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Il vuoto è
pieno, il pieno è vuoto |
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| rubrica a cura di Mario Bruschi Dipartimento di Fisica Universita` "La Sapienza" e-mail: bruschi@roma1.infn.it
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"Cio'
che e' pieno e' incredibilmente vuoto, cio' che e' vuoto e' incredibilmente
pieno" Sembrerebbe
una citazione dalle Upanishad o comunque da qualche trattato esoterico; proviamo
invece a vedere tale affermazione, apparentemente paradossale, alla luce della Fisica
attuale. Spero
che a questo punto conveniate che la prima parte dell'affermazione ["cio' che e'
pieno e' incredibilmente vuoto"] sia ben dimostrata, nell'ambito della Fisica
attuale. Purtroppo,
la giustificazione di tale affermazione, si trova in una parte della Fisica moderna, che
va sotto il nome di Meccanica Quantistica. Questa teoria non solo non viene
insegnata nelle scuole secondarie, ma e' anche intrinsecamente "difficile": essa
contiene importantissime e rivoluzionarie e sorprendenti affermazioni sull'intima, se
volete "ultima", natura delle cose; affermazioni che, pur essendo state
ampiamente 'verificate' ed utilizzate nei piu' svariati contesti [il vostro computer, il
vostro compact disc, la bomba atomica, si basano sulla Meccanica Quantistica!] tuttavia
non possono essere adeguatamente tradotte nel linguaggio comune, se non al prezzo di
imprecisioni e/o di paradossali violazioni del senso comune [in altri termini, conosciamo
qualcosa sull'intima natura dell'Universo, ma questa conoscenza non puo' essere espressa
in parole: non vi sovviene niente, o voi del versante 'esoterico'?]. Saro' dunque
costretto a dire in parole cio' che in parole non puo' essere adeguatamente e chiaramente
detto. Ebbene, secondo la Meccanica Quantistica, il "vuoto" non e' affatto
vuoto, anzi e' incocepibilmente "pieno" dal momento che in esso continuamente si
creano tutte le particelle possibili, in esso continuamente nascono elettroni, protoni,
neutroni, fotoni [luce!]; esso, il "vuoto", e' percio' il germe di tutte le
cose! Ma se questo e' vero, se e' vero che dal vuoto [onnipresente, come abbiamo visto]
emergono, affiorano, vengono all'esistenza continuamente ed incessantemente materia ed
energia, in tutte le forme e quantita' concepibili, perche', nella nostra esperienza
ordinaria, non ce ne accorgiamo affatto? Anzi, di piu', perche' non siamo sopraffatti da
questo rigurgito enorme e senza fine? Parte della risposta e': perche' tutto questo, come
viene incessantemente creato dal "vuoto", altrettanto incessantemente viene
distrutto, riassorbito dal "vuoto" stesso. Ogni cosa, letteralmente ogni cosa
che possiate immaginare, nasce continuamente dal "vuoto" [intorno a voi, dentro
di voi!], vive la sua vita, e muore tornando al "vuoto". E' come un grande
ribollire, una grande, vertiginosa danza cosmica, tanto che qualche Fisico l'ha paragonata
alla "danza di Shiva". Eppure noi non ne siamo consapevoli, non
possiamo vedere o toccare la bellissima farfalla che proprio in questo istante si e'
formata, emergendo dal vuoto, avanti i nostri occhi, non possiamo odorare la
profumatissima rosa che sta sbocciando proprio ora avanti a noi... Di nuovo, perche' ?
[D'altra parte e' forse un bene che sia cosi': immaginate un proiettile che si
materializza proprio adesso nel vostro torace!] Il
punto e' che la vita di queste "creazioni" e' effimera: esse non vivono, di
norma, sufficientemente a lungo per essere percepite anche dagli strumenti piu' raffinati;
sono veramente forme fuggevoli, fantasmi impalpabili ! A questo punto, qualcuno
giustamente potrebbe nutrire seri dubbi sulla loro effettiva esistenza; fugare questi
dubbi, spiegare cioe' completamente quali sono le prove che abbiamo della
"realta'" dei fenomeni sopra descritti, eccede i limiti di questo scritto. E'
opportuno comunque menzionare due
"prove": primo, pur se le singole
cose che affiorano e affondano nel'oceano del
vuoto generalmente non sono "osservabili", e' tuttavia osservabile, visibile,
misurabile l'effetto complessivo di tutto questo ribollire, di questa grande danza (e di
fatto e' stato misurato, lo trovate sui 'sacri testi' di Fisica con il nome di
"polarizzazione del vuoto"); secondo, dicendo che la vita di queste
"creature" (in termini tecnici: "fluttuazioni") e' effimera, non si
vuol significare che essa e' necessariamente brevissima, anzi , ci sono
"fluttuazioni" che possono durare anni, millenni, miliardi di anni! Di fatto il
tempo della loro vita e' legato alla loro energia dal famoso 'Principio di
Indeterminazione' di Heisemberg; detto in parole, quanto piu' energetiche, quanto piu'
"grosse", massicce [massa e
energia, come ha scoperto Einstein, sono essenzialmente la stessa cosa] sono queste
creazioni, tanto meno durano, tanto prima muoiono. Per farci una idea quantitativa,
prendiamo in considerazione la particella piu' leggera conosciuta, cioe' l'elettrone [la
sua massa e' di appena un centesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di
grammo!], e chiediamoci quanto vive un elettrone creatosi spontaneamente dal vuoto:
ebbene, il 'Principio di Indeterminazione' ci dice che esso puo' vivere , al massimo!, un
centesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo. Per renderci conto di quanto piccolo
sia questo intervallo di tempo, consideriamo che: -
l'occhio umano non separa due immagini che si susseguono in meno di un decimo di secondo
[cioe' "misura" al massimo un decimo di secondo], -
un buon orologio digitale misura un centesimo di secondo, -
un buon orologio elettronico arriva sul milionesimo di secondo, -
un orologio atomico arriva a un centesimo di miliardesimo di secondo. E'
facile capire dunque che non abbiamo strumenti, ne' naturali ne' artificiali per
accorgersi di qualcosa che vive cosi' poco! In realta' nella Fisica delle alte energie,
abbiamo "misurato", in condizioni molto eccezionali, tempi anche piu' piccoli
[fino ad un decimillesimo del tempo sopra citato]; ricordiamo tuttavia che l'elettrone e'
per l'appunto la particella piu' leggera e che, per il 'Principio di Indeterminazione', di
quanto e' piu' grande la massa [o meglio l'energia] da creare, di tanto e' piu' piccolo il
suo tempo di vita. Cosi', un protone che nasca spontaneamente dal vuoto, essendo circa
duemila volte piu' pesante dell'elettrone, vivra' per un tempo duemila volte piu' piccolo,
cioe' al massimo cinque milionesimi di miliardesimo di miliardesimo di secondo; un oggetto
che avesse il vostro peso, puo' si' nascere dal vuoto , ma vivrebbe solo 0 , 0 0 0 0 0 0 0
0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0
0 0 0 0 0 1 secondi, cioe' un miliardesimo di
miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo
[un tempo cosi' piccolo che molti fisici dubitano perfino che possa esistere]. Abbiamo
quindi fatto vedere come nella Fisica moderna "cio' che e' vuoto e' incredibilmente
pieno"; eppure, per le ragioni sopra elencate, ci puo' sembrare che questo
"pieno" sia in realta' qualcosa di inconsistente, di illusorio, una specie di
gioco di prestigio. Ma le sorprese non sono ancora finite, come in tutti gli spettacoli,
il numero d'effetto e' stato lasciato per ultimo. Non abbiamo infatti ancora preso in
considerazione l'esistenza di energie negative: ad esempio l'energia di un campo
gravitazionale che si crea tra le masse e' negativa. Abbiamo cosi' questo effetto
paradossale: piu' aumenta la massa, cioe' la quantita' di materia, creata dal vuoto, meno
tempo dovrebbe vivere, dato che cresce la sua energia positiva di "massa" [in
accordo alla nota formula di Einstein: Energia= massa per velocita' della luce al
quadrato]; tuttavia, se la massa creata e' abbastanza consistente, comincia a crearsi
anche una considerevole energia negativa, dovuta alla forza di attrazione gravitazionale
tra le varie parti di materia creata. Cosicche', per una massa abbastanza grande,
l'energia totale creata puo' essere vicina a zero e quindi, sempre per il 'Principio di
Indeterminazione', la massa creata potrebbe durare per un tempo anche lunghissimo [al
limite infinito, se l'energia fosse esattamente zero]. Ma quanta massa e' necessaria,
perche' l'energia totale sia vicina a zero? La risposta e' [sorpresa?!]: la massa
dell'universo! Si, secondo le nostre attuali conoscenze, l'intero nostro universo ha una
energia totale molto vicina a zero e quindi l'intero nostro universo potrebbe non essere
altro che una "fluttuazione" del vuoto; noi, la terra, il sole, le stelle, le
galassie, tutta questa immensita' che e' nata almeno quindici miliardi di anni fa,
potrebbe essere una increspatura del vuoto, una bolla che forse sara' riassorbita [secondo
le stime attuali piu' affidabili] tra quaranta, cinquanta miliardi di annni [o forse mai
piu', se l'energia fosse esattamente zero]. E
si, ci sono piu' cose tra vuoto e vuoto di quante sappia immaginarne ogni filosofia... Mario Bruschi vedi anche:
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La scienza
rubrica del sito www.coscienza.org