Come oro nelle crepe, di Gioia Di Biagio

“Ho scoperto l’arte giapponese del kintsugi quando ho dovuto riparare una statuina di porcellana preziosa andata in frantumi. Ho pensato che sarebbe stato bello poter fare lo stesso con le persone e ho deciso di usare quell’arte antica per rimettere insieme anche i pezzi della mia vita, per guardarli uno a uno e incollarli amorevolmente.

Avevo passato tanto tempo a far credere agli altri che tutto andasse sempre bene, nella speranza di non essere considerata diversa o guardata con compassione. A nascondere la mia storia raccontando altre storie.

Qualcosa è successo, poi, che mi ha fatto accettare le difficoltà e mi ha portata a trarre un insegnamento anche dalle esperienze più dolorose. Cadi, ti rialzi. Non sempre ci sono riuscita ma ci ho sempre provato.

Ho imparato a valorizzare le mie ferite, a mostrarle, perché sono proprio loro a rendermi una persona unica e preziosa. Come in un rituale antico, ho riempito con l’oro le cicatrici della mia vita e ho scritto sul mio corpo la mia storia.”

Gioia Di Biagio, nata a Firenze nel 1985, è appassionata di arti sceniche. In collaborazione con la sorella fotografa, ha creato il progetto “Fragile”, per sensibilizzare le persone su una malattia rara come l’Ehlers Danlos.
Ha ideato la performance Io Mi Oro sostenuta da “La Tigre di Carta”. Da circa dieci anni suona e mette in scena spettacoli onirici con il gruppo musicale Le Cardamomò, esibendosi in Italia e all’estero.

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