bruschi.jpg (2364 byte) La Fisica del Nagual

La scienza
Scienza

rubrica a cura di
Mario Bruschi
Dipartimento di Fisica

Universita` "La Sapienza"
e-mail: bruschi@roma1.infn.it

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“Il crepuscolo e' la fenditura

tra i mondi” disse Don Juan

“È la porta dell’ignoto.”

[ L’ISOLA DEL TONAL - C. Castaneda]

 

Chi ha letto qualche libro di C. Castaneda, sa che tonal e nagual  sono  due termini fondamentali  nell'insegnamento   di  Don  Juan  al  suo  riluttante discepolo Carlos. Cosa si intenda con tonal e nagual è molto   difficile  da spiegare a parole tanto che a Castaneda occorrono molti  libri  e  un  duro apprendistato (che poi sia finzione o realtà, poco importa). E' quindi  di nuovo sorprendente che questi due concetti, che si vuole appartenenti  alla tradizione degli stregoni amerindi, abbiano una  quasi   esatta  controparte nella fisica attuale e quindi in questo  contesto  siano  comprensibili  (e utilizzabili/utilizzati,  pur  restando  decisamente  controintuitivi).  Mi accingo quindi all'improbo compito di spiegare dapprima cosa sono  tonal  e nagual e quindi quale analogo hanno nella meccanica quantistica.  Cos'è  il tonal ? Il tonal è tutto, cioè tutto ciò che vediamo, tocchiamo,  sentiamo, percepiamo, pensiamo, immaginiamo. In altre parole il tonal è il mondo,  la realtà come  comunemente  ci  appare.  Esistono   due    tipi   di   tonal, l'individuale e il collettivo; il primo appartiene al singolo,  il  secondo alla società nel suo complesso, alla cultura in cui il singolo è inserito. Usando la terminologia introdotta da E. Harrison (anche  lui  fisico!)  nel suo interessante libro "Le maschere dell'Universo", potremmo  dire  che  il primo tonal, l'individuale, e' la visione del mondo personale che è simile, ma non identica, a quella degli altri nostri contemporanei  e  conterranei; tutte queste separate, simili, visioni del mondo  hanno  una  intersezione, più o meno grande, con la visione del mondo dominante in un certo  periodo, in una certa cultura, cioè il tonal collettivo, il tonal del tempo   secondo Don Juan o, secondo Harrison, l'universo (con la u minuscola,  vedi  dopo). Se dunque il tonal è tutto, cosa altro rimane? cosa è  mai   il  nagual?  Se avete pensato a qualcosa  di  immateriale,   spirituale,  dio,  siete  fuori strada: infatti anche tutto ciò fa parte  del  tonal-universo.  Quando  Don Juan spiega a Carlos per la prima volta, i due sono seduti ad un tavolo del ristorante; questo suggerisce a Don Juan una bizzarra analogia: “Il tonal è un'isola- dice Don Juan - Possiamo dire che il tonal è  come  il  piano  di questo tavolo. Un'isola. E su  quest'isola  abbiamo  tutto.  Quest'isola  è infatti il mondo”. “Ecco: gli uomini? sono gli stecchini; le  case?  sono  i piatti; il mare? è l'acqua nella caraffa” e così via. Chiaramente a  questo punto anche Carlos parte alla caccia di questo elusivo nagual ma  per  ogni cosa che nomina, Don Juan trova una controparte sul tavolo: l'anima?  è  il portacenere; uno stato interiore, uno stato di  grazia?  è  il  tovagliolo; l'essere supremo, dio? “No - risponde Don Juan - anche dio è sulla  tavola. Diciamo che dio è la tovaglia!”. Cos'è dunque il nagual o  almeno  dove  si trova? Don Juan indica lo spazio tutto intorno al tavolo: “il nagual è là - dice - tutt'intorno all'isola, là dove il potere  si  libra”.   Notate  che, immersi nel nagual, ci  sono  altri  tavoli,  altre  isole  ,  altri  tonal personali, altre visioni del mondo. Su ognuno di questi abbiamo  di  nuovo, ad  esempio,   le  case  (i  piatti),  l'anima  (il  portacenere),   dio  (la tovaglia). Dei dettagli possono differire (ad esempio il cibo  nei  piatti) ma sostanzialmente i tavoli sono simili: questo  è   frutto  del  tonal  del tempo, secondo Don  Juan,  o  se  vogliamo,  secondo  E.  Harrison  i  vari individui con le loro visioni del mondo (i tavoli)  condividono  lo  stesso universo, cioè sono pur sempre nello stesso ristorante   di  un  determinato paese e di un determinato periodo (se fossero ad esempio in  un  ristorante cinese, magari di un secolo  fà,  il  loro  aspetto  sarebbe  ben  diverso: mancherebbero  le  posate,  potrebbe  mancare   addirittura    la   tovaglia (dio!)...). Che cosa possiamo dire del  nagual?  “Per  il  nagual  non  c'è descrizione, - dice Don Juan - non parole, non nomi,  non   sensazioni,  non sapere”. Nei termini di  E.  Harrison,  oltre  l'universo,  storicamente  e spazialmente determinato e in realtà dagli uomini creato, c'è pur sempre un irriducibile,    inesprimibile,   inconcepibile,   inconoscibile,   tremendo Universo (con la U maiuscola!). Spero che ora avrete  almeno  una  idea  di cosa siano tonal e nagual: del resto concezioni simili si trovano in  molte filosofie  e   tradizioni  (pensate   per    esempio   all'analogia   tra    i tonal - tavoli - isole e le Monadi di Leibniz o tra il brahama e il  Brahama  , con la B maiuscola!, nella tradizione indù). Ma  nella  concezione  di  Don Juan c'è un altro punto, fondamentale, difficile  da  afferrare:  il  tonal (cioè il mondo, l'universo) è una creazione dell'uomo, è   il  prodotto  del 'primo anello del potere'. In effetti è anche  una  difesa  necessaria  per l'uomo: esso   fa  si  che  la  Realta',  tremenda,  inconcepibile,   caotica acquisti ordine,  intellegibilità.  E'  lo  specchio-scudo   attraverso  cui possiamo guardare in volto Medusa. Quindi la realtà, la  nostra  ordinaria, spesso banale realtà, è così come ci appare perchè il  nostro  potere-tonal la costruisce così; è un frutto magico: in verità noi   facciamo  il  mondo, incessantemente,   continuamente    noi     creiamo    l'universo!    Voglio sottolinearlo: noi creiamo la realtà, letteralmente; non  sto  parlando  di percezione alterata o di allucinazioni o similia. Conseguenza logica: non è affatto  necessario  che  il  mondo  sia  così  come  è.   Potremmo    usare diversamente il nostro ‘primo anello del potere’  per  costruire  un  mondo diverso. Tutto il duro  noviziato  di  Carlos  ha  lo  scopo  di  portarlo, dapprima sporadicamente e con ausili straordinari (droghe), poi sempre  più a comando, a costruire un mondo diverso ( nella fattispecie il mondo degli stregoni).  E  imparando    ad   usare   volontariamente   il    primo,   può indirettamente anche conoscere ed  in  una  certa  misura  usare  anche  il ‘secondo anello del potere’: nello "spazio" tra due mondi-tonal  distinti  ci si trova faccia a faccia con la Realtà-nagual. Come tutto ciò sorprendentemente  si  ritrovi  nella  "oggettiva",  fredda Fisica moderna, lo vedremo in un prossimo articolo...

          

Mario Bruschi


 

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