Chi
ha letto qualche libro di C. Castaneda, sa che tonal
e nagualsonodue termini fondamentalinell'insegnamentodiDonJuanalsuoriluttante
discepolo Carlos. Cosa si intenda con tonal e
nagual è moltodifficileda spiegare a parole
tanto che a Castaneda occorrono moltilibrie unduro apprendistato (che poi sia finzione o
realtà, poco importa). E' quindidi nuovo
sorprendente che questi due concetti, che si vuole appartenentialla tradizione degli stregoni amerindi, abbiano
unaquasiesattacontroparte nella fisica
attuale e quindi in questocontestosianocomprensibili(e utilizzabili/utilizzati,purrestandodecisamentecontrointuitivi).Mi accingo quindi all'improbo compito di spiegare
dapprima cosa sonotonale
nagual e quindi quale analogo hanno nella
meccanica quantistica.Cos'èil tonal
? Il tonal è tutto, cioè tutto ciò che
vediamo, tocchiamo,sentiamo, percepiamo,
pensiamo, immaginiamo. In altre parole il tonal
è il mondo,la realtà comecomunementeciappare.Esistonoduetipiditonal,
l'individuale e il collettivo; il primo appartiene al singolo,ilsecondo
alla società nel suo complesso, alla cultura in cui il singolo è inserito. Usando la
terminologia introdotta da E. Harrison (ancheluifisico!)nel
suo interessante libro "Le maschere
dell'Universo", potremmodirecheil
primo tonal, l'individuale, e' la visione del
mondo personale che è simile, ma non identica, a quella degli altri nostri contemporaneieconterranei;
tutte queste separate, simili, visioni del mondohanno
unaintersezione,
più o meno grande, con la visione del mondo dominante in un certoperiodo, in una certa cultura, cioè il tonal collettivo, il tonal del temposecondo Don Juan o, secondo Harrison, l'universo (con la u minuscola,vedidopo).
Se dunque il tonal è tutto, cosa altro rimane?
cosa èmaiilnagual?Se
avete pensato a qualcosadiimmateriale,spirituale,dio,sietefuori
strada: infatti anche tutto ciò fa partedeltonal-universo.QuandoDon
Juan spiega a Carlos per la prima volta, i due sono seduti ad un tavolo del ristorante;
questo suggerisce a Don Juan una bizzarra analogia: Il tonal è un'isola- dice Don Juan - Possiamo dire
che il tonal ècomeilpianodi
questo tavolo. Un'isola. E suquest'isolaabbiamotutto.Quest'isolaè
infatti il mondo. Ecco: gli uomini? sono gli stecchini; lecase?sonoi piatti; il mare? è l'acqua nella caraffa
e così via. Chiaramente aquesto punto anche
Carlos parte alla caccia di questo elusivo nagual
maperogni
cosa che nomina, Don Juan trova una controparte sul tavolo: l'anima?èil
portacenere; uno stato interiore, uno stato digrazia?èiltovagliolo; l'essere supremo, dio? No -
risponde Don Juan - anche dio è sullatavola.
Diciamo che dio è la tovaglia!. Cos'è dunque il nagual oalmenodovesi
trova? Don Juan indica lo spazio tutto intorno al tavolo: il nagual è là - dice - tutt'intorno all'isola, là
dove il poteresilibra.Notateche, immersi nel nagual, cisonoaltritavoli,altreisole,altritonal
personali, altre visioni del mondo. Su ognuno di questi abbiamodinuovo,
adesempio,lecase(ipiatti),l'anima(ilportacenere),dio(la tovaglia). Dei dettagli
possono differire (ad esempio il ciboneipiatti) ma sostanzialmente i tavoli sono simili:
questoèfruttodeltonaldel tempo, secondo DonJuan,osevogliamo,secondoE.Harrisonivari individui con le loro visioni del mondo (i
tavoli)condividonolostesso
universo, cioè sono pur sempre nello stesso ristorantediundeterminato paese e di un determinato periodo (se
fossero ad esempio inunristorante cinese, magari di un secolofà,illoroaspettosarebbebendiverso: mancherebberoleposate,potrebbemancareaddiritturalatovaglia
(dio!)...). Che cosa possiamo dire delnagual?Perilnagualnonc'è descrizione, - dice Don Juan - non parole,
non nomi,nonsensazioni,non sapere.
Nei termini diE.Harrison,oltrel'universo,storicamentee spazialmente determinato e in realtà dagli
uomini creato, c'è pur sempre un irriducibile,inesprimibile,inconcepibile,inconoscibile,tremendo Universo (con la U maiuscola!).
Spero che ora avretealmenounaideadi cosa siano tonal e nagual:
del resto concezioni simili si trovano inmolte
filosofieetradizioni(pensateperesempioall'analogiatrai tonal - tavoli - isole e
le Monadi di Leibniz o tra il brahama e ilBrahama, con la B maiuscola!, nella tradizione indù). ManellaconcezionediDon
Juan c'è un altro punto, fondamentale, difficiledaafferrare:iltonal
(cioè il mondo, l'universo) è una creazione dell'uomo, èilprodottodel 'primo
anello del potere'. In effetti è ancheunadifesanecessariaper l'uomo: essofasichelaRealta',tremenda,inconcepibile,caotica acquisti ordine,intellegibilità.E'lospecchio-scudoattraversocui possiamo
guardare in volto Medusa. Quindi la realtà, lanostraordinaria, spesso banale realtà, è così come ci
appare perchè ilnostropotere-tonal
la costruisce così; è un frutto magico: in verità noifacciamoilmondo, incessantemente,continuamentenoicreiamol'universo!Voglio sottolinearlo: noi creiamo la
realtà, letteralmente; nonstoparlandodi
percezione alterata o di allucinazioni o similia. Conseguenza logica: non è affattonecessariocheilmondosiacosìcomeè.Potremmousare diversamente il nostro primo
anello del poterepercostruireunmondo diverso. Tutto il duronoviziatodiCarloshaloscopodiportarlo,
dapprima sporadicamente e con ausili straordinari (droghe), poi semprepiù a comando, a costruire un mondo diverso (
nella fattispecie il mondo degli stregoni).Eimparandoadusarevolontariamenteilprimo, può
indirettamente anche conoscere edinunacertamisurausareancheil
secondo anello del potere: nello
"spazio" tra due mondi-tonaldistintici
si trova faccia a faccia con la Realtà-nagual.
Come tutto ciò sorprendentementesiritrovinella"oggettiva",fredda Fisica moderna, lo vedremo in un prossimo
articolo...