dallo SchwartzReport del 15 giugno 2011

Traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Erica Dellago

Come vi sentireste mandando il vostro piccolino alla scuola materna con un dosimetro sul petto? Cosa fareste se un giorno arrivasse a casa registrando una massiccia overdose? Non molto, temo, se non aspettare per vedere se il cancro si sviluppa.

Qui, nel Nord Ovest del Pacifico, oggi ci viene detto che probabilmente stiamo respirando 10 particelle “bollenti” al giorno. Queste si depositano nei polmoni, nel tessuto muscolare e nelle ossa. Nessuna sa quanti tipi di cancro tutto questo svilupperà.

Stephan A. Schwartz

Fonte: rawstory.com da Agence France-Presse (Francia)

TOKYO – Martedì scorso la città giapponese di Fukushima ha dichiarato che distribuirà a 34mila bambini dei dosimetri per misurare la loro esposizione alle radiazioni, dalla disastrata centrale nucleare fino a circa 60km di distanza (40 miglia).

La città distribuirà i dispositivi di misurazione a tutti i bambini di età compresa tra 4 e 15 anni per tre mesi a partire da Settembre in modo che possano indossarli per tutto il giorno, ha detto un funzionario alla AFP nel corso di un comitato di educazione della città.

La città è al di fuori della zona di evacuazione e di “no-go” del governo di 20 km (12 miglia) dall’impianto nucleare Fukushima Daiichi colpito dallo tsunami, ma molti residenti sono preoccupati per le radiazioni, ha detto.

“Sono state effettuate misurazioni delle radiazioni in posti fissi, ma genitori e cittadini sono preoccupati per l’esposizione individuale”, ha detto il funzionario.

“Riteniamo che la distribuzione dei dosimetri contribuirà ad allentare le preoccupazioni dei genitori se i dosimetri confermeranno che l’esposizione dei loro figli non comporta rischi per la salute”.

Ha aggiunto che la radiazione nella città si è tenuta al di sotto della soglia ufficiale ritenuta a rischio per la salute, e ha detto che i dosimetri dei bambini verrebbero letti una volta al mese in modo da valutare l’esposizione cumulativa alle radiazioni.

Il Giappone ha lottato per mettere l’impianto sotto controllo dal momento in cui è stato colpito da uno tsunami che ha messo KO i suoi sistemi di raffreddamento, ha portato a tre fusioni dei reattori, e a esplosioni e fughe radioattive nell’aria, nel suolo e nel mare.

Dal disastro dell’11 Marzo, il Giappone ha innalzato il limite legale di esposizione per le persone, bambini compresi, da uno a 20 millisievert all’anno – uguagliando gli standard di sicurezza per i lavoratori dell’industria nucleare in molti Paesi.

Giovedì scorso, il gruppo attivista ambientale Greenpeace è stato chiamato per evacuare bambini e donne in gravidanza dalla città di Fukushima.

Ha detto che le persone erano esposte da 10 fino a 20 millisievert all’anno attraverso l’aria, senza contare gli agenti inquinanti inalati o ingeriti, un livello ritenuto inaccettabile da Greenpeace, soprattutto per i gruppi ad alto rischio.

Gli esperti di radiazioni concordano sul fatto che i bambini sono a maggior rischio di cancro e difetti genetici in quanto sono ancora in fase di crescita, sono più esposti ai tumori della tiroide, e perché avranno più tempo per sviluppare difetti di salute.

La città di Date, appena fuori dalla zona “no-go” prevede inoltre di distribuire i dosimetri a tutti i suoi 8mila alunni del pre-scuola, delle elementari e delle medie.

Questa settimana, il gestore dell’impianto fortificato, la Tokyo Electric Power Company (TEPCO), ha dichiarato che sono stati rilevati livelli elevati di stronzio radioattivo nel mare e nelle acque sotterranee presso l’impianto, a parte gli isotopi di iodio e cesio.

TEPCO ha anche comunicato che altri sei operatori dell’emergenza nucleare hanno superato la dose consentita di radiazione annua, un limite che era stato innalzato da 100 a 250 millisievert nel corso dell’attuale crisi.

In precedenza, due operatori di sesso maschile hanno superato il limite, e due operatrici hanno superato il limite inferiore per le femmine di cinque millisievert nell’arco di tre mesi.

Martedì scorso, il ministro della salute e del lavoro Ritsuo Hosokawa ha detto di aver ordinato alla TEPCO di sollevare gli operatori dai loro compiti se le loro dosi di radiazione preliminare per l’esposizione interna fossero state superiori a 100 millisievert, ha riportato Kyodo News.

Hosokawa ha anche criticato il ritardo “estremamente deplorevole” del gestore nell’effettuare i test alle migliaia di lavoratori e subappaltatori del Fukushima Daiichi.

Per tre mesi le squadre hanno arracquato con tubo (NdT innaffiato) acqua nella struttura per raffreddare il combustibile del reattore, creando più di 100mila tonnellate di deflusso altamente radioattivo che ha impedito loro di effettuare i cruciali e fondamentali interventi riparativi.

TEPCO ha installato un sistema di trattamento dell’acqua, che utilizza le tecnologie francese e statunitense, e prevede di lanciarlo venerdì prossimo (NdT 17 giugno) per trattare circa 1.200 tonnellate di acqua al giorno, con l’obiettivo di riciclarla per il raffreddamento del reattore.

Durante la crisi, il sostegno pubblico giapponese per ridurre gradualmente a zero l’uso di energia nucleare in futuro è salito al 74 percento, ha detto il quotidiano Asahi Shimbun dopo un sondaggio telefonico nazionale condotto nel weekend.

Il sondaggio ha anche mostrato che il 64 percento degli intervistati pensa che le fonti di energia rinnovabile come l’eolica e la solare dovrebbero sostituire l’energia nucleare in futuro.

L’indagine ha riguardato 3.394 elettori con il 58 percento di risposte valide.