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Big Crunch dove andiamo? (come finirà -forse- l'Universo) |
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| rubrica a cura di Mario Bruschi Dipartimento di Fisica Universita` "La Sapienza" e-mail: bruschi@roma1.infn.it
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E ANDIAMO VIA. PORTIAMO
CON NOI SEMPRE IL
SAPORE DEI CIELI AVUTI. SVEGLIATI
INFINE, ERRIAMO PER GLI ALTRI. IMMAGINA, IMMAGINA
IL NOSTRO CUORE, IL NOSTRO SENTIRE AMARO,
AMARO, AMARO.. Bruma,
Babilonia, Me(ta)Faust, Quadro ventesimo quinto. E
alla fine? Ma ci sarà una fine? Torniamo alla cosmologia, torniamo
allUniverso. Se lUniverso fosse stazionario, niente di eccitante
un
atomo di idrogeno spunterebbe ogni tanto dal vuoto mantenendo costante la densità di un
Universo uguale in media a sè stesso per leternità. Noioso
Se invece hanno
ragione le tradizioni religiose\esoteriche, questa manifestazione sarà riassorbita. Se
sono vere le soluzioni dinamiche della Relatività Generale, tre futuri sono
possibili : 1) Luniverso
dopo aver raggiunto una massima espansione, comincerà a restringersi. Lentamente e
inesorabilmente il ciclo si invertirà, il tempo stesso si invertirà, i cieli torneranno
infine luminosi e precipiteremo in un nuova singolarità. Universo ellittico. 2) LUniverso
continuerà ad espandersi, seppure sempre più lentamente. Il tempo non finirà ma le
braci della materia-energia arderanno sempre più fioche. Un freddo entropico
ucciderà infine ogni possibilità di cambiamento\trasformazione\vita. Universo
parabolico. 3) LUniverso
continuerà ad espandersi, ma più velocemente che nel caso precedente. Una più rapida e
pietosa morte termica porrà fine al tutto. Universo iperbolico. Come distinguere
tra i tre possibili destini ultimi? Quale è il fattore discriminante? Secondo la teoria
è la quantità di massa\energia presente nellUniverso stesso. Se vi è abbastanza
massa, lUniverso è chiuso, lattrazione gravitazionale alla fine frenerà la
corsa delle galassie; il moto, ora centrifugo, si invertirà, le galassie torneranno ad
avvicinarsi sempre più, sempre più vicine fino ad un inimmaginabile Big-Crunch, lo
scontro finale in cui si ricreerà la singolarità iniziale. Big-Bang, Big-Crunch, due
estremità simmetriche. Noi saremmo ora più prossimi alla prima, abbastanza lontani
ancora dal punto di inversione. Se viceversa non vi fosse sufficiente massa
nellUniverso lespansione prevarrebbe sulla forza di gravità, le galassie
brillerebbero sempre più fiocamente e sempre più distanti tra di loro in abissi
crescenti di spazio desolato e vuoto. Infine,
lentamente, tutto si porterebbe allequilibrio termico, lenergia non si
distruggerebbe no, ma diverrebbe inutilizzabile per ogni fine pratico. La morte termica,
il trionfo finale dellentropia. Universo aperto, non vi è ritorno. Una analogia è
possibile tra i tre stati dellUniverso e le tre orbite accessibili per un oggetto
(un satellite, un meteorite, un pianeta) in un campo gravitazionale (del sole, della
Terra, della Galassia
). Caso 1, lenergia totale delloggetto è negativa:
la traiettoria (lorbita) sarà una ellissi. Orbita chiusa, moto periodico,
loggetto in questione (satellite, pianeta) tornerà dopo un certo tempo nello stesso
punto, al punto di partenza. Energia negativa = prevalenza della gravità: Universo
ellittico, ritornerà nelle condizioni di partenza. Caso 2, energia esattamente zero: il
satellite (meteorite, cometa) segue unorbita parabolica (teoricamente una ellissi
chiusa allinfinito, in pratica già unorbita aperta). Loggetto si
allontanerà sempre di più da ciò che lo attrae, arriverà in un tempo infinito a
distanza infinita con velocità esattamente zero. Energia zero: Universo parabolico, non
ricadrà su se stesso. Caso 3, energia positiva. Loggetto si allontanerà
indefinitamente su un orbita aperta, una iperbole. Energia positiva: Universo iperbolico,
in continua espansione. Ma quale è la situazione effettiva? Quanta è l energia
dellUniverso? Non lo sappiamo: dati insufficienti. Da un lato la massa che
osserviamo, direttamente e indirettamente, porterebbe a pensare che siamo nel caso 3,
energia positiva, Universo che non si richiuderà in sé stesso, nessun spettacolare
grande botto finale
Però forti considerazioni teoriche, corroborate da alcuni
indizi sperimentali, inducono molti astrofisici e cosmologi a pensare che, per quanto
improbabile possa apparire, lUniverso debba avere energia esattamente zero
Cioè sarebbe vero lo specialissimo caso intermedio. Universo parabolico. Rivincita di
Euclide! Infatti ad ognuno dei tre casi corrisponde una particolare geometria
dellUniverso stesso, una diversa struttura intrinseca dello spazio. Nel primo caso
la geometria vera dello spazio sarebbe quella ellittica, di Riemann, due
rette non possono mai essere parallele, devono necessariamente incontrarsi e
quindi lUniverso è chiuso, lo spazio curvo in dentro, una ipersfera.
Nel terzo caso la struttura dello spazio sarebbe descritta dalla geometria di Lobacevskij,
iperbolica, per un punto infinite rette parallele alla retta data, Universo aperto, spazio
curvo in fuori. Nel secondo caso la geometria sarebbe la vecchia cara
geometria di Euclide, quella che più o meno faticosamente abbiamo appreso a scuola, una
sola retta parallela per ogni punto alla retta data, Universo parabolico, spazio
piatto. Vi è un peculiare motivo di fascino nellipotesi di un Universo
piatto, energia totale esattamente zero. Per apprezzarlo dobbiamo riprendere,
con qualche dettaglio, una argomento che abbiamo più volte sfiorato: le fluttuazioni
quantistiche del vuoto. Secondo
la Meccanica Quantistica, il "vuoto" non e' affatto vuoto, anzi e'
inconcepibilmente "pieno" dal momento che in esso continuamente si creano tutte
le particelle possibili, in esso continuamente nascono elettroni, protoni, neutroni,
fotoni. Ma se questo e' vero, se e' vero che dal vuoto
emergono, affiorano, vengono all'esistenza continuamente ed incessantemente
materia ed energia, in tutte le forme e quantità concepibili, perché, nella nostra
esperienza ordinaria, non ce ne accorgiamo affatto? Anzi, di più, perché non siamo
sopraffatti da questo rigurgito enorme e senza fine? Parte della risposta è: perché
tutto questo, come viene incessantemente creato dal "vuoto", altrettanto
incessantemente viene distrutto, riassorbito dal "vuoto" stesso. Ogni cosa,
letteralmente ogni cosa che possiate immaginare, nasce continuamente dal "vuoto"
(intorno a voi, dentro di voi !), vive la sua vita, e muore tornando al "vuoto".
E' come un grande ribollire, una grande, vertiginosa danza cosmica, la "danza di
Shiva". Eppure noi non ne siamo consapevoli, non possiamo vedere o toccare la
bellissima farfalla che proprio in questo istante si e' formata, emergendo dal vuoto,
avanti i nostri occhi, non possiamo odorare la profumatissima rosa che sta sbocciando
proprio ora avanti a noi (licenza poetica...). Di nuovo, perché ? Il punto è che la vita
di queste "creazioni" è effimera: esse non vivono, di norma, sufficientemente a
lungo per essere percepite anche dagli strumenti più raffinati; sono veramente forme
fuggevoli, fantasmi impalpabili ! Di fatto il tempo della vita di queste
"fluttuazioni" è legato alla loro energia dal famoso Principio di
Indeterminazione di Heisenberg; detto in
parole, quanto più energetiche, quanto più "grosse", massicce (massa e energia, come ha scoperto Einstein, sono
essenzialmente la stessa cosa) sono queste creazioni, tanto meno durano, tanto prima
muoiono. Per farci una idea quantitativa, la particella più leggera conosciuta, cioè
l'elettrone (massa di appena un centesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo
di grammo!), per il Principio di Indeterminazione può vivere, al massimo!, un
centesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo. Epperò non abbiamo ancora preso in
considerazione l'esistenza di energie negative: ad esempio l'energia di un campo
gravitazionale che si crea tra le masse e' negativa. Tale energia può compensare
lenergia di massa, positiva. Cosicchè se l'energia totale di una
fluttuazione fosse vicina a zero, sempre per il Principio di
Indeterminazione , potrebbe ben durare per un tempo anche lunghissimo, al limite
infinito, se l'energia fosse esattamente zero. Quindi, nel secondo caso (massa
sufficiente, energia zero, spazio piatto) l'intero nostro Universo potrebbe non essere
altro che una "fluttuazione" del vuoto; noi, la terra, il sole, le stelle, le
galassie, tutta questa immensità, nata almeno quindici miliardi di anni fa, potrebbe
essere una increspatura del vuoto, una mera contorsione del nulla. Resterebbe comunque
il problema della massa mancante: affinché lUniverso possa essere
piatto è necessario che vi sia molta più massa di quella che
vediamo (nelle stelle, nei quasars, nelle polveri interstellari e
intergalattiche, negli stessi invisibili buchi neri). La caccia alla massa mancante è in
corso. Potrebbe, ma è improbabile, essere portata dai neutrini, evanescenti particelle
che possono facilmente attraversare la stessa terra o qualsiasi stella senza essere
intercettati. Liberatesi durante i primissimi attimi del Big Bang, molto prima della luce,
pervadono lUniverso intero (noi stessi, qui, ora, siamo sotto una pioggia incessante
di neutrini, che fortunatamente ci attraversano senza danno). Oppure tale massa potrebbe
essere dovuta alla materia oscura, a particelle esotiche non ancora scoperte, a stringhe
cosmiche, residui del Big-Bang. Non lo sappiamo, vedremo. Oppure la massa mancante
potrebbe semplicemente non esistere e le galassie fuggiranno per sempre. Alcuni
recentissimi dati sperimentali, nati dallo studio di remote (e quindi antichissime)
super-nove, sembrano indicare che non solo lUniverso è in espansione ma che questa
espansione sta addirittura accelerando. Questo è in contrasto con tutti e tre gli scenari
sopra esposti. Infatti, dopo la spinta iniziale del Big-Bang, lazione frenante della
gravità , sufficiente o meno per invertire il moto, dovrebbe comunque frenare, rallentare
lespansione stessa. Una accelerazione indicherebbe invece una specie di sconosciuta
forza di antigravità (legata forse alla famosa famigerata? - costante cosmologica di Einstein). E dunque? Dati insufficienti. Dati insufficienti. Mario Bruschi Tratto dal libro: "Le tre anime - chi siamo... da dove veniamo... dove andiamo" S. Nievo, M. Bruschi, U. di Grazia - Armando Editore |
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La scienza
rubrica del sito www.coscienza.org