(ANSA) – LONDRA, 08 NOV –
Anche le aragoste (e i gamberetti) piangono, e non e’ vero che gli animali invertebrati non percepiscano il dolore, ma anzi reagiscono muovendo l’area ferita. A dirlo e’ una ricerca della Queen’s University di Belfast.

‘Ho versato dell’acido acetico (il principale componente dell’aceto) sulle antenne di 144 gamberetti – ha spiegato il biologo Robert Elwood- che si sono strofinati l’area affetta per piu’ di cinque minuti’. La reazione, secondo il professore, è la stessa che manifestano i mammiferi esposti a prodotti irritanti.
‘E’ un’interpretazione dell’esperienza del dolore – ha dichiarato alla rivista britannica ‘New Scientist’ – gli animali imparano cos’e’ il dolore dalla sofferenza provata in passato e lo evitano in futuro’.
Finora si e’ sempre creduto il contrario e molti studiosi contestano la ricerca di Elwood. ‘C’è una differenza tra rispondere ad un acido e provare dolore’, ha spiegato Richard Chapman dell’Universita’ dello Utah. Anche secondo il ricercatore Lynne Sneddon della Liverpool University, l’esperimento del professor Elwood non e’ sufficiente a validare la tesi. ‘Si puo’ sempre sostenere che il gamberetto si stava solo pulendo l’antenna e non mostrando dolore’.

A restarci male, probabilmente, saranno i cuochi: il miglior modo di cucinare l’aragosta e’ infatti bollirla viva, sia per conservare il sapore fresco che per ridurre il rischio di intossicazione. A favore dello studio sono, invece, gli animalisti, che lo vedono come un altro buon motivo per non mangiare pesce. ‘Piu’ informazioni abbiamo sul dolore che provano gli animali e sul modo in cui vengono trattati e piu’ dovremmo orientarci verso una dieta vegetariana’, ha detto Annette Pinter della Societa’ dei vegetariani. (ANSA).

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