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Ritorneremo
alle valvole? Novembre 1999 |
| rubrica a cura di Mario Bruschi Dipartimento di Fisica Universita` "La Sapienza" e-mail: bruschi@roma1.infn.it
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Anche se le nuove generazioni sono ormai abituate ad un mondo
(elettronico) di transistors e circuiti integrati, alcuni ricorderanno ancora le vecchie
"valvole", i tubi a vuoto somiglianti a lampadine che facevono funzionare le
vecchie radio e TV... La tecnologia dei tubi a vuoto era alla base dell'elettronica fino
agli anni '60, ma fu soppiantata dai MOS (metal - oxide - semiconductors) perchè questi
occupavano di gran lunga meno spazio, consumavano di meno e soprattutto potevano essere
"integrati" nei chips (miliardi di
componenti in poco spazio). Tuttavia tre ricercatori dell'Università di Cambridge, Alexander
Driskill - Smith, David Hasko e Haroon Ahmed( aagd100@cus.cam.ac.uk, 011-44-1223-337556)
sono recentemente riusciti a costruire dei nano-triodi a vuoto e si pensa che presto si
riuscirà ad assemblare un miliardo di queste micro-valvole in un centimetro
quadrato...una densità di componenti paragonabile a quella raggiunta dalla tecnologia
attuale MOS. Si tornerà quindi alle valvole? Forse, almeno in alcuni settori di nicchia.
Infatti questa tecnologia offre alcuni notevoli vantaggi: le micro-valvole sono resistenti
alle radiazioni, operano bene anche a (relativamente) basse ed alte temperature e inoltre
per la loro struttura permettono una integrazione anche spaziale (i chip attuali sono
forzatamente piani). Per contro hanno bisogno di un voltaggio relativamente
"alto" (circa 10 volt) e non si conoscono ancora i loro limiti di durata
operativa.
Fonte: Applied Physics Letters, 1 November 1999.
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La scienza
rubrica del sito www.coscienza.org