbe intorno al cervello (a causa di un’ostruzione a livello del sistema ventricolare o di un’eccessiva produzione di liquor o di uno scarso riassorbimento dello stesso, NdT).

 

Rupert Sheldrake

 

Normalmente, la condizione è fatale nel primo mese di vita. E anche se un individuo riesce a sopravvivere sarà seriamente handicappato. Lo studente di Sheffield aveva comunque  vissuto una vita perfetta e normale e stava per ottenere una laurea con lode in matematica.

 

 

 

Un caso del genere non è così  raro come sembra.

Nel 1970, un cittadino di New York morì a 35 anni. Non aveva diplomi ma aveva lavorato come portiere ed era molto popolare tra i suoi vicini. Gli inquilini del palazzo in cui lavorava lo descrissero come qualcuno che oltre ad occuparsi delle sue mansioni, leggeva il giornale e preparava il tè. Quando venne eseguita l’autopsia per determinare la causa del suo prematuro decesso venne scoperto che anche lui era praticamente privo di cervello.

 

Il Prof. Lorber ha identificato diverse centinaia di persone che pur avendo gli emisferi cerebrali veramente piccoli sono individui provvisti di una normale intelligenza. Alcuni di loro non hanno un cervello individuabile ma hanno un IQ pari a 120.

 

Nessuno sa come le persone con un “cervello non individuabile” siano capaci di compiere qualsiasi attività e di laurearsi senza aiuti esterni.

 

Esistono comunque un paio di teorie. La prima ipotizza che esista un così alto livello di ripetizioni di funzioni in un cervello normale che quel poco che rimane è sufficiente ad adempiere tutte le funzioni degli emisferi mancanti.

 

Un’altra tesi similare è la vecchia idea secondo la quale noi usiamo solo una piccola parte del nostro cervello, forse il 10%. Il problema è che le ricerche più recenti sembrano contraddire queste ipotesi. Le funzioni del cervello sono state mappate completamente e per quanto sia presente qualche ridondanza, c’è anche un alto grado di specializzazione – per esempio, l’area motoria e la corteccia visiva che sono estremamente specifiche.

 

Allo stesso modo, l’idea stessa che “usiamo solo il 10 percento del nostro cervello” è un malinteso che risale alle ricerche condotte negli anni 30 nelle quali le funzioni di grandi aree della corteccia, non potendo essere determinate, furono nominate “silenziose”, mentre in effetti sono aree collegate alle importanti funzioni del parlare o del pensare astratto.

 

Un’altra interessante questione riguardante le scoperte di Lorber è che queste rimandano ai misteri legati alla memoria. Al principio si pensava che la memoria avesse qualche substrato fisico nel cervello, come i chips di memoria nel personal computer, ma indagini più estese hanno evidenziato il fatto sorprendente che la memoria non è localizzata in nessuna area e in nessun substrato specifico del cervello. Come afferma un eminente neurologo: «La memoria è in qualsiasi e in nessuna parte del cervello».

 

Ma se il cervello non è un meccanismo per classificare e immagazzinare esperienze e analizzarle per permetterci di vivere le nostre vite, allora perché abbiamo un cervello? E dove risiede l’intelligenza umana? Dov’è la mente?

 

Un biologo che propone un nuovo e radicale approccio a questi problemi è il dottor Rupert Sheldrake. Nel suo libro «Una nuova scienza della vita» respinge l’idea che il cervello sia un magazzino delle memorie e lo considera, piuttosto, come una radio ricevente per sintonizzarsi sul passato.

 

La memoria non è un processo di registrazione nel quale un mezzo viene alterato per immagazzinare ricordi, ma un viaggio che la mente fa nel passato tramite il processo di risonanza morfica.

 

E come radio ricevente richiederebbe strutture molto meno complesse di un magazzino capace di memorizzare e recuperare i dati di una vita.

Ma, chiaramente, anche questa pazza idea potrebbe non essere vera …

 

 [Fonte: http://www.alternativescience.com]

 

 

 

Commenti pervenuti:

Inviato da: Ferrario Franco  03/03/2010 18.16.16
 Commento:  

Riferendosi all'oculato commento dell'amico Dott.Mesiano sarebbe interessante studiare la dottrina indiana dei chakra dello Yoga Tantrico e di altri antichi testi quali le Upanishad che specificano che la sede della Coscienza e del "Sovramentale intuitivo",da cui scaturiscono i concetti,e risiedono nello sahasradala chakra(il loto dai mille petali) situato a di sopra del vertice della teca cranica(cioè al di fuori del cervello).mentre la sede de pensiero dialettico-razionale risiede nello ajna chakra,situato in un punto interno all'altezza della radice del naso-Esiste un importante studio di Sir Woodroffe(Avalon) sul "The Serpent Power"e i suoi chakras.Il problema attuale della ricerca del Pensiero è quello di non rivolgere la sua attenzione ai suoi prodotti(concetti) senza aver prima individuato la sua scaturigine.Questo sarebbe il compito di un vero e scientifico "metodo sperimentale"

 


Inviato da: Andrea  24/01/2010 17.10.46
 Commento:  

Forse la teoria dell'universo olografico, può essere associata anche al cervello, come qualche scienziato già sembra proporre.

 


Inviato da: PAT  11/06/2008 2.15.19
 Commento:  

?E SE IL CERVELLO FOSSE... UN OPTIONAL?

HO PAURA DI SI....
POTREBBE CONFERMALO, AMMESSO CHE SI A VERO, IL CASO DI QUEL POLLO SOPRAVVISSUTO NORMALMENTE PER DIVERSI GIORNI SENZA TESTA....
TANTE COSE CHE DIAMO PER SCONTATE NON LO SONO ASSOLUTAMENTE

ESSERE SENSIBILI O SENSITIVI SE NON SUFFRAGATI DA PROVE CONCRETE EQUIVALE A METTESI IN RIDICOLO O MOLTO PEGGIO... QUESTO NON è GIUSTO, MA REALE

E ANCHE CON PROVE A VOLTE LE COSE NON MIGLIORANO UGUALMENTE ANZì.....

AMO LA RICERCA PERCHè RENDE LA PROVA DELL'IMPOSSIBILE REALE....

 


Inviato da: Ezio Gagliardi  08/05/2008 17.09.57
 Commento:  

Il cervello ovviamente non è un Optional..............
Con molta probabilità dei 10 milardi di neuroni di cui è costituito mediamente il cervello è possibile pensare che per una corretta funzionalità dello stesso 1 miliardo o forse meno possono bastare.
Ora più che il numero di neuroni, sono importanti le connessioni che ciascuno di essi riesce ad avere con gli altri attraverso l'assone e i dentriti; il numero delle connessioni può superare 10000 per ogni neurone, per cui teoricamente da 1 miliardo di neuroni possiamo avere fino a un numero di connessioni espresso da 1 seguito da 14 zeri (100000000000000).
In definitiva la funzionalità del nostro cervello dipende dal numero, dalla lunghezza e dalle ramificazioni dei dentriti di ciascun neurone; ora sappiamo che i dentriti si possono rigenerare, allungarsi, aumentare le ramificazioni.
In definitiva un cervello che occupi un spazio molto ridotto nel cranio (1/10- 1/20 del volume) può permettere di interagire con l?ambiente e avere una coscienza, fatta salva la presenza al suo interno di organi importanti come l?ipofisi, l?amigdala, il talamo ed altri??.

 


Inviato da: domenico mesiano  21/04/2008 18.52.12
 Commento:  

Rispondo alla domanda di Maria Ryan: Il problema scientico e filosofico a cui non si è data una risposta conclusiva è se il cervello sia veramente il produttore della mente e della coscienza ( le teorie sono molte e anche contrastanti) Attualmente, per quanto si sa ufficialmente, nessun scienziato è riuscito a spiegare cosa è la coscienza, i meccanismi che portano alla sua espressione e tanto meno la sua sede. I gruppi di ricerca sono molti ed ognuno affronta il problema da una sua personale ottica ( chi in maniera assolutamente riduttiva, chi in maniera multidisciplinare comunicando con altri campi come la psicologia, la ricerca psichica, la filosofia ecc..). Per eventuali approfondimenti chi fosse interessato, può richiedere una bibliografia mirata. Saluti.

 


Inviato da: Maria Ryan  21/04/2008 18.51.44
 Commento:  

Se il dott. Rupert Sheldrake considera il cernello come una radio ricevente per sintonizzarsi sul passato, allora gli individui che sembra non abbiano un cervello non possono sintonizzarsi sul passato. C'è una conferma di questo?

 


 

 

 

 

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