Fonte: l’Unità

(ANSA) – ROMA, 31 AGOSTO – ”Buon sangue non mente” è nel sangue infatti che potrebbero annidarsi i segreti della giovinezza e anche quelli dell’invecchiamento.

Infatti il sangue di topolini anziani ha fatto invecchiare precocemente roditori giovani cui era stato iniettato, o meglio ha reso anziano il loro cervello.
Le molecole della vecchiaia finora isolate dal ‘sangue anziano’ sono due: l’eotaxina e MCP-1 e non a caso sono risultate abbondanti nelle persone anziane.

Resa nota sulla rivista Nature, la scoperta è frutto di un esperimento veramente curioso: scienziati della Stanford University hanno creato ”coppie” di topi, uno giovane e uno vecchio, unendo i loro sistemi circolatori, cioe’ mixando ‘dal vivo’ il sangue degli animali di diversa età, una sorta di coppia di siamesi uniti tramite i vasi sanguigni.
Poi i ricercatori, diretti da Tony Wyss-Coray, sono restati a guardare cosa succedeva a queste insolite coppie di topi, con risultati davvero stupefacenti: nel cervello di quelli vecchi sono emersi chiari segni di ringiovanimento, in una zona strategica per la memoria, l’ippocampo, sono aumentati i nuovi neuroni, tipico segno di ‘gioventù’.

E’ nell’ippocampo infatti che vengono prodotti nuovi neuroni che servono per apprendimento e memorizzazione.
Questa fabbrica di neuroni, pero’, con l’età diventa meno efficiente e la memoria vacilla. Ma il sangue giovane può far regredire questa situazione e infatti i topolini anziani nella coppia giovane-vecchio cominciano a ricordare meglio e a produrre più neuroni. I topi giovani, invece, risentono dell’influsso negativo del ‘sangue vecchio’ e cominciano a produrre meno nuovi neuroni e a risentirne dal punto di vista mnemonico.

Gli scienziati hanno poi cercato le sostanze nel sangue che influenzano l”età del cervello dei topi, isolando dal plasma sostanze molto abbondanti nei topi anziani e poco nei giovani.
Così è venuta fuori innanzitutto l’eotaxina.
Gli esperti hanno visto con una serie di test che l’eotaxina fa invecchiare il cervello: è successo quando i ricercatori l’hanno iniettata nel sangue di topi giovani, come pure quando hanno mixato il sangue giovane con quello anziano.
Il gruppo di Stanford ha anche indagato su sangue e fluido cerebro-spinale di individui di varie età e ha visto che la sostanza aumenta anche negli uomini man mano che gli anni passano.

Un’altra sostanza nel plasma di topi è stata inoltre collegata all’invecchiamento del cervello dei roditori giovani, MCP-1, che già altri scienziati avevano visto capace di ridurre la produzione di nuovi neuroni nel giro dentato.
Sia eotaxina sia MCP-1 sono molecole legate all’attività del sistema immunitario, ma come facciano a far invecchiare il cervello è ancora un mistero.

Questa ricerca apre comunque un ventaglio di nuove prospettive per approfondire la comprensione dei processi dell’invecchiamento cerebrale e anche per applicazioni terapeutiche.

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