1951. Oltre l’oceano

1951. Oltre l’oceano, di Franco Ferrarotti. Gattomerlino/Superstripes Editore

In questo breve scritto sono raccolte alcune impressioni del viaggio via mare, che nel 1951 portò Franco Ferrarotti per la prima volta negli Stati Uniti. A queste impressioni si alternano riflessioni sull’idea stessa di viaggio, ma soprattutto ricordi del periodo della guerra, dell’immediato dopoguerra, della collaborativa amicizia con personalità di assoluto rilievo, come Adriano Olivetti e Cesare Pavese.

L’Atlantic è salpata con notevole ritardo. Forse perché vi erano clandestini a bordo, mischiati alla polvere umana della classe turistica. Clandestini da scovare, individuare, identificare, espellere. La parte bassa della nave è tumultuante. Rumorosa e graveolente, è realmente viva. Ha la insopprimibile, prepotente vitalità degli insetti. Gli altri sono troppo puliti. E la troppa pulizia, ha osservato Franklin, impoverisce il sangue. Parecchi passeggeri hanno vegliato per assistere alla partenza, al distacco dalla banchina. Ero nel letto e avevo già dormito per qualche ora, allorché ho avvertito il tremito sottile e discontinuo dello scafo: l’Atlantic cercava il largo. Un rimorchiatore gli faceva strada.

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