dallo SchwartzReport del 14 agosto 2011

Traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

Il mondo accogliente dei nostri libri di scuola è disperatamente fuori moda. Abbondano nuovi misteri, e ci rendiamo conto che ciò che davamo per acquisito e certo è tutt’altro.
Come facciano i creazionisti a gestire questa situazione non ne ho la più pallida idea.
Stephan A. Schwartz

DAVID MURPHY – PCMag

pianetaQuanto buio è il buio nel nostro sistema solare? Supponiamo che i buchi neri, per loro stessa natura, siano piuttosto scuri. Ma in cima alla graduatoria degli oggetti astronomici che non riflettono molta luce c’è un nuovo contendente: TrES-2b, un gigante gassoso a 750 anni luce dalla Terra, di dimensione simile a Giove, che ora sta al vertice quale pianeta extrasolare più buio mai individuato.

Le letture di variazione della luminosità rilevate dalla sonda spaziale Keplero della NASA indicano che TrES-2b riflette meno dell’un percento della luce solare che lo colpisce [in inglese] “…e ruotando intorno a una stella (GSC 03549-02811) a sole tre milioni di miglia dal pianeta stesso. Per amor di paragone, la Terra dista circa 93 milioni di miglia dal sole e, va detto, è molto più fredda. La temperatura media di TrES-2b si aggira intorno a 1.800 gradi Fahrenheit [982° Celsius, N.d.T.].

Anche se l’atmosfera super-riscaldata del pianeta è piena di sostanze chimiche che assorbono la luce, non c’è nessuna indicazione che la loro presenza sia la causa diretta per cui il pianeta non riesce a riflettere grandi quantità di luce.

“Non è chiaro cosa sia responsabile per rendere questo pianeta così straordinariamente oscuro”, ha detto il professor David Spiegel della Princeton University, co-autore del saggio che per primo ha segnalato l’esistenza del pianeta. “Tuttavia, non è completamente nero come la pece. E’ così caldo che emette un debole bagliore rosso, molto simile a un tizzone ardente o a bobine su una stufa elettrica”.

Sul come Keplero sia stato in grado di dedurre l’esistenza stessa di TrES-2b, la sonda spaziale è stata progettata per misurare le variazioni di luminosità provocate quando i corpi planetari passano tra una stella e il campo visivo di Keple
ro. L’intersezione fa calare la luminosità di una stella, che lentamente cresce mentre il corpo planetario continua la sua orbita e ruota dietro la stella stessa.

Nel caso di TrES-2b, il ciclo di oscuramento e luminosità causato dall’orbita del pianeta intorno alla sua stella ne ha variato la luminosità totale di circa 6,5 parti per milione.
“Rappresenta la più piccola variazione di segnale fotometrico mai rilevata per un pianeta extrasolare”, ha detto David Kipping, capo autore del saggio e astronomo di Harvard, in un’intervista al National Geographic [in inglese]. E il calo di luminosità quando il TrES-2b è passato direttamente davanti alla sua stella è stato “piccolo come il calo di luminosità che vedremmo se un moscerino della frutta passasse davanti a un faro d’auto”, ha aggiunto.

Gli attuali modelli di computer indicano che queste stelle calde dovrebbero riflettere circa il dieci percento della luce che ricevono. La scoperta di TrES-2b potrebbe portare a una piccola modifica di queste stime, ma ciò che più di tutto
manterrà impegnati gli astronomi sarà analizzare casi simili per determinare cosa, esattamente, stia rendendo questo pianeta – o questi pianeti – così bui.

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