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Breve storia del SETI

La scienza
Scienza

rubrica  a cura di
Mario Bruschi
Dipartimento di Fisica

Universita` "La Sapienza"
e-mail: bruschi@roma1.infn.it

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SETI è un acronimo per Search for ExtraTerrestrial Intelligence cioè
ricerca di vita intelligente extraterrestre.

La possibilità che esista vita e anche vita intelligente in altri pianeti è stata considerata da secoli, tuttavia l'attuale ricerca SETI si può dire che abbia origine nel 1959 quando Giuseppe Cocconi e Philip Morrison pubblicarono un articolo nel British Science Journal Nature in cui sottolineavano che in linea di principio sarebbe stato possibile comunicare con civiltà aliene usando onde radio nel range delle micro-onde .
Si aprivano così due interessanti possibilità: intercettare segnali inviati nello
spazio da altre civiltà (anche per altre finalità ! come noi stiamo inviando
involontariamente trasmissioni radio-televisive, impulsi radar, segnali Laser...) e/o ricevere segnali inviati appositamente da civiltà aliene desiderose di comunicare.

PROGETTO OZMA

Un giovane astronomo americano, Frank Drake, era giunto indipendentemente alla stessa conclusione e nella primavera del 1960 aveva usato il radio telescopio da 30 metri di Green Bank, West Virginia, USA, per il primo tentativo di intercettare segnali radio artificiali provenienti dalle stelle. Dal momento che si ritiene più probabile che la vita possa essersi sviluppata su pianeti in orbita su stelle dello stesso tipo del nostro sole, F. Drake tenne sotto osservazione per due mesi due stelle di questo tipo: Tau Ceti e Epsilon Eridani, distanti dalla Terra circa 11 anni luce. Fu usato un ricevitore (a un solo canale) sintonizzato sulla "magica" frequenza di 1,420 MHz (cioè sulla linea di emissione a 21 cm dell'idrogeno neutro; tale frequenza era stata indicata anche da Cocconi e Morrison per la sua rilevanza astronomica: ogni civiltà con una tecnologia abbastanza evoluta avrebbe dovuto conoscerla e prenderla in seria considerazione per una trasmissione). L'esperimento fu chiamato Progetto OZMA dal nome della regina della immaginaria terra di OZ. Drake e i suoi collaboratori cercavano sequenze ripetute o strutture nei segnali che indicassero una loro eventuale origine 'intelligente'. Anche se non fu trovato nessun segnale siffatto, il Progetto OZMA suscitò interesse nella comunità degli Astronomi e soprattutto in Russia.

SETI IN RUSSIA

In effetti negli anni '60 la ricerca SETI fu dominata dalla Unione Sovietica, i cui scienziati adottarono spesso strategie innovative. Per esempio, invece di
osservare stelle vicine, venivano usate antenne quasi onnidirezionali per
tenere sotto osservazione vaste porzioni di cielo, facendo assegnamento
sull'esistenza anche di poche civiltà aliene MOLTO avanzate tecnologicamente e quindi in grado di produrre trasmissioni di enorme potenza.

PROGETTO CICLOPE

Agli inizi degli anni '70 un centro di ricerca della NASA (Ames Research
Center in Mountain View, California) commissionò ad un gruppo di esperti uno studio approfondito sulla tecnologia necessaria per una ricerca SETI efficiente.
Il team di esperti, sotto la direzione di Bernard Oliver (della Hewlett-Packard
Corporation) produsse tale studio, noto come Progetto Ciclope: su tale studio è stata basata gran parte della ricerca successiva. Anche se la schiera gigante di radio telescopi consigliata nel Progetto Ciclope non fu mai costruita, la crescente percezione che tale ricerca potesse avere dopotutto una ragionevole possibilità di successo portò, specialmente in America, ad una rinnovata attività nel campo. Molti nuovi progetti di ricerca furono avviati, alcuni di essi durano tuttora, usando via via tecnologie più avanzate e sofisticate.

Il segnale "WOW"

Un progetto di lunga durata fu avviato alla Ohio State University, usando il
grande radiotelescopio "Big Ear".

Proprio al Big Ear il 15 Agosto del 1977 fu ricevuto il più forte e promettente
segnale dalle stelle, noto ora come segnale WOW (caspita! accidenti!) dalla
annotazione che lo scienziato in servizio quel giorno, Jerry Ehman, fece in
margine al tabulato dei dati appena stampato. Tale segnale aveva tutti i
requisiti giusti: purtroppo non si è più ripetuto a dispetto delle insistite
osservazioni successive lasciando il dubbio che dopotutto fosse spurio
(magari una trasmissione terrestre riflessa accidentalmente da qualche
oggetto nello spazio).


I Progetti META e BETA

Una serie impressionante di ricerche è stata effettuata dal gruppo SETI di Harvard. Il loro progetto META, operativo dal 1985 al 1994, ha trovato ben 27 eventi con i giusti requisiti: di nuovo, purtroppo, nessuno di questi possibili candidati si è ripetuto. Attualmente nel progetto BETA si sta effettuando una scansione completa del cielo settentrionale usando una antenna di 26 metri che alimenta un ricevitore a 80 milioni di canali.


ll Progetto SERENDIP

Questa ricerca, portata avanti dalla Università di California (UC Berkely), usa il più potente radiotelescopio esistente, il disco di 305 metri di diametro dell'Osservatorio di Arecibo, che alimenta simultaneamente un ricevitore di ben 168 milioni di canali. Una versione del ricevitore è stata anche sviluppata in Italia presso l'Istituto di RadioAstronomia di Bologna.


SETI Australia

Collegato al SERENDIP, il SETI Australia Centre usa il radiotelescopio Parkes di 64 metri di diametro, il più grande nell'emisfero Sud della Terra. Attualmente si può effettuare uno scan di 8 milioni di canali di frequenza ogni 1,7 secondi ma un nuovo ricevitore porterà presto ad un tetto di
64 milioni di canali.


Il programma della NASA

Alla fine degli anni '70 la NASA aveva varato due programmi SETI che avrebbero usato una duplice strategia. Il gruppo dello Ames Research Centre avrebbe 'esplorato' le 1000 stelle del tipo Sole più vicine a noi con una strumentazione in grado di individuare e raccogliere anche segnali deboli e sporadici mentre un gruppo al Jet Propulsion Laboratory (JPL) in Pasadena, California, avrebbe scandagliato la totalità del cielo (in cerca di segnali 'forti' da qualunque direzione). Dopo 10 anni di accurata preparazione e pianificazione, la NASA nel 1988 finanziò il progetto che richiese ulteriori
4 anni per divenire operativo. Tuttavia, dopo neanche un anno di attività, Il Congresso USA tagliò i fondi e il progetto fu terminato.


SETI Institute e Progetto PHOENIX

Il SETI Institute (Mountain View, California), creato all'inizio per collaborare con il programma la NASA, ne ha ereditato la tecnologia e la strategia. L'Istituto è attualmente finanziato da privati, il suo presidente è quel F. Drake pioniere del SETI e autore della famosa omonima equazione (Drake Equation) in grado di fornire la probabilità di esistenza di civiltà aliene in grado di comunicare.

Dal 1993 supporta il Progetto PHOENIX, il più complesso che sia stato mai attuato, oltre a una vasta varietà di attività legate al SETI.


Il dossier
sul SETI

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