LA MEDICINA BIOLOGICA GENNAIO – MARZO 2000

di V. Minaudo e M.Corgna

Riassunto

L’esame della planimetria abitativa, lo studio della dispersione elettrica e dell’incidenza di alcuni fattori elettromagnetici inquinanti e la loro correzione, si rivelano di fondamentale importanza in alcune specifiche patologie, quali l’insonnia, l’asma bronchiale, le disfunzionalità dell’apparato digerente, le sindromi atopiche, gli stati ansioso depressivi e le astenie croniche.

Parole chiave: DISTURBI ELETTROMAGNETICI,

ELETTROSENSITIVITYہ Summary.

The planimetry of the house, electrical leakages and electromagnetic variations at home play a key role in certain conditions such as sleep disturbances, asthma, digestive problems, allergies, depression, anxiety and fatigue.

The correction of electromagnetic disturbances and electrical leakages is essential for health recovery in electrosensitive patients.

Key words: ELECTROMAGNETIC DISTURBANCES, ELECTROSENSITIVITY lungo spaccati o faglie geologiche, emettono energie radioattive non ionizzanti.

I campi magnetici naturali, i campi elettromagnetici e, soprattutto, le loro interferenze in corrispondenza delle camere da letto, vengono considerati particolarmente dannosi ed amplificano i propri effetti negativi se, sulla perpendicolare, è presente un corso d’acqua naturale o una anomalia geologica (gas naturale, faglie, ecc.).

Fortunatamente non tutte le zone perturbate inducono effetti patologici: ciò dipende dal tipo e dall’intensità della radiazione, nonché dalla durata dell’esposizione; gli effetti variano da individuo ad individuo.

È possibile ipotizzare una relazione fra l’intensità delle perturbazioni ed i fattori di induzione prodotti nell’organismo umano, in funzione della frequenza di oscillazione dei campi, delle caratteristiche dielettriche dei tessuti organici e della morfologia e dimensioni degli organismi esposti.

Definiamo alcuni termini che, proposti quotidianamente dai mezzi di informazione, sono entrati nell’uso comune.

Con il termine di elettrosensibilità o maggior sensibilità elettromagnetica, si indica un fenomeno per cui alcuni individui, più di altri, accusano alterazioni dello stato fisico e psichico derivanti principalmente da esposizione più o meno prolungata verso fonti di natura elettromagnetica; all’origine di questa alterazione è il cosiddetto inquinamento elettromagnetico e stress elettromagnetico, ovvero l’insieme delle anomalie artificiali derivanti da un accumulo di energie irradiate in misura superiore a quella tollerabile, dove si è soliti permanere più a lungo.

Altri termini, indicati come stressori di tipo ambientale (come geobiologia) si riferiscono all’influenza esercitata dalle radiazioni elettromagnetiche di tipo naturale su tutto il Regno Animale e Vegetale, mentre per geopatologia individuiamo gli effetti in rapporto alla salute umana, nella sua globalità psico- fisica.

ELETTROMAGNETISMO

Il campo magnetico terrestre, può essere immaginato come l’energia generata per oltre l’80% da un’enorme calamita situata al centro della Terra, con una polarità positiva ed una negativa e il restante 20% dipendente da intense magnetizzazioni della crosta terrestre, variabili da regione a regione (e nel tempo) e responsabili in parte di malattie o geopatie (Fig 1).

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Le rocce sono sottoposte a grandi pressioni.

Durante i terremoti è stata, infatti, rilevata l’emissione di onde elettromagnetiche insieme alle onde sismiche.

A dimostrazione, un comune cristallo di quarzo, sottoposto ad una pressione, genera fra le sue superfici una differenza di potenziale in grado di produrre una scintilla fra due elettrodi.

In questo studio abbiamo considerato come agenti stressori i campi magnetici artificiali, derivanti da apparecchiature o impianti elettrici indispensabili alla vita quotidiana ed i campi magnetici naturali derivanti dal campo magnetico naturale terrestre, galattico, cosmico, ecc.

Il campo elettromagnetico si compone di un campo elettrico determinato dalla presenza di cariche elettriche, definibile per direzione e intensità, e di un campo magnetico creato dal movimento delle cariche elettriche; la sua intensità è proporzionale allo scorrimento della corrente in un conduttore, indipendentemente dalla tensione o dal voltaggio.

Il termine “campo elettromagnetico” identifica, quindi, un tipo di radiazione emessa dalle apparecchiature e dai dispositivi elettrici e/o elettronici (alimentati a corrente alternata), che trasporta un’energia che non produce ionizzazione (da qui il termine di radiazioni non ionizzanti), a differenza delle radiazioni elettromagnetiche x e gamma emesse dai fenomeni radioattivi.

L’interesse medico-sanitario relativo all’inquinamento elettromagnetico riguarda l’eventuale esposizione della popolazione a campi elettromagnetici a radiofrequenza emessi da impianti per teleradiocomunicazioni (DPCM 23 aprile 1992) e l’esposizione a campi a 50 Hz prodotti da linee ad alta tensione della rete elettrica nazionale.

I Settori che si occupano di tutela dell’Ambiente ricevono relazioni da parte degli Organi di controllo, nel caso in cui vengano segnalati superamenti da parte di emittenti radio, dei valori di campo elettromagnetico consentiti; sulla base di tali presupposti, i Sindaci dovrebbero provvedere ad emanare apposita diffida affinché i responsabili della violazione effettuino gli interventi necessari.

Il campo magnetico naturale della Terra è per gli esseri viventi un fattore biologico necessario per la stimolazione ed il controllo dei processi metabolici.

Quanto più ci si discosta dai valori di base, tanto maggiore è la possibilità che una zona sia dannosa per la salute e l’individuo subisca un pericoloso carico geopatico.

L’elettromagnetismo ambientale di fondo (in origine del tutto trascurabile), ha subito negli ultimi anni un notevole incremento per l’installazione e diffusione di tutta una serie di dispositivi in grado di generare campi elettromagnetici (em) come gli impianti radio-Tv, i telefoni cellulari, la rete di distribuzione dell’energia elettrica, ecc.

La loro presenza su tutto il territorio rappresenta per l’uomo una fonte di esposizione da non sottovalutare.

Le interazioni dei campi elettromagnetici con i sistemi biologici assumono diversa configurazione a seconda della frequenza, intensità e tempo di esposizione e, conseguentemente, ogni tipo di radiazione puòٍ dar luogo ad effetti diversificati.

Gli effetti termici per i campi a radiofrequenza e microonde, originati principalmente dai sistemi di radiotelecomunicazione, sembrano produrre effetti cancerogeni (melanoma), come nel caso della radiazione ultravioletta derivata da lunghe esposizioni solari e dall’uso improprio di lampade abbronzanti.

Ancora poco conosciuti sono gli effetti sulla salute derivanti dai campi a bassa frequenza [(50 Hz) (ELF, Extremely Low Frequency)] generati dalle linee ad alta tensione, unitamente agli strumenti elettrici presenti in ambiente lavorativo e domestico.

Secondo numerose indagini epidemiologiche, l’esposizione cronica a campi elettromagnetici (come ad es avviene per chi vive in prossimità di elettrodotti) è stata messa in relazione con un incremento di incidenza di leucemie infantili anche con campi magnetici molto deboli, inferiori cioè a 0,2 µT (micro Tesla).

Le più recenti e qualificate ricerche in materia sono state effettuate in Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca e USA.

Anche l’Istituto Superiore di Sanità nei Rapporti ISTISAN “Rischio cancerogeno associato a campi magnetici a 50/60 Hz”, sottolinea che la letteratura scientifica segnala rapporti e parallelismi fra esposizione cronica a campi di 50/60 Hz e leucemia infantile sebbene nel mondo scientifico non esista univoca concordanza sul possibile meccanismo biologico dell’azione dei campi magnetici.

La crescente attenzione verso i problemi sanitari e l’aumento della popolazione esposta (installazioni di nuovi elettrodotti e potenziamento di quelli esistenti) ha portato anche alcune ASL a promuovere indagini ambientali per la rilevazione dell’entità dell’esposizione.

I valori rilevati risultano, spesso, superiori a quelli indicati da alcune indagini epidemiologiche per esposizioni croniche, in cui un livello ambientale di campo magnetico superiore a 0.2 µT viene ritenuto un potenziale fattore di rischio per la salute.

Il livello ambientale di campo magnetico dipende dall’intensità di corrente e dalla distanza esistente fra i conduttori ed il punto di misurazione: sorgenti di piccola entità (prossimi al punto di rilevamento) possono produrre aumenti apprezzabili di campo magnetico.

Possiamo quindi ritenere, come dalla vasta e circostanziata letteratura sull’argomento, che rappresenti un potenziale rischio abitare in edifici:

– prossimi a linee aeree di media tensione (MT);

– contenenti cabine di trasformazione da media a bassa tensione (MT/BT).

In questi casi, infatti, abbiamo potuto constatare che la differenza di potenziale misurata sul paziente in camera da letto ed in prossimità delle pareti era di circa 3 Volts, in corrente alternata e, comunque, di gran lunga superiore ai valori rilevati in abitazioni con una messa a terra ottimale e con umidità controllata.

Come verrà precisato in seguito, la disregolazione del sistema immunitario nella maggioranza dei soggetti esaminati sembra evidenziare la stretta correlazione fra campi elettromagnetici e la ghiandola pineale che viene, probabilmente, per la sua attività notturna, fortemente influenzata.

Le misurazioni effettuate confermano, infatti, il coinvolgimento del sistema immunitario e della sfera sessuale, che tendono a migliorare nettamente dopo un’operazione di bonifica, come riferito dagli stessi soggetti.

Ulteriori miglioramenti si evidenziano sulle qualità del sonno e del livello energetico globale.

Nell’abitazione tipica (media dei casi considerati), il campo elettromagnetico misurato ha evidenziato valori superiori rispetto a quelli stabiliti dalla norma ed in genere provocati da impianti di trasformazione elettrica posti nelle vicinanze dell’appartamento.

Anche per quanto riguarda le analisi sulla radioattività naturale, si è potuto mettere in evidenza che i valori rilevati in tutti i casi correlabili a patologie ambientali sono superiori (almeno del doppio) dei valori normalmente attribuiti alle abitazioni ottimali.

Un capitolo a parte merita la bioarchitettura, o “biologia del costruire”, che tenta di riscoprire e recuperare sistemi di costruzione semplici e naturali che rendano lo spazio abitativo più rassicurante ed in grado di proteggere coloro che lo vivono.

Con questo concetto, l’abitazione viene paragonata ad un organismo vivente: i muri respirano, per trattenere il calore d’inverno e disperderlo in estate, i materiali devono essere il più possibile naturali e forma, colore e disposizione degli ambienti producono benessere; in breve: una casa naturale, armonica e salutare, dove gli individui dormano bene, studino e lavorino con elevato livello di concentrazione e si possano rilassare senza sforzo.

Gli ospiti sostano con piacere in ambienti armonici, in salotti caldi ed accoglienti; la luce solare entra abbondante e crescono rigogliose le eventuali piante collocate.

Per ottenere questo risultato, architetti, ingegneri, geobiologi ed urbanisti esperti nell’organizzazione ecologica dello spazio edificato si trasformano [attraverso studi superiori di energie alternative, fitodepurazione (depurazione dell’aria attraverso le piante), restauro storico, psicologia dell’abitare, gestione dei rifiuti] in bioarchitetti ed effettuano accurate perizie delle abitazioni, per intervenire sulle cause di fenomeni come il sonno agitato e l’irritabilità, misurando con apposite strumentazioni la presenza di radon, formaldeide, radioattività ed onde elettromagnetiche.

Quest’indagine, valida soprattutto nel caso di terreni ancora edificabili, è ancora più efficace quando si vive in una casa già edificata e per molti versi non se ne conosce la natura ed il modo in cui essa interagisca con la salute.

Ai fini della nostra indagine è necessario tener presente che i campi a bassa frequenza sono presenti anche nella nostra abitazione e che ogni motore elettrico o trasformatore in funzione, asciugacapelli, trapani a corrente alternata ed altri dispositivi elettrici che vengono tenuti in vicinanza del corpo, espongono l’utilizzatore a EMF maggiori di quelli prodotti da una stazione radio amatoriale: senza dimenticare i ventilatori ed i trasformatori di potenza installati negli amplificatori e negli alimentatori a 12 Volts.

Nei casi presi in considerazione, la prima parte delle operazioni di verifica ha riguardato lo studio dei campi elettrici ed elettromagnetici nell’abitazione in cui il soggetto era solito soggiornare per lungo tempo.

Le misure elettrocapacitive hanno frequentemente evidenziato la presenza di campi parassitari come quelli provocati da fili elettrici che normalmente sono situati attorno ai letti delle camere visitate, indipendentemente dal fatto che essi siano murati o esposti.

Talvolta le misurazioni effettuate direttamente sul soggetto hanno mostrato significative variazioni della tensione, nel momento in cui si avvicinava o toccava fisicamente le pareti.

ب il caso di accennare al fatto che piccole anomalie o picchi notevoli nelle misurazioni, pur non inquadrabili fra le cause di effetti patogeni (in quanto non comportano lunghe esposizioni), contribuiscono all’accumulo totale di energia dispersa nell’ambiente.

In tal caso un efficace impianto di messa a terra potrebbe contribuire a ridurne il carico.

I valori rilevati in appartamenti condominiali, sono stati normalmente inferiori ai 0,20 µT, pur tenendo conto del concomitante cablaggio complessivo dell’intera costruzione, a partire dal piano terra.

Il campo magnetico di fondo a 50 Hertz, ha mostrato frequentemente poca variabilità temporale a breve e medio termine ed una possibile (debole) ciclicità notturna; i valori tipici del fondo ambientale, pur essendo solo in corrispondenza di alcuni elettrodomestici superiori alla S.A.E.

(Soglia di Attenzione Epidemiologica), erano, comunque, al di sotto dei limiti raccomandati dalla normativa.

La seconda parte delle operazioni ha riguardato lo studio del campo bioenergetico con particolare riferimento alle zone geopatiche o a quelle associate ad un aumento della radioattività naturale del suolo.

Si sottolinea che alcune zone dell’abitazione, anche in piani alti, hanno mostrato una presenza notevole di radiazione Beta e Gamma eccedente di circa il 20% la media ambientale posta a circa 2 mSV/y (milli Sievert .per anno).

Sebbene tutti gli esseri viventi ed i minerali emanino radiazioni naturali, l’aggiunta di quelle artificiali provoca, spesso, un’interazione negativa sulla qualità della vita.

Coadiuvanti dell’inquinamento interno sono anche le esalazioni dei materiali da costruzione.

In primis va segnalato il radon, gas radioattivo che deriva dal “decadimento” dell’uranio: inodore, incolore e quindi invisibile, si raccoglie soprattutto nei luoghi chiusi dove la concentrazione puٍ risultare otto volte superiore rispetto all’ambiente esterno.

Il radon non è intrinsecamente pericoloso, poiché quando viene inspirato non aderisce alle mucose alveolari polmonari ed è eliminato velocemente.

Le sostanze radioattive generate dal suo “decadimento” come il polonio, possono invece considerarsi pericolose; il polonio si deposita nelle particelle di polvere e, una volta inalato, si fissa nei polmoni, irraggiandoli.

Il rischio di contrarre una neoplasia è pari a quello di un fumatore di più di 20 sigarette al giorno.

La rilevazione sistematica delle anomalie geomagnetiche o del magnetismo naturale terrestre ha evidenziato la presenza di alcuni vettori di natura elettromagnetica a frequenza molto elevata e limitatissima potenza che si intersecano in alcune aree che abbiamo considerato a rischio e suscettibili di modificazione sotto l’influsso delle 28 LA MEDICINA BIOLOGICA GENNAIO – MARZO 2000 onde radio o elettromagnetiche.

La polarizzazione negativa di tali vettori sembra aver interagito (e quindi influenzato negativamente per effetto di risonanza) con alcune cellule dell’organismo ed in particolare con quelle degli organi dell’apparato digerente e l’epifisi.

PROPOSTE TERAPEUTICHE

Il concetto moderno di elettrosensibilità sottolinea l’analogia tra inquinamento elettromagnetico e stressori di natura antigenica o fisico-chimica e giustifica il fatto che alcuni individui risentano maggiormente degli effetti nocivi dell’inquinamento elettromagnetico domestico.

La medicina biologica attribuisce al fenomeno dell’atopia due condizioni distinte e talvolta coesistenti (Fig.2):

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da un lato una disreattività del sistema immunitario e dall’altro una possibile mesenchimopatia di natura tossico-dismetabolica con progressiva alterazione delle funzioni emuntoriali: lo stress elettromagnetico potrebbe essere considerato un “allergene” in grado di scatenare ed aggravare entrambe le reazioni.

Tale ipotesi è ulteriormente avvalorata dal fatto che l’epifisi, che svolge un ruolo cardine nella regolazione del sistema immunitario, è attiva soprattutto nelle ore notturne quando maggiormente si producono i danni da stress elettromagnetico (durante il sonno).

Una geopatia deve essere, oltre che evidenziata dal test EAV, Mora o kinesiologico, sospettata tutte le volte che il quadro clinico sia dominato da insonnia, disfunzioni dell’apparato digerente, sindromi atopiche, asma bronchiale, stati ansioso depressivi ed astenia cronica (Fig. 3).

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L’esperienza clinica sembra dimostrare che i pazienti geopatici sono spesso affetti da fenomeni di ipersensibilizzazione della cute e delle mucose respiratorie e digestive.

In effetti il concetto di elettrosensibilità ben descrive il fenomeno per cui determinati individui mostrano una reazione abnorme all’esposizione a campi elettrici e magnetici deboli con forte ripercussione sullo stato di benessere.

La capacità di difesa nei confronti dello stress elettromagnetico varia da individuo ad individuo secondo diversi parametri quali: età biologica, stato di salute, infezioni virali, batteriche, micotiche, stato psichico, etc.

Se consideriamo il fenomeno dell’elettrosensibilità come una variante eziologica delle sindromi atopiche, in cui stressori di tipo ambientale, nutrizionale e psichico, intossicazioni da insetticidi, erbicidi o metalli presenti nel cavo orale, svolgono un ruolo concausale, arriviamo alla conclusione che è proprio lo stato di disreattività immunologica basale a caratterizzare la maggiore sensibilità all’inquinamento elettromagnetico.

I farmaci di risonanza psiconeuroendocrina efficaci nella terapia dei soggetti affetti da geopatie sono quelli che regolano l’immunità, sottesa da una condizione di cronico ipersimpaticotono e da problematiche disreattive complesse a livello affettivo (Fig. 4).

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I farmaci più utilizzati in questo senso sono: Silicea, Jodum, Ignatia, Chamomilla, Natrium muriaticum, Aurum metallicum, Luesinum e Calcium fluoratum.

In questi soggetti la disregolazione dell’epifisi interferisce sia con la sfera gonadico-sessuale che con quella immunitaria dell’apparato respiratorio e digerente (BALT, GALT).

Per tali motivi, Thalamus compositum, Corpus pinealis suis, Melatonina omeopatizzata ed immunomodulanti omeopatizzati (serie “suis”), rappresentano, insieme ai nosodi specifici dello stress elettromagnetico, i farmaci di base della regolazione delle problematiche cliniche legate a geopatia.

Alla terapia andrà, comunque, affiancata la bonifica dell’ambiente abitativo, momento fondamentale non solo sotto il profilo terapeutico, ma anche preventivo.

Oltre che dal punto di vista farmacologico omeopatico, i problemi della sfera elettromagnetica e geopatica trovano la loro naturale soluzione in tecniche particolari di risanamento ambientale che, data la vastità dell’argomento, saranno oggetto di futura trattazione e di ulteriori approfondimenti.

Accenniamo, per completezza, che per affrontare le patologie dell’ambiente domestico del paziente è stato messo a punto un metodo di indagine attraverso il quale vengono verificate, nelle camere da letto e negli ambienti dove il soggetto trascorre la maggior parte del tempo (non esclusi gli uffici ed i luoghi di lavoro), i seguenti parametri:

– Misurazione delle tensioni e delle correnti elettriche che attraversano il paziente, nel suo ambiente;

– Misurazione dell’umidità relativa ed assoluta;

– Misurazione della temperatura;

– Verifica dell’eventuale presenza di microonde;

– Misurazione dei campi elettrici e dei relativi campi elettromagnetici;

– Verifica della purezza dell’aria;

– Misurazione della radioattività naturale.

CONCLUSIONI E CONSIDERAZIONI

Le indagini sopra elencate segnalano, soprattutto, la presenza di fattori artificiali in grado di disturbare l’ambiente; la correzione avviene modificando o eliminando la fonte come nel caso di antenne RAI, telefoniche, ecc., oppure creando un’apposita schermatura reticolare ed una migliore messa a massa di tutto l’impianto elettrico.

Le misurazioni dei fattori naturali connessi con le geopatie riguardano la presenza di corsi d’acqua sotterranei, le faglie geologiche, i vettori energetici delle reti magnetiche naturali che, sebbene possiedano una potenza debolissima, possono essere rilevati su frequenze dell’ordine dei 2,5 Ghz; queste possono essere bilanciate attraverso particolari antenne, capaci di scaricare a massa la polarizzazione levogira del vettore.

Infine, ma non ultimo argomento di analisi, è la misurazione della radioattività che si genera in seguito alla trasformazione di sostanze instabili, con emissioni di radiazioni Alfa, Beta e Gamma, di cui le prime due sono minuscole particelle di materia, mentre le radiazioni Gamma sono onde elettromagnetiche di origine naturale (ad es. dalle rocce), oppure di origine cosmica o di produzione artificiale come nelle centrali nucleari, armi atomiche, ecc.

Le radiazioni differenti per raggio di azione e potere di penetrazione, possono ionizzare gli atomi, cioè liberare elettroni (radiazioni ionizzanti), rompere legami chimici molecolari e cellulari e provocare conseguentemente danni biologici. Nella materia vivente, possono influenzare il metabolismo cellulare, modificare il DNA o provocare la morte della cellula stessa.

A seconda della quantità di radiazione, al di sopra di 500 mS/y (milli Sievert per anno) si riscontrano patologie acute, quali alterazioni del quadro ematologico, dell’apparato gastroenterico e danni al sistema nervoso centrale.

Nel caso di piccole dosi, possono verificarsi, nel tempo, danni ereditari o tumori.

Tali effetti, tuttavia, non sono documentabili per i livelli naturali mediamente presenti nel nostro territorio.

La Normativa Nazionale ritiene ammissibile, per gli individui esposti professionalmente a radiazioni ionizzanti, il valore massimo di 20 mSv/anno mentre per la popolazione è ammessa una dose di 1 mSv/anno.

In tutti i casi analizzati tutti i valori sono risultati eccedenti i valori medi nominali, soprattutto nelle camere da letto, dove l’organismo passivo è maggiormente ricettivo nei confronti delle influenze esterne.

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Indirizzo degli Autori:

– Ph. D. El. Eng. Vito Minaudo, Via dei Glicini, 7 – 00040 Pomezia (RM)

e-mail: [email protected]

– Dott.ssa Maria Corgna, Specialista in Endocrinologia, Dietologia, Diabetologia. Docente A.I.O.T.

c/o European Hospital, via Portuense 700 I – 00151 Roma

URANIA 2000 S.r.l.

Attività:
URANIA 2000 è una società che si avvale della collaborazione di professionisti di diversa estrazione quali medici, architetti ed ingegneri.
Ha come finalità lo studio dell’ambiente ed il rapporto tra abitazioni e salute.
La presenza di campi elettromagnetici artificiali o naturali nelle abitazioni può essere concausa di patologie svariate che non rispondono alle terapie convenzionali.
Alcune tecniche diagnostiche, utilizzate dai medici che collaborano con Urania 2000, sono in grado di indicare tra presunta relazione tra patologie e stress elettromagnetico domestico.
Tecnici esperti effettuano la valutazione strumentale dei singoli fattori di rischio nell’abitazione (campi elettromagnetici, radioattività, presenza di monossido di carbonio), redigendo una relazione e, su richiesta, perizie aventi valore legale, proponendo allo stesso tempo le soluzioni ritenute ottimali.