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Articolo letto: 3146 volte | Inviato il: 2-1-2008

Sistema Olistico:

 

 

di Umberto Di Grazia


La rivoluzione culturale che è in atto porta con sé un processo di cambiamento basilare della visione del mondo, radicale quanto la rivoluzione copernicana. Quale è il risultato di questo cambiamento? L'ossessione di quantificare e misurare della scienza attuale, insieme ai successi di un progresso indiscutibile, ha richiesto all'Uomo e al Pianeta un tributo pesante, i cui problemi sociali ed ambientali non si possono assolutamente risolvere, seguendo il modello di vita meccanicistico, che ancora ci governa.


Su questo punto lo psichiatra R.D. Laing (22) ha giustamente notato: "Dovevamo distruggere il mondo in teoria, prima di distruggerlo nella pratica. Il programma di Galileo ci un offre un mondo morto. Vista, udito, gusto, tatto, odorato perdono ogni attendibilità ed insieme con loro vengono meno da allora: la sensibilità estetica ed etica, i valori, la qualità, l’anima, la coscienza, lo spirito."

Sta cambiando, nonostante gli ostacoli della scienza ufficiale e del potere socio-politico-economico, il paradigma ovvero il modello che ci governava: stiamo passando dal modello di vita meccanicistico o riduzionistico, che dava risalto alle parti, a quello olistico, organicistico, ecologico, che dà risalto al Tutto. Di conseguenza cambiano i nostri valori e cambia l’etica che regola il nostro comportamento, secondo i concetti di bene e di male.


Dobbiamo arrivare a capire che non siamo stati creati per distruggere, che tutti: animali, piante, minerali, energie conosciute e non, facciamo parte di un unico organismo, da rispettare e difendere. Non siamo delle macchine e i fenomeni psichici lo dimostrano ulteriormente. Se una persona , una pianta, una specie animale muoiono, anche in un paese lontano, questi fatti ci colpiscono ad altri livelli, impoverendo le nostre possibilità di conoscere. Il modello meccanicistico ha portato gravi danni , anche irreversibili, alla nostra vita e a quella del Pianeta: La fisica quantistica e l’ecologia ne hanno dimostrata l’errata visione, ma al cambiamento in favore del modello olistico si oppongono la scienza ufficiale e il potere socio-politico-economico.
Molti scienziati e filosofi, tra cui diversi premi Nobel, riconoscono il nuovo paradigma come 1’unico possibile e lottano per il cambiamento e per l’evoluzione della qualità della nostra vita e di quella del Pianeta, da cui dipendiamo. Il prezzo pagato è altissimo e aumenta ogni giorno. I problemi che dobbiamo risolvere, come dice il fisico Fritjof Capra, (23) sono problemi sistemici del pianeta, come la sovrappopolazione, la fame del terzo mondo, l'aumento di povertà nel mondo industrializzato, la desertificazione, l’estinzione di specie animali e botaniche, l’inquinamento dell’ambiente, la bioetica e la sopravvivenza della specie umana in una simile prospettiva di vita, che protegge un sistema economico così poco civile da seguitare a privilegiare pochi a scapito di molti e mette a rischio gli equilibri che regolano la natura.


Già negli anni Settanta Willis W. Harman, direttore del Centro per gli Studi di Politica Sociale all’Istituto Stanford, parlando della necessità di adeguarsi al modello di vita olistico, dichiarava: "E’ stato nel nome della scienza che le basi trascendentali dei valori umani si sono via via erose, lasciando gli USA e le nazioni progredite prive di una guida che non fosse la crescita a tutti i costi, che ci ha condotti all’attuale crisi sociale ed ecologica Così quando i fenomeni della ricerca psichica sfidano, come stanno facendo, il paradigma scientifico dominante in realtà affrontano anche il paradigma sociale dominante. Se diverrà dominante il nuovo paradigma collegato al fenomeno della ricerca psichica avremo lo spostamento da un orientamento per lo sviluppo materiale a una società basata sull’apprendimento e la programmazione guidata da un’etica ecologica ed autorealizzativa lo sviluppo di una scienza aperta rivolta verso l’esplorazione delle esperienze soggettive; l’emergenza della corporazione come principale forma istituzionale in cui gli individui potranno ricercare l’autorealizzazione con basi di legittimità radicalmente nuove; l’adozione di una politica della piena occupazione, basata sul bisogno umano di una realizzazione nel lavoro; l’assunzione dell’educazione come processo vitale intimamente collegato al lavoro e non andare incontro alle richieste di un sistema economico intossicato dal proprio sviluppo". Nella rivoluzione scientifica-filosofica-culturale in atto, si delinea oggi una nuova connotazione sociale, simile a quella della lotta contro la povertà e la fame delle più grandi rivoluzioni popolari. Siamo di fronte alla presa di coscienza della gente comune, che da tempo ormai ha cominciato a scegliere con quali medici e con quali medicine curarsi, (in Italia sopportandone i costi, poiché il sistema sanitario vigente non dà possibilità di scelta, né rimborsi mutualistici), adottando sempre di più la medicina e le tecniche naturali ed energetiche. E che oggi comincia a dover combattere anche per il diritto di scegliere il cibo con cui nutrirsi, per salvaguardare la propria salute e la propria sopravvivenza. Qualcosa nel modello meccanicistico sta già cambiando. Si, la nuova rivoluzione è in atto e fermarla significa condannare il nostro futuro.


Dobbiamo informare e vedere gli aspetti negativi di cui siamo vittima e carnefici, quelli che rispondono alla parte deteriore della logica consumistica, che considera l’uomo comune un "Vuoto a perdere".
Vogliamo dare ascolto a chi sottolinea lo "stato di fatto" della mancata diffusione di ricerche e di metodi utili ad affrontare e vincere i vari veleni, generalmente non richiesti, con cui viviamo? O vogliamo continuare ad abbassare la testa ed accettare i quattro nuovi comandamenti?


1. Se non ti ammali sei pericoloso
2. Se non compri più di ciò che ti serve sei perdente
3. Se hai delle idee tue sei rivoluzionario
4. Se hai sensazioni paranormali sei pazzo.

 

Un brano dell’articolo pubblicato su "La critica sociologica" periodico trimestrale a cura di Franco Ferrarotti, nel N. 133, Primavera 2000 Febbraio Aprile

(25) Willis W. Harman, rif. Su "Esplorazioni psichiche in USA" di Edgar D. Mitchell, vol. II, Edizioni Meb Torino 1975
(22) R. D. Laing: rif. F. Capra in "La rete della vita", Rizzoli 1997 ed. Sansoni 1998
(23) Fritjof Capra: "La rete della vita", Rizzoli 1997 ed. Sansoni Editore 1998 e 1996 Doubleday - Anchor Book, New York
(24) "The Mail on sunday": articolo di Chrisopher Leake e Lorraine Fraser, Londra 31.1.1999 - Nature: vo1.39777, 18.2.1999, sito web del Rowett Research Institute: www.rri.sari.ac.uk Nexus, edizione italiana, n.24, rubrica "deBriefing"
(25) Willis W. Harman, rif. Su "Esplorazioni psichiche in USA" di Edgar D. Mitchell, vol. II, Edizioni Meb Torino 1975

 

 

Commenti pervenuti:

Inviato da: Gianluigi da Marnaz (Savoia) in Francia  15/02/2009 0.27.11
 Commento:  

L'argomento della Natura intangibile come sistema olistico messo in pericolo dalle sole nefande azioni dell'umanità contiene una debolezza : la Natura stessa si è già resa colpevole più volte di genocidi di speci intere, per esempio la sparizione dei dinosauri. Certo l'uomo, come essere cosciente e volente, non deve aggiungersi a quei fattori negativi. La sua azione non è dello stesso livello. Il suo è etico e decisamente rivolto verso un'evoluzione della Natura non meccanicistica nell'ipotesi che la sua azione abbia un qualsiasi influsso sulla realtà. E' questo il punto essenziale : quanto egli possa essere un fattore realmente agente sull'ambiente in cui viviamo. Difatti abbiamo forse giudicato troppo presto che i molti disastri successi negli ultimi decenni siano stati causati da noialtri poveri esseri umani ! Siamo veramente cosi' importanti da poter influire sul serio sulla Natura ? Un po' di umiltà non nuoce !

 


Inviato da: grazia  22/11/2008 12.30.22
 Commento:  

non credo tu possa estrapolarti dal tutto per riuscire a vedere tutto da una prospettiva sifferente...Ciò che secondo me rappresenta l'intento dell'articolo è proprio questo:restare nel tutto ed aiutare il tutto ada andare avanti, non distinguersi come parte esterna.Ecco secondo me dove sta la difficoltà maggiore.

 


Inviato da: Angelo  23/10/2008 0.16.31
 Commento:  

Leggo il commento di Francesca, che Saluto, e penso che sia proprio così...separandoci.. Si vede compassionevolmente quella parte che rimane unita inconsapevole e si trae energia dalla consapevolezza dell'intento che ci muove verso chi
come noi si è staccato e cominci pian piano a sentire l'unità che credo col tempo si formi.
Ringrazio Francesca e Mister Grazia per l'opportunità di condividere pensieri e colgo occasione per complimentarmi per l'ottimo lavoro.
Buon Proseguimento

 


Inviato da: FRANCESCA  12/10/2008 21.29.05
 Commento:  

Ho a fortuna di essere ancora capace di fermarmi a pensare . leggendo questo articolo mi pongo alcune domande . Essendo noi stessi visti come esseri viventi ,il principale "sistema " olistico , siamo noi la principale fonte di "sopravvivenza" . Parlando di me o di qualsiasi altro essere umano non ci considero mai le singole parti ma un intera unità. Mi chiedo allora che se riuscissi a vivere separatamente dai miei componenti allora riuscirei a vedere il totale da una prospettiva differente .
Questi sono solo pensieri ad alta voce .

 


 

 

 

 

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