Ci sono poche
cose inevitabili e paurose come la morte e forse (in modo più sottile) l'invecchiamento con la conseguente perdita di capacità
fisiche e intellettuali. Non a caso la "fontana dell'eterna giovinezza", l'Elisir
di lungavita (ricercato per secoli dagli Alchimisti) e l'immortalità
ottenuta anche a costo di patti con il Demonio (vedi la
leggenda di Faust) sono da sempre nell'immaginario collettivo . Il punto (macabramente)
divertente è che non vi è nessuna ragione chimico-biologica 'fondamentale' per cui tutto
ciò debba avvenire! In altri termini, secondo le nostre attuali conoscenze scientifiche,
gli organismi viventi potrebbero benissimo essere immortali: non vi è alcuna ragione
scientifica perché una singola cellula e ancora di più un organismo pluricellulare debba
deteriorarsi e perire (in effetti noi uomini rinnoviamo tutte le nostre cellule nel giro
di sette anni: perché quindi non dovremmo continuare a farlo ad libitum?). La
scienza si è occupata intensivamente del problema e nonostante indubbi progressi nella
comprensione dei processi dell'invecchiamento è ancora ben lontana
da un soluzione soddisfacente del problema Ebbene, ancora una volta la Natura ci ha
preceduto: un organismo vivente, senza improbabili Alchimie e senza pericolosi patti con
il diavolo sembra aver risolto il problema della senescenza e dell'immortalità. Tale
organismo è la ''Turritopsis Nutricula ", una piccola medusa che vive anche
nelle acque dei nostri mari. Le meduse hanno un ciclo vitale abbastanza
"normale": nascono da un uovo fecondato, attraversano una fase embrionale e poi
larvale fino a trasformarsi (fase giovanile) in "polipetti" che vivono nel fondo
dei mari e dai quali per un processo simile alla 'gemmazione' originano gli individui
adulti, le meduse, che, dopo una fase matura e riproduttiva, come tutti gli altri viventi
degenerano e muoiono. Ebbene, la nostra ''Turritopsis Nutricula " sembra non
volerne sapere di tutto ciò: appena la senescenza si fa preoccupante o uno stato di
stress ambientale sembra seriamente minacciarla, la nostra eroina mette in atto un
prodigioso (e ancora inspiegato) processo di ristrutturazione cellulare ritornando allo
stato post-larvale (cioè si trasforma di nuovo in "polipetto": in pratica è
come se un individuo anziano potesse ritornare dai pannoloni ai pannolini .). Tale
sconvolgente scoperta, che rischia di diventare una delle più importanti e dense di
conseguenza per l'umanità, è stata fatta da due scienziati italiani: il professor Ferdinando
Boero , docente di zoologia e biologia marina presso l'Università degli Studi di
Lecce, in collaborazione con Stefano Piraino dell'Istituto Talassografico CNR
''A.Cerruti'' di Taranto. Il prof. Boero, con umiltà tipica del vero scienziato, ammette
che questa scoperta (come molte altre grandi scoperte nella storia della scienza e della
tecnologia) è stata largamente accidentale, casuale: il suo gruppo stava studiando il
ciclo riproduttivo di questi celenterati in piccoli acquari sperimentali; un suo
collaboratore "dimenticò" alcune meduse in un acquario senza cibo e senza
ricambio dell'acqua (e quindi in condizioni ambientali sempre più difficili per la
crescente salinità dell'acqua stessa a causa della evaporazione). Con grande sorpresa
degli sperimentatori, le meduse, invece di morire miseramente, erano tornate allo stato
"giovanile"! Successivi studi, in collaborazione con Brigitte Aeschbach e Volker
Schmid dell'istituto di Zoologia dell'Universita' di Basilea (Svizzera), dimostrarono che
il processo di 'ringiovanimento', questa eccezionale assicurazione sulla vita, scatta
sempre e non solo in condizioni eccezionali. I meccanismi di tale processo non sono stati
ancora chiariti ma la importanza di tali studi dovrebbe essere evidente per chiunque ( e
in effetti, dopo la pubblicazione dei primi articoli sulle riviste specialistiche del
settore come il "The biological bulletin", ampli sono stati i riconoscimenti e
gli apprezzamenti all'estero ). Ci spiace quindi dover
riportare un finale tragicomico e tipicamente italiano: il CNR ha deciso di tagliare i
fondi necessari per continuare la ricerca!
(fonti principali: ADNKRONOS 18.2.99;
"Il Messaggero" 17.2.99)
progressivo declino delle funzioni biologiche dell'organismo, legato alle
alterazioni delle strutture cellulari, subcellulari e molecolari. L'i. propriamente ha
inizio dopo il raggiungimento della maturità riproduttiva e al termine del processo di
sviluppo, quando l'organismo raggiunge il massimo delle sue potenzialità biologiche.
(omissis)
Diversità dell'invecchiamento .
L'i. si svolge in maniera diversa nei diversi soggetti ed è particolare per ogni
individuo, anche se le alterazioni fondamentali sono simili. Esso si presenta diverso
anche nei vari organi, in maniera asincrona. Il Timo, per es., che serve alla formazione
di cellule per la difesa immunitaria, si atrofizza nella prima giovinezza; l'occhio riduce
la capacità di accomodamento del cristallino fin dalla nascita e a 50 anni raggiunge il
livello minimo; la forma muscolare ha il suo massimo, per certi muscoli, tra i 20 2 i 30
anni; i muscoli del dorso, se allenati, possono mantenere il grado massimo anche dopo i 40
anni, il bicipite fino a 50. I fattori di resistenza e durata che coinvolgono altri
sistemi (apparati cardiocircolatorio e respiratorio) iniziano ad invecchiare più
precocemente. Le fondamentali modificazioni che avvengono durante l'i. sono: alterazioni
morfologiche delle cellule, dei tessuti e degli organi; rallentamento delle funzioni
biologiche; alterazioni dei vari apparati e sistemi; diminuzione dell'energia di riserva.
Inoltre il sistema omeostatico nell'anziano mostra una più lenta risposta nel ritorno
alla norma e una diminuita capacità di riserva e resistenza. La suscettibilità alle
malattie è conseguenza di questa riduzione di riserve fisiologiche.
(fonte: Enciclopedia della Scienza
e della Tecnologia - De Agostini - 1995)
Teoria della
autointossicazione : spiega l'invecchiamento con la cronica esposizione delle
cellule alle sostanze tossiche prodotte dall'organismo
Teoria delle mutazioni :
l'invecchiamento sarebbe dovuto principalmente alle mutazioni genetiche indotte da agenti
mutageni in un numero sempre maggiore di cellule modificandone le proprietà biologiche
Teoria autoimmune :
alla base dell'invecchiamento ci sarebbe uno sfasamento del sistema immunitario che
determinerebbe autoaggressione nei confronti delle cellule del proprio organismo
Teoria dell' "orologio
molecolare": spiega l'invecchiamento ipotizzando un programma prestabilito
di differenziazione cellulare che ha inizio con lo sviluppo embrionale e termine con la
morte
(fonte: Enciclopedia della Scienza
e della Tecnologia - De Agostini - 1995)
Gli studi sulla ''Turritopsis Nutricula" sono riportati alla voce
''Ontogenesi'' nell'edizione del 1999 del prestigioso ''McGraw-Hill yearbook of Science
& Technology''.
Il comitato scientifico della
pubblicazione, che raccoglie annualmente i piu' significativi traguardi in vari settori
della scienza, della tecnologia e dell'ingegneria, ha richiesto infatti al professor Boero
(unico italiano presente con un proprio contributo nell'intero volume), un articolo che
descrivesse i meccanismi molecolari che regolano il fenomeno della Turritopsis nutricula e
che sono l'oggetto di studio dell'equipe del professore. Questo a riprova della qualita'
degli studi avanzati condotti per anni dal professore sui celenterati, che si affiancano
alla ricerca su altri aspetti delle scienze biologiche e ambientali: tra i traguardi piu'
recenti, la proposta di un modo nuovo per interpretare il ciclo del plancton nelle acque
costiere. ''La possibilita' di invertire il ciclo biologico'', dice il professor Boero,
''apre nuove prospettive per la comprensione dei fenomeni di senescenza e, attualmente, si
sta cercando di stabilire come questo processo di fuga dall'invecchiamento sia attuato da
Turritopsis nutricula. A questo riguardo e' iniziata una collaborazione con la
professoressa Maria Pia Bozzetti, responsabile del laboratorio di Genetica del
Dipartimento di Biologia dell'Universita' di Lecce''.
Nel novembre scorso la NHK
(l'emittente televisiva di stato giapponese) ha mandato in onda uno speciale sugli oceani
dove le ricerche svolte dall'equipe del professor Boero sono state ampiamente citate. La
troupe dell'NHK ha girato tutto il mondo per documentare i piu' recenti sviluppi delle
scienze del mare e, anche in questo caso, le uniche ricerche svolte in Italia ad essere
menzionate sono state quelle svolte presso l'Universita' di Lecce e l'Istituto
Sperimentale Talassografico del Cnr di Taranto.