dallo SchwartzReport del 16 agosto 2010

Traduzione a cura di Erica Dellago e Clea Nardi

Mentre i negazionisti del cambiamento climatico, come i Repubblicani del Senato, FOX News, e i Teabaggers blaterano con le loro sciocchezze deliberatamente ignoranti, inizia ad emergere quella che potrebbe essere una tendenza significativa per i prossimi 50 anni: il massiccio sconvolgimento dell’agricoltura, che potrebbe condurre alla fame di massa, alle migrazioni, e al conflitto sociale.

TIMOTHY GARDNER – Reuters

WASHINGTON – I mercati mondiali di frumento che vacillano per la siccità russa, migliaia di capi di bestiame uccisi dal caldo nel Kansas, e innumerevoli acri di raccolto spazzati via dalle inondazioni in Pakistan, sono scorci di quello che ci si può aspettare mentre il mondo lotta per combattere il cambiamento climatico.

Ma mentre aumentano le preoccupazioni riguardo alle condizioni atmosferiche estreme che quest’anno colpiscono i sistemi globali di alimentazione, i governi non sono vicini a concludere un accordo per combattere il cambiamento climatico.

Quando le temperature aumentano quale effetto delle emissioni delle canne fumarie e dei tubi di scarico, siccità, ondate di calore e inondazioni diventano sempre più frequenti e più intense. Le temperature generano “picchi di calore di livelli senza precedenti e in numero sempre maggiore, e questo è ciò che stiamo osservando”, ha detto Neville Nicholls, uno scienziato esperto di clima alla Monash University di Melbourne, Australia.

L’aumento di eventi meteorologici estremi creerà probabilmente sconvolgimenti nei mercati agricoli che potrebbero portare a disordini e sommosse per il cibo nei paesi poveri come quelli avvenuti nel 2007 e nel 2008, quando i prezzi hanno toccato i record nella furiosa speculazione di mercato.

Ciò nonostante, i negoziati mondiali per combattere le emissioni si sono fermati bruscamente dopo che il Senato degli Stati Uniti ha fallito nel far approvare una legge sul clima, come pure l’amministrazione del presidente Barack Obama ha mancato di promuoverne una.

Mentre gli Stati Uniti, il paese con il maggior numero di emissioni pro capite, non riescono a creare un piano, cresce il divario tra paesi ricchi e poveri sulla spartizione dell’onere di agire sul cambiamento climatico.

Il Segretario Generale dell’ONU Ban Ki-moon questa settimana ha detto “potremmo non essere in grado di raggiungere un accordo globale vincolante a Cancun”, riferendosi alle conferenze a livello mondiale fissate per novembre in Messico.

Lo scetticismo sul cambiamento climatico è aumentato dopo che i dibattiti delle Nazioni Unite dello scorso anno a Copenhagen non hanno raggiunto lo scopo. E’ stato inoltre alimentato da una disputa avvenuta via e-mail nel centro climatico di una università britannica, in cui scienziati di primo piano furono accusati, e successivamente scagionati, di ingigantire gli effetti del riscaldamento globale, nonché dai dubbi in merito ad una relazione di un pannello scientifico sul clima delle Nazioni Unite che aveva incluso una previsione esagerata sullo scioglimento del ghiacciaio dell’Himalaya.

Nel frattempo le temperature nel mondo continuano ad aumentare in modo incontrollato. Il US National Climatic Data Center (Centro Nazionale Dati sul Clima degli Stati Uniti) il mese scorso ha detto che il primo semestre di quest’anno è stato il più caldo mai registrato a livello globale.

Fino a quando i rischi non saranno compresi dagli agricoltori americani, che hanno quasi sempre esercitato forti pressioni contro la legislazione sul clima a causa delle preoccupazioni sul prezzo del carburante, una importante base di elettori spingerà i senatori americani ad opporsi a una regolamentazione per gli anni a venire.

CONSEGUENZE

I prezzi del grano sono saliti di quasi il 70 percento da giugno, dopo che la Russia è stata colpita dalla peggiore siccità degli ultimi 130 anni della sua storia. Il fatto ha spinto il primo ministro Vladimir Putin a bloccare l’esportazione del frumento, facendo scattare i campanelli d’allarme in Egitto, il maggiore importatore del mondo, e in altre nazioni affamate.

Si prevede che l’agricoltura sarà solo una delle vittime degli estremi eventi meteorologici legati al cambiamento climatico. Ma il fatto che miliardi di persone nel mondo dipendano da una sicura ed abbordabile fruibilità ai prodotti agricoli, aumenta le probabilità che le estreme manifestazioni meteorogiche possano diventare rapidamente una causa di conflitto.

La crisi del grano in Russia rischia già di provocare fermenti in Medio Oriente, Nord Africa ed Europa.

“Tutti questi cambiamenti del clima nell’intero globo.. saranno causa di serie conseguenze nelle nostre capacità di produrre cibo,” Jerry Hatfield, un direttore di laboratorio al Servizio di Ricerca dell’Agricoltura del Dipartimento di Agricoltura US, aggiungendo che il calore e l’umidità nel Midwest, nel cui Kansas oltre 2.000 bovini sono morti questo mese, potrebbero danneggiare i raccolti di granturco e di altre coltivazioni.

Nick Robins, un analista della HSBC con sede a Londra, ha detto in una nota questa settimana che il cambiamento climatico potrebbe ridurre la produzione di grano nei paesi industrializzati del G20 fino all’8,7 percento entro il 2020, se non verrà avviata nessuna azione significativa per adattarci al clima estremo e alle alte temperature.

Conbinando questo dato con il tasso di crescita della popolazione, la produzione di grano pro capite all’interno dei G20 potrebbe crollare tra l’11,9 e il 16,1 percento entro il 2020, ha scritto.

LE SCOMMESSE SONO CHIUSE

In India e in altri paesi che dipendono maggiormente dal riso c’è preoccupazione riguardo alle alte temperature che porteranno alla perdita di raccolti. “Potrebbero cominciare ad avvenire intorno al prossimo decennio, perché stiamo già subendo questi picchi di calore,” ha detto Peter Timmer, un socio non residente del Centro per lo Sviluppo Globale, un gruppo di ricerca senza scopo di lucro con sede a Washington.

Entro breve, le ondate di siccità e di caldo provocate dal cambiamento climatico obbligheranno i coltivatori a migliorare le pratiche di gestione.

“A lungo termine, non importa quale coltivazione possa crescere oppure no,” ha detto Jay Gulledge, scienziato senior al Pew Center per il Cambiamento Climatico Globale di Washington.

Le comprensione degli effetti del clima estremo sulle coltivazioni è solo agli inizi. Molti scienziati avevano ipotizzato che l’aumento delle temperature globali dovuto al cambiamento climatico avrebbe aiutato le nazioni del nord a produrre più cibo.

Per decenni gli scienziati hanno studiato l’effetto del riscaldamento globale sulle coltivazioni semplicemente aumentando le temperature e i livelli di anidride carbonica nelle serre, non tenendo conto degli effetti delle inondazioni e delle siccità, o dei raccolti ridotti a conseguenza delle alte temperature.

“Si è verificata una grave mancanza da parte della comunità scientifica su questo argomento,” ha detto Gulledge “la scienza del clima è avanzata incredibilmente da quel periodo, ma questo tema è stato trattato in maniera insufficiente e inadeguata.”

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