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Teorie scientifiche e non |
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| rubrica a cura di Mario Bruschi Dipartimento di Fisica Universita` "La Sapienza" e-mail: bruschi@roma1.infn.it
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La scienza come oggi la intendiamo è iniziata grosso modo 4 secoli fa con Galileo. Molto è stato realizzato e molto è stato discusso. Ma che cosa è una teoria scientifica e cosa la distingue da una teoria non scientifica?
La Natura stessa è fonte e giudice della conoscenza. Cioè si impara interrogando la Natura (facendo esperimenti) e ascoltando le risposte (ricavando ipotesi di lavoro, semi-teorie, ed infine teorie) dai risultati degli esperimenti. Ma bisogna anche sottolineare il converso: le teorie, a qualsiasi livello, ci dicono anche quali domande porre (quali esperimenti fare...). E se questo è ottimo per certi versi (una selezione di impossibilità risparmia tempo e lavoro, altrimenti qualcuno potrebbe ancora cercare pietre levitanti, specchi magici o il 50simo epiciclo che renda conto dei dati astronomici), tuttavia è una limitazione seria. Ci sono domande che è illecito porsi secondo il paradigma corrente (vedi Khun). Ci sono campi possibili di indagine che nessun scienziato "serio" vorrà esplorare. Eppure molte scoperte scientifiche (e tecnologiche) sono venute da outsiders che non conoscevano i limiti posti dalle teorie allora correnti... Per inciso: Galileo usa la parola "arte" e non magari "tecnica" o "procedura" o... : merita una riflessione!
Perché ? è ancora un mistero. Due posizioni estreme sono oggi considerate: per gli uni la matematica è una nostra invenzione, inventata in gran parte per descrivere il mondo e non fa quindi meraviglia che in effetti descriva abbastanza bene il mondo...; per gli altri (platonici, per intenderci) le verità matematiche esistono per sé, e vengono quindi non create ma solo scoperte dagli uomini (il teorema di Pitagora, gli spazi di Hilbert esistono in qualche mondo ideale, Pitagora e Hilbert li hanno "visti" ma non creati, eventuali alieni avrebbero anche loro la nostra stessa matematica). Ovviamente nel secondo caso è difficile spiegare la straordinaria rispondenza tra matematica e realtà, se non prendendo in considerazione un piano, un progetto, forse un fine per la realtà stessa ( e quindi implicitamente, è necessario un Demiurgo, un architetto, un creatore). Una disamina approfondita è nel bel libro : "La luna nel pozzo cosmico".
La scienza è
riproducibile. O in altri termini è operazionale (Bridgman)
, è pragmatica.
Quindi la riproducibilità resta sì un requisito importante per una teoria scientifica ma forse non è così strettamente caratterizzante.
Solo alcune considerazioni di sfuggita (ci saranno altri interventi in seguito (AS ! ) :
la realtà... cos'è la realtà? la descrizione della materia e della "realtà" data dalla Meccanica Quantistica è veramente agli antipodi della comune percezione del mondo di una persona comune anche colta... Semmai si avvicina alla descrizione/interpretazione del mondo di alcune "teorie" religiose/mistiche/sapienziali/esoteriche ( e di ciò si sono accorti sia numerosii "guru" sia numerosi fisici - vedi ad es.: "Il tao della fisica", "La danza dei maestri Wu Li", "The Holy Science").
La scienza non risponde ai "perchè", semmai ai "come". Cioè il gioco dei "perchè", tanto caro ai bambini, si arresterebbe quasi subito se giocato con uno scienziato. Esempio: perchè le mele cadono? Perchè c'è la forza di gravità. Perchè c'è la forza di gravità? e perchè è proporzionale alla massa? e perchè si indebolisce con il quadrato della distanza? e perchè...? Domande senza risposta: la legge di Newton (e in modo molto diverso la Relatività Generale di Einstein) descrivono solo (!) "come" funziona la gravità...non perchè.
In che senso la scienza è "vera"? la domanda ha assunto una importanza non solo filosofica da quando Godel dimostrò che anche all'interno di teorie matematiche ( e che quindi dovrebbero comunque non presentare sorprese: vedi punto 1b) ci sono "verità" che non possono essere dimostrate... Ma la scienza ha problemi ancora più peculiari.
La scienza moderna nasce limitando fortemente e precisamente il suo campo di indagine. Come vedremo nel capitolo successivo, può essere indagato solo ciò che è misurabile, cioè, in ultima analisi, ricondotto ad un numero (o a più numeri). Per cui la Fisica, e tutte le altre discipline che fondamentalmente poggiano sulla fisica, non si occupa di tutto: si occupa di quanto è quantificabile. Una grandissima parte del "conoscibile" o "percepibile" resta fuori dal campo di interesse della scienza. Questo non è affato chiaro nella percezione comune. L'insegnamento e i media ci hanno portato mediamente a credere che la scienza possa dire la sua su tutto (guardate cosa chiedono agli "esperti"...). Non è così. La qualità (i qualia) restano fuori. Amore, bellezza, gioia, pianto.. restano fuori. Per questo la termodinamica è una teoria scientifica e l'estetica no. Se qualcuno sarà in grado di misurare (secondo i canoni scientifici) la bellezza, allora l'estetica potrebbe divenire una teoria scientifica. Ovviamente con ciò non è che bellezza ed amore siano meno "veri" degli elettroni o dell'energia... solo che non fanno parte del campo di indagine scientifico. Se chiedete a Rubbia qualcosa sul sorriso della "Gioconda" , potrà ovviamente rispondere, ma risponderà come Rubbia non come scienziato. La sua opinione sarà appunto un'opinione, come la vostra.
Accettiamo pure che in qualche senso la scienza sia "vera", cioè ammettiamo che dia una descrizione plausibile ed utile della "realtà" (almeno della realtà misurabile). Ma quanto è vera? La domanda si impose all'inizio del secolo scorso quando improvvisamente la fisica "classica", pazientemente costruita in 3 secoli e che aveva fino ad allora dato risultati eclatanti, si dimostrò errata e ben in due modi diversi! dalle ceneri della meccanica di Newton sorsero due Fenici: la "meccanica relativistica" e , faticosamente, la "meccanica quantistica" (e sono tuttora inconciliabili...). Era imperativo allora porsi il problema: come si può stimare il grado di verità di una determinata teoria scientifica? La risposta più semplice e più probabile fu investigata dalla cosiddetta scuola di Vienna e si può riassumere così: "Una teoria scientifica è tanto più vera quanto più è verificata" Date due teorie, la prima supportata da 1000 esperimenti a suo favore e la seconda da 10.000, allora la seconda è 10 volte più affidabile (vera) della prima... Sembra elementare Watson... tuttavia non lo è. Anzi, è decisamente sbagliato anche dal solo punto di vista logico. Facciamo un semplice esempio. Sia dato un mazzo (coperto) di carte "francesi" (52 carte: cuori, quadri, fiori, picche). Ora propongo questa semplicissima "teoria scientifica": " la prossima carta che scoprirò, non sarà l'asso di picche". Ok, mettiamo la teoria alla prova dell'esperimento! Scopro la prima carta: 4 di quadri. Perfetto, è una conferma della mia teoria. Scopro la seconda carta : 10 di cuori. Ancora una conferma sperimentale per la teoria... . . ... scopro la 32sima carta: 7 di fiori. Ancora una conferma. A questo punto la teoria sembra "solida": ben 32 conferme sperimentali! Ma procediamo (e supponiamo che la fortuna ci assista...) . , .. scopro la 51sima carta: re di cuori. Ora abbiamo ben 51 conferme sperimentali, abbiamo raggiunto un massimo di conferme... ma ovviamente (a meno che il mazzo sia truccato! ) siamo ad un passo dalla catastrofe. Infatti necessariamente la prossima carta che scoprirò sarà l'asso di picche e la mia teoria miseramente crollerà. Ripeto, l'esempio senbra banale ma se ne possono fare di più sottili (e logicamente equivalenti!). Tutto l'inizio del '900 è stato caratterizzato da paradossi logici che misero "alla frusta" sia la Matematica che appunto questa meta-teoria della conferma. Non è quindi necessariamente vero che una teoria scientifica è tanto più vera quanto più è stata verificata (cioè confermata dall'esperimento). La scuola di Vienna chiuse metaforicamente i battenti... dalle sue ceneri emerse una meta-teoria diametralmente opposta. La teoria è dovuta a Popper (scomparso da poco), e si può riassumere così: " una teoria può dirsi scientifica se e solo se è falsificabile" Cioè il solo requisito di una teoria scientifica è la possibilità che una qualche esperimento dimostri che è sbagliata... Paradossale! Lo esprimo in una mia formulazione che mette ancor maggiormente in luce, spero, il paradosso: a) Una teoria vera può essere falsa b) Una teoria che non può essere falsa è falsa Ovviamente ho un pò giocato sull'ambiguità che le parole hanno nel linguaggio comune (e che NON hanno nel linguaggio scientifico...) Parafrasi di a): una teoria vera, cioè una teoria che può dirsi scientifica, deve, secondo Popper, poter essere, in linea di principio, falsa. Cioè deve esistere un qualche esperimento che se favorevole conferma la teoria (e fin qui niente succede, vedi sopra), ma se sfavorevole DISTRUGGE la teoria ( cioè dimostra che la teoria è falsa). Per le persone comuni, i non addetti, è difficile apprezzare subito la drasticità di questa posizione: una teoria solida, ben collaudata nei secoli, che ha avuto miliardi di esperimenti a sua conferma... può crollare (e DEVE crollare) appena UN SOLO esperimento la contraddice! Sembra stupido: ma come, ho avuto ragione miliardi di volte ed ora per una volta che ho torto sono condannato/a? che giustizia è mai questa? Ebbene è quello che dovrebbe accadere ed è in effetti accaduto in ambito scientifico! (non sperate però che accada in politica...) Ma parafrasiamo anche il lato b) di sopra. Una teoria che non può essere falsa è sicuramente falsa, cioè è una falsa teoria scientifica. Esistono teorie che non possono essere false ? Certamente si. Facciamo un esempio: "La sedia su cui state sedendo ogni volta che non è osservata (vista, fotografata, ripresa da un qualsiasi tipo di sensore...) diventa immediatamente un gatto. Appena osservata ridiventa immediatamente una sedia" Vi invito a trovare un qualche tipo di esperimento che possa falsificare quanto sopra affermato. Lascio inoltre alla vostra fantasia trovare, anche nella vita comune, altri esempi. ----------------- Conseguenze di quanto sopra:
Ma questa non è una debolezza, anzi! è la vera forza della scienza... -------------------------- Per una riflessione complementare sulla scienza vedi: http://www.umbertodigrazia.it/scienza/Co_Scienza.htm ------------------------------------ Altre letture possibili:
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La scienza
rubrica del sito www.coscienza.org