Coscienza della scienza
Giugno
2000: vengo casualmente [1]
a sapere che sta partendo al Relativistic Heavy Ion
Collider (RHIC, Brookhaven
National Laboratory, USA) ed è in progettazione al nuovo LHC (Large Hadron Collider, CERN, Ginevra, che sarà
operativo tra alcuni anni) una serie di esperimenti in cui, facendo collidere ioni di
atomi pesanti (oro, piombo) grandemente accelerati, saranno raggiunte negli urti energie
(o meglio densità di energia) mai raggiunte
precedentemente. Lobiettivo è di accedere a nuovi fenomeni che potrebbero gettare
nuova luce sulla struttura fondamentale della materia e colmare alcune lacune del
cosiddetto modello standard. Il goal immediato è la produzione del cosiddetto
quark-gluon plasma (uno stato della materia che potrebbe essere esistito in natura solo
poco dopo il Big-bang) ma lobiettivo dichiarato per la costruzione di acceleratori
sempre più potenti, il miraggio, la preda ambita da tutti i ricercatori, il nuovo
Eldorado (dopo la caccia fruttuosa, ma
conclusa, al quark Top e alle particelle Z,W (Nobel di Rubbia)) è la sfuggente particella
di Higgs (la particella di Dio, secondo il Nobel Lederman). Obiettivi quindi eminentemente
puri, di pura conoscenza, nessuna prevedibile utilizzazione pratica, nessuna
prevedibile ricaduta tecnologico/economica (pur a fronte di investimenti notevoli nella
ricerca stessa). Bene! Con il Poeta:
fatti non foste a viver come bruti, ma
per seguir virtute e canoscenza. Ma
ma alcuni
eminenti fisici teorici prospettano dei rischi per questo esperimento tanto che sia il
RHIC sia il CERN hanno commissionato degli studi per giungere ad una valutazione
quantitativa dei rischi stessi [2]. Quali rischi? nientemeno
che la distruzione dellintero pianeta
. Sembra così incredibile che lo ripeto:
gli esperti ci hanno detto che nel corso di tali esperimenti, per le peculiari modalità
degli esperimenti stessi, potrebbe innescarsi un perverso processo che porterebbe alla
distruzione di tutta la Terra riducendo la stessa (e in breve tempo) ad una palla di soli
100 metri di raggio fatta di materia strana e rilasciando nel processo stesso
una quantità di energia pari a quella di una esplosione stellare. Ovviamente ogni forma
di vita andrebbe distrutta: non più uomini, non alberi, né uccelli , né batteri, non più cieli azzurri, né nuvole, né
fiori
NON è un racconto di
Fantascienza, NON è la sceneggiatura
dellennesimo film catastrofico ma lo scenario possibile prospettato da
esperti per un esperimento che, nel migliore dei casi, porterebbe ad un (leggero, forte?
ma importa?) miglioramento delle nostre conoscenze nel campo della fisica fondamentale.
Prima di proseguire nella storia e nelle considerazioni è forse doveroso dare alcuni
dettagli tecnici. Come detto sopra, accelerando e facendo quindi collidere
ioni di atomi pesanti si renderanno disponibili in piccolissime zone delle densità di
energia mai finora raggiunte. I teorici ci hanno avvisato che a queste energie ( anche per
alcune modalità tecniche degli esperimenti stessi) si potrebbe innescare la produzione di
strangelet cioè grumi di materia nucleare
strana. Qualche ulteriore dettaglio: la materia nucleare normale, i protoni e
i neutroni di cui siamo fatti noi, la terra,
le stelle, è costituita da quarks della prima famiglia con gli usuali
sapori su e giù (up-down, u-d)[3]. Esistono però dei quarks
esotici di altre due famiglie che, fantasiosamente, sono stati chiamati s =
strano, c = charm, incanto, b = bellezza o bottom, fondo,
t = top, cima). Questi quarks, tutti rilevati
sperimentalmente, sono di massa via via crescente e decadono usualmente nei quark della prima famiglia (per questo non li
vediamo facilmente in giro). Tuttavia nelle
condizioni di estrema densità energetica che si realizzano nella piccolissima regione
dellurto tra gli ioni, i teorici ci dicono che i normali quark u-d potrebbero essere
indotti a trasformarsi in s-strani (ci
potrebbe essere cioè un vantaggio energetico per questa trasformazione). Peggio ancora,
una volta innescato questo processo, in
particolari condizioni, la strangelet , cioè la nuova materia strana
formatesi, non solo sarebbe stabile ma tenderebbe ad acquisire (fagocitare,
includere, mangiarsi) tutta la materia normale con cui fosse in contatto. Come Mida trasformava in oro tutto quello che
toccava, così una strangelet farebbe divenire strano tutto quello a
portata di mano e con effetti ben più disastrosi. Infatti una tale
particella, una volta ingranditasi abbastanza (ma siamo ancora a dimensioni
microscopiche), diverrebbe così pesante da sprofondare al centro della Terra e là continuare tranquillamente il suo
pasto
fino ad assorbire la Terra stessa ! Non si sa bene, ma i tempi in gioco non
sarebbero certo geologici, cioè milioni o miliardi di anni, bensì
probabilmente appena poche centinaia di anni
Ovviamente la vita sulla terra
finirebbe molto prima. Considerate che viviamo in un precario guscio di pochissimi
chilometri di atmosfera e pochi chilometri di roccia sotto i piedi: cosa accadrebbe a
questo habitat appena il nucleo della terra
cominciasse a rimpicciolirsi e un enorme quantità di energia venisse rilasciata in virtù
di un processo di stranizzazione in atto? È facile immaginarlo, moriremmo per
terremoti, inondazioni e quantaltro prima di essere a nostra volta
stranizzati
Ma quanto è
verosimile questo scenario e quale è la probabilità che esso si realizzi? Quale è la stima degli studi
commissionati agli esperti? Difficile rispondere, le nostre conoscenze teoriche e/o
empiriche sono insufficienti. In questi studi si è cercato
di stabilire un tetto, cioè una probabilità massima per la realizzazione di
questo scenario, e in base a considerazioni teoriche sui processi coinvolti e in base al
mero fatto che apparentemente non si è ancora MAI verificata nel resto dellUniverso
(pur se nei raggi cosmici vengono raggiunte
energie di molto superiori a quelle in gioco nei due laboratori in questione). Chi è
interessato ai dettagli ed è in grado di capire il procedimento, può leggere
direttamente i reports (in inglese, scaricabili dal sito ds). Io sono obbligato qui a
riassumere e (forse iper-) semplificare. Premesso che le stime in questione non sono poi
così attendibili dato il numero delle cose non ben note in ballo e ribadito che si è
cercato solo di stabilire un tetto per la probabilità (la probabilità stessa potrebbe
essere estremamente più bassa), credo tuttavia che, per la estrema importanza delle
possibili conseguenze, sia (fosse) lecito e
doveroso in questo caso tenere in considerazione lipotesi più pessimistica. Cioè
il peggiore dei casi (le leggi di Murphy ci assicurano che la fetta di pane cadrà dalla parte imburrata
.). Il
limite in questo caso è in DHR: abbiamo p~0.2*10^(-8) , uno su cinquecento
milioni). Che cosa è p? non è una vera stima del rischio ma è il limite
superiore per la probabilità che una tale catastrofe si verifichi in un anno di
esperimenti (al meglio della nostra conoscenza e nella ipotesi più pessimistica). Ok, stop ai dati tecnici, rientra
luomo e si spera il buon senso
Cosa si sarebbe dovuto fare, come si dovrebbe
reagire di fronte a questo dato? Io credo che chiunque direbbe semplicemente: fermiamo gli
esperimenti in attesa almeno di saperne di più. Se questo è il rischio, se questa è la
posta in gioco forse non vale la pena di giocare ma soprattutto non bisogna giocare
finché almeno non avremo valutato in maniera plausibile lentità del rischio
stesso. Ma non è quello che è successo. Gli esperimenti al RHIC sono iniziati
nellAutunno 2000. Debole se non quasi nullo è stato il risalto dato dai mass media
ad un argomento che, seppure come pericolo potenziale
ma pericolo per la sopravvivenza dellintero
pianeta (!), dovrebbe riguardarci MOLTO da vicino. Indignazione
incredulità (anche se da tempo sono convinto che lautoappellativo Homo Sapiens Sapiens è, eufemisticamente,
esagerato). Badate bene che non sto dicendo che gli scienziati coinvolti sono pazzi
criminali e per di più masochisti
io sono perfettamente sicuro che i miei colleghi
siano persone razionali e in perfetta buona fede, certamente essi nel dare il via libera
agli esperimenti non hanno avuto secondi fini o motivi men che nobili. Hanno agito in
perfetta buona coscienza
semplicemente hanno considerato il rischio
trascurabile, ragionevole anche tenendo in considerazione il fatto
che tecnicamente la probabilità di un evento non è mai esattamente zero e che quindi
oltre una certa soglia non vi è motivo serio di preoccuparsi
E
proprio questo è il punto, proprio questa forma mentis mi preoccupa. Forse sto
esagerando, forse sono un Don Chisciotte fuori epoca e fuori moda. Per inciso,
personalmente non ho perso unora di sonno per questo rischio (convinto
intuitivamente a naso che fosse effettivamente trascurabile [4]).
Contraddizione? No, se si considera appunto che sto semplicemente portando un esempio
della difficile interazione tra coscienza, senso di responsabilità, etica (cè
ovviamente anche unetica laica) e la forma mentis, latteggiamento e il
condizionamento mentale storicamente determinatosi nella (e condiviso largamente dalla)
comunità scientifica (tanto più da tenere presente in quanto, volente o nolente, la
comunità scientifica stessa ha oggi un innegabile potere).
La questione è indubbiamente complessa e le semplificazioni sono sempre pericolose, ma ho
limpressione che qualche volta di ragionevolezza in ragionevolezza si possa finire
col giustificare ragionevolmente cose del tutto irragionevoli
(spesso ho
constatato nella mia esperienza didattica che gli studenti di Fisica, immersi in tecniche,
leggi e teoremi, dimenticano il semplice buon senso). Ma, ripeto, non voglio farne un caso
in sé, voglio solo esaminare, certo superficialmente, la problematica connessa. Per
esempio, prendiamo laffermazione sopra citata e che certamente è tecnicamente
corretta: non vi è mai rischio esattamente zero, una soglia ragionevole deve essere
posta. Ma quale è la soglia di un rischio ragionevole (considerando che sullaltro
piatto della bilancia vi è la distruzione possibile del mondo)? Uno a cento milioni? Uno a cento milioni di
milioni? Uno a cento miliardi di miliardi? Io sinceramente non lo so, né in coscienza
vorrei dover prendere una simile decisione... E inoltre: è giusto che decisioni
potenzialmente catastrofiche vengano di fatto prese da pochi esperti? E
daltra parte se non dagli esperti da chi? Vi sono anche altri motivi di perplessità
che possono apparire secondari ma che riporto ugualmente (per una visione più a tutto
tondo del problema). Ad esempio nei sopracitati lavori sulla quantificazione del rischio
le stime di pericolo sono presentate in modo
a mio giudizio ingannevole, in quanto falsamente rassicurante nel tono e per
di più con una osservazione/conclusione in DRH veramente scorretta: dato l
upperbound stimato, p~0.2*10^(-8), si conclude che "running the
RHIC experiments for five millions years is still safe. Cioè anche se si facessero
questi esperimenti per 500 milioni di anni (invece dei 10 previsti) saremmo ancora al
sicuro[5]. Questo (a mio giudizio) era,
è, un modo errato di presentare i dati. Non
è difficile capire il perché: se io dico che uno così pazzo da giocare alla roulette
russa ha una probabilità su sei di uccidersi ad ogni singolo colpo (ammesso che i colpi
della pistola siano sei) con ciò non voglio dire che può stare tranquillo fino al sesto
colpo
potrebbe benissimo
uccidersi con il primo. Così se vi dicono che la probabilità che la catastrofe avvenga
è di una su un milione (per anno di esperimenti), non vuol dire che potete stare
tranquilli per un milione di anni
E il fatto che dopo alcuni mesi di esperimenti non
siamo ancora stranizzati non può essere portato a prova di alcunché.
E
ancora: ho presentato (in forma, devo dire, per una volta poco moderata) tutto ciò nella rubrica Scienza di
Dsonline (www.dsonline.it) di cui sono curatore, riattirando anche una qualche attenzione
dei media sulla questione (e certamente non aumentando la mia popolarità allinterno
della comunità scientifica stessa
). Quali le reazioni? Una mi ha particolarmente
colpito (e ferito la parte ancora ingenua di me): in un forum di discussione
su internet dei colleghi dottorandi (i futuri scienziati !) vi è stata
indignazione ma non inerente allo specifico, nessuno si è nemmeno chiesto se
i motivi di allarme fossero motivati o meno, lunica loro preoccupazione è apparsa
essere: accidenti! guarda un po cosa ci combinano questi pseudo-scienziati bigotti!
(uno sarei io)
i nemici della scienza non aspettano altro, ora ci
toglieranno anche i pochi fondi per la ricerca disponibili! (non voglio commentare). Altri colleghi hanno esposto considerazioni più
pacate: bisogna essere ragionevoli (di nuovo!), aprire una campagna catastrofista sarebbe
altamente insensato e potrebbe portare ad un rifiuto generalizzato della scienza, in fondo
la possibilità di catastrofe potrebbe essere molto più remota di quella riportata sopra
(che tiene in conto solo le ipotesi peggiori), in
fondo lumanità ha corso e corre rischi ben più gravi (guerra nucleare, caduta di
un meteorite, esperimenti genetici/biologici fuori controllo
). Potrebbe esserci del
vero in queste osservazioni. Ma per una volta non ho condiviso e non condivido, questa
accezione del termine ragionevole [6]. Secondo me non è
ragionevole, anzi è altamente stupido, che, a fronte di una possibile (e dal rischio non
ancora quantificabile) catastrofe definitiva, si dia inizio ad un esperimento il cui
ipotetico vantaggio per lumanità sarebbe la costruzione del quark_gluon plasma
o fosse anche in gioco
lacquisita certezza dellesistenza della particella di Higgs (teoricamente
importantissima!) da uomo (spero non bruto) direi: chi se ne f. della particella di Higgs!
Non vi è proporzione tra costi e benefici: nel dubbio, anche minimo, ragionevole sarebbe
sospendere il tutto, in attesa di una conoscenza migliore,
di una stima migliore dei rischi. Ho trovato e trovo altresì irragionevoli le obiezioni
mossemi del tipo: senza rischio non vi è progresso, chi non risica non rosica, et
similia. Anche se fosse stato così in passato, lenormità della posta in gioco
adesso dovrebbe indurci a cambiare le regole
del gioco
lesperienza della bomba atomica, della folle corsa agli armamenti,
del pericolo (non ancora cessato) di un olocausto nucleare non ci ha insegnato proprio
niente. È inoltre certamente vero che potremmo morire senza preavviso per catastrofi
naturali come lesplosione di una supernova nelle vicinanze,
limpatto con un mini buco nero, o per un cambiamento di fase dello stato di vuoto:
ma queste catastrofi non sono sotto il nostro controllo (non ora, almeno), questa morte ci verrebbe da
Dio, o dal fato o dalla sfiga
qui stiamo invece parlando di possibili catastrofi finali innescate e prodotte
da NOI (olocausto nucleare, virus modificati fuori controllo, forse stranizzazione).
E
in effetti il vero problema, il punto centrale della questione, non riguarda la
ragionevolezza o la stupidità della razza umana, il punto fondamentale -e per il nucleare
e per la ricerca genetica e per i rischi ecologici - è in fondo di natura morale:
quale
diritto abbiamo di rischiare la vita nostra, dei nostri figli, di tutti gli essere viventi di questo pianeta ?
(pongo
laccento solo sui rischi strettamente legati alla scienza e alla tecnologia, rischi
resi possibili dai risultati trionfali della scienza stessa: lenergia
nucleare appunto, le manipolazioni
genetiche, al limite esperimenti di fisica pura fuori controllo
)
Questione
etica. Io posso anche decidere di correre il rischio di scalare una montagna: le possibili
conseguenze rimarranno ragionevolmente circoscritte a me stesso. E già molto più
discutibile, moralmente, il rischio di correre a 200 allora sulle strade: le
possibili conseguenze potrebbero ben coinvolgere persone innocenti. Ma
arrivare a scommettere sulla sorte di tutti, a correre un rischio ragionevole
quando la contropartita può essere la fine del pianeta potrà pur essere
ragionevole (io dico decisamente che è stupido) ma senza dubbio è
dannatamente, mostruosamente immorale.
[1] Casualmente non perché gli esperimenti fossero segreti ma semplicemente perché, data lestrema specializzazione ormai in atto nel mondo scientifico, è praticamente impossibile non dico seguire ma anche essere informati di quanto avviene nell orticello accanto
[2] nessun segreto! Gli studi e le valutazioni degli esperti erano e sono- disponibili in rete:
Will
relativistic heavy-ion colliders destroy our planet?
, A. Dar, A. De Rujula, U. Heinz (DRH)
"
Review of speculative ' Disaster scenarios' at RHIC
", W. Busza, R.H. Jaffe, J.
Sandweiss, F. Wilczek (BJSW)
Review of
Speculative "Disaster Scenarios at RHIC,
R. L. Jaffe, W. Busza, J. Sandweiss and F.
Wilczek:,
I lettori interessati possono facilmente scaricare i primi due da:
http://scienza.dol.it/strangelet1.pdf
http://scienza.dol.it/strangelet2.pdf
Il terzo è
reperibile in rete. Utile è anche una rivisitazione critica dellargomento (e degli
argomenti negli articoli tecnici di
cui sopra) fatta da F. Calogero in due articoli: il primo, in italiano, è stato
pubblicato nel numero 3 (Giugno 2000) della rivista SAPERE, il secondo, in inglese,
Might a laboratory experiment destroy planet Earth, pubblicato nella rivista Interdisciplinary
Science Reviews.
Serietà ed apertura quindi (essoterismo!).
[3] non vi meravigliate per i nomi, sono solo nomi nati dalla recente sbrigliata fantasia dei fisici: se il quark su fosse stato chiamato, decorosamente, iponucleone del tipo superiore, avrebbe avuto pur sempre le stesse proprietà
[4]
Per rassicurare i lettori
: un articolo del fisico Jes Madsen (University of
Aarhus, Danimarca), pubblicato in Phys. Rev.
Lett. (27 Novembre 2000), sembra indicare che strangelets cariche negativamente e
con una massa dai 100 nucleoni a un miliardo
di miliardi di nucleoni, non possono esistere. Sarebbe così impossibile l'innesco del
perverso meccanismo che da eventuali piccole strangelets formatesi negli esperimenti si
possa passare ad una mega-strangelet che fagociti eventualmente
l'intero pianeta.
Bene (se è vero e se questo non apre,
come possibile, la strada ad altri pericolosi meccanismi
): Deo gratias!
Resta il fatto che gli esperimenti al
RHIC sono iniziati PRIMA che questo fosse noto.
[5] E, ancora più gravemente, ho avuto limpressione ma forse è stata solo una mia impressione- che questo fosse il pensiero, lo spirito diffuso nella comunità scientifica competente (cioè un volere rassicurare e anche con un certo senso di noncuranza, un dire o far capire che ma via, non diciamo sciocchezze, ci sono cose più serie) .
[6] In realtà non è la prima volta: non ho trovato mai ragionevole la corsa agli armamenti, il MAD (mutua distruzione assicurata), la produzione di un numero tale di armi nucleari da assicurare un overkilling di 20/30 volte