Di Stephan A. Schwartz

Traduzione a cura della redazione di coscienza.org – Marisa Menna

Il fascino e l’interesse per le esperienze nei sogni è uno dei tratti culturali più antichi e universali dell’umanità, che risale a tempi remoti.

Gli psicologi Frederick L. Collidge e Thomas Wynn, autori di How to Think Like a Neanderthal, pubblicato su Psychology Today, sostenevano che la maggior quantità di carne nella dieta degli Austrapitechi, ha consentito uno sviluppo più ampio del cervello.
Ciò rese gli austrapitechi più perspicaci e ha permesso loro di valutare meglio i rischi, portandoli a sentirsi al sicuro abbastanza da dormire sul terreno anziché sugli alberi. Ciò ha portato un sonno più riposante e più soddisfacente e all’emergere del genere Homo.(1)
Fin da quando abbiamo notizie certe, una delle cose più importanti culturalmente sui sogni è che sono sempre stati riconosciuti come uno stato distinto di coscienza e che alcune ma non tutte le informazioni che provenivano da essi avevano una fonte al di fuori dello spaziotempo. Quello che oggi chiameremmo il dominio non locale.
Oniromanzia è il termine usato dalla scienza per includere tutti i vari rituali, interpretare i protocolli perché è questo che sono i rituali, che l’umanità ha messo a punto per cercare di comprendere il futuro attraverso lo studio dei sogni. Si risale almeno fino alla civiltà della Mesopotamia (c. 5000-3500 aC), nella terra situata tra il Tigri e l’Eufrate in quella che oggi è l’attuale Iraq.
Il re assiro Assurbanipal, che regnò tra il 668 e 627 a.C. circa, istituì nel suo regno una grande biblioteca, con libri, rotoli e tavolette, organizzata per prima volta secondo criteri classificativi sistematici. Sono sopravvissute circa 2.000 tavolette, 300 tavole da scrittura e tavolette da incisione con cornici in legno, una collezione diventata nota come le Tavole di Ninive. (2, 3)
Costituisce il più antico deposito di conoscenze conosciuto oggi, alcune delle quali risalgono a circa 5.000 a.C. e agli albori della civiltà. Uno dei temi principali nelle tavolette è l’oniromanzia. E’ quasi sempre praticata in un contesto religioso, ma essenzialmente la divinazione è una serie di protocolli ritualizzati sviluppati empiricamente nel corso di generazioni per separare il sublime dal mondano e comprendere il suo significato.

Si può osservare questo ovunque si guardi. I Magi persiani così come gli yogi indiani e i fachiri svilupparono rituali elaborati per consentire di sperimentare la consapevolezza non locale nei loro sogni. La storia non è chiara se siano stati i sumeri o gli egiziani a formalizzare l’interpretazione dei sogni creando istituzioni sociali, “Templi del Sonno”, dedicati a questo scopo. Questi erano luoghi santuari dove le persone potevano sognare. Questa era l’intenzione esplicita del rituale e del luogo ed era tutto formalizzato, la storia infatti registra che molti sognatori spesso sperimentavano sogni contenenti ciò che oggi chiameremmo la percezione precognitiva non locale.

Nel IV secolo a.C. questo legame tra sogni e consapevolezza non locale si era formalizzato ed era una parte centrale della vita religiosa greca. Nel tempio del dio della medicina, Asclepio, il cui santuario principale si trovava a Epidauro, sulla costa orientale dell’Argolide nel Mediterraneo, uomini e donne sarebbero venuti in cerca di cure, sia mentali che fisiche. Dormivano in una zona speciale, conosciuta come Abaton, chiedendo un sogno. Questo processo è stato chiamato incubazione. Penso che sia degno di nota il fatto che questo stesso processo si rispecchia nelle tecniche di problem solving insegnate oggi nei workshop di mindfulness in tutto il mondo aziendale.

Il mattino seguente un membro del gruppo di assistenti del tempio appositamente addestrato conosciuto come Therapeutae (dal verbo greco therapeuo “guarire” o “servire” – da cui la moderna parola terapeutica) aiutava il sognatore a interpretare il proprio sogno, e veniva sviluppato il programma di guarigione in base alle indicazioni che conteneva il sogno.
Ippocrate, il medico greco il cui giuramento di servizio guida i medici ancora oggi, ha descritto questo legame affermando: “l’afflizione sofferta dal corpo, l’anima la vede abbastanza bene ad occhi chiusi”. (4)

Come per tante tradizioni greche, i romani hanno prima assorbito e poi hanno messo il loro marchio su queste tecniche oniriche per usi profetici o diagnostici. Gli uomini noti per possedere la capacità di interpretare i sogni furono portati a Roma come schiavi da uomini ricchi e potenti. Se le loro previsioni fossero state convalidate dagli eventi, la reputazione del veggente sarebbe stata valida e diventava una questione di grande status tra le élite di avere con se una tale persona. A livello sociale il senato romano mantenne viva una scuola di chiaroveggenza etrusca anche dopo aver conquistato le città-stato etrusche.
Nella storia biblica che corre come una sorta di universo parallelo alla storia romana formale, anche i sogni, in particolare i sogni profetici, svolgono un ruolo notevole. Non tutti i sogni si riferiscono al futuro nella Bibbia, ma molti lo fanno, come l’interpretazione di Daniele del sogno del re Nabucodonosor.

Attraverso i secoli, lavorare con i sogni è stata da sempre una manifestazione di cultura espressa in un contesto religioso. Per la maggior parte delle persone e la maggior parte delle culture nel corso della storia, la questione importante era l’informazione presente nel sogno che si credeva provenisse da un dio, una dea o uno spirito, a seconda della cultura. Diverse culture inoltre avevano concezioni diverse, ma la fonte era da sempre concepita come diversa dal sognatore attraverso una connessione nel sogno a una maggiore integrità.
L’eccezione degna di nota nel mondo antico fu Aristotele che, nel 350 a.C., scrisse I Sogni, un tentativo, come disse di “ottenere una visione scientifica della natura del sogno”. (6)

I rituali per invocare il sogno e interpretarlo sono vari ed è chiaro dalle tavolette di Assurbanipal che gran parte di esso è un non senso ritualizzato, “se un uomo vola ripetutamente nei suoi sogni, qualsiasi cosa possiede andrà persa.” Ma era anche possibile ottenere informazioni oggettivamente verificabili sul presente e sul futuro, ed è accaduto spesso che le persone continuassero a praticare la propria oniromanzia. Questo è il motivo per cui si manifesta nelle culture ovunque da millenni.
È solo in un passato molto recente che siamo andati oltre, da meno di un secolo alla fine degli anni ’30. Come molte cose nella scienza, tutto è iniziato con un uomo capace di intuizioni e da una mentalità aperta. Nathaniel Kleitman era un professore di fisiologia all’Università di Chicago, e una delle pochissime persone al mondo in realtà di realizzare una ricerca scientifica ben fondata sul sonno e sui sogni. Mentre lo descrive, ha iniziato a capire il ruolo del sogno nel sonno rendendosi conto che i neonati muovono gli occhi mentre dormono. “Siamo letteralmente inciampati in un metodo obiettivo per studiare i sogni” (7)

Agli inizi degli anni ’50 Kleitman aveva esteso la sua ricerca agli adulti e ai bambini ed era assistito da due dei suoi studenti laureati, William C. Dement, studente di medicina, e Eugene Aserinsky, che svolgeva le sue ricerche di dottorato in fisiologia. Lavorando in una “squallida suite a tre stanze” a sud di Chicago, questa squadra di tre uomini ha cambiato radicalmente la nostra comprensione sia del sonno che dei sogni.
Mentre monitorava i neonati addormentati, Aserinsky si rese conto che c’erano dei segnali elettrici provenienti dal loro cervello associati ai movimenti oculari che osservava. Questi potevano essere monitorati dalle stesse tecniche di elettroencefalogramma (EEG) utilizzate per seguire le onde cerebrali che erano state sperimentate da Johannes Berger due decenni prima. Chiamarono questi rapidi movimenti oculari, sonno REM, ma non erano chiaro il significato che aveva nei neonati e non sapevano ancora se un’attività simile si verificava negli adulti. Un anno dopo avevano avuto la conferma. Ma gli eventi REM erano solo un’attività muscolare casuale o erano collegati a un particolare stato di coscienza?

Dement, in particolare, era interessato ad esplorare se esistesse una connessione tra questi movimenti oculari e i sogni. Nel 1953 in una serie di sessioni di registrazione avvenute durante un’intera notte, mentre i volontari dormivano, osservò che i movimenti degli occhi dei dormienti non erano solo un’attività muscolare casuale; i loro occhi sembravano muoversi come se stessero effettivamente guardando un qualcosa. Questa attività è avvenuta per cicli durante tutta la notte ed è stata associata a un’attività cerebrale prevedibile e coerente. Quando hanno risvegliato le persone durante la fase REM, queste hanno quasi sempre riferito di sognare. Questi risultati hanno aiutato a stabilire che ci sono due stati distinti di sonno -REM e non-REM (NREM) – e che ci sono quattro fasi del sonno NREM in aggiunta alle fasi REM.
Dement concluse che tutti, senza eccezioni, avevano lo stesso schema del sonno, una scoperta importante. In alcuni casi, “il modello di otto ore della registrazione di una notte potrebbe essere sovrapposto quasi perfettamente sul modello di un’altra notte”.(8)
Inoltre, dice di aver compreso che “durante le fasi REM il cervello agisce come se fosse sveglio, anche se il resto del corpo riposa ancora.”(9)
Come spiega Allen Rechtschaffen, un ricercatore del sonno presso l’Università di Chicago, i frutti di questa ricerca si tradurrebbero in una trasformazione nel campo della medicina, una “grande rivoluzione scientifica iniziata con la scoperta del sonno REM.” (10)
Oggi migliaia di medici e altri scienziati stanno attivamente aggiornando le originali intuizioni di Kleitman, Dement e Aserinsky, e una ricerca di Pub Med sui “sogni” contiene oltre 8.000 citazioni, la maggior parte delle quali hanno a che fare con la fisiologia del sonno e dei sogni.
Due dei tanti ricercatori stimolati da questo lavoro sono andati più in profondità. La psichiatra Montague Ullman e lo psicologo Stanley Krippner, che insieme dirigevano il laboratorio dei sogni al Maimonides Medical Center di New York, si posero la questione che ogni cultura pre-scientifica aveva dato come scontata: era possibile nello stato onirico acquisire informazioni non locali? Alla fine degli anni ’60 e ’70, Ullman e Krippner, assistiti da Alan Vaughan e Charles Honorton, presero le scoperte di Kleitman, Dement e Aserinsky e portarono avanti una serie di esperimenti pionieristici esplorando la connessione tra consapevolezza non locale – chiamandola telepatia – e sogno.
Riconoscendo che il collegamento funzionava meglio quando c’era un senso di connessione personale, l’individuo che avrebbe mantenuto l’immagine e il sognatore che avrebbe tentato di aprirlo avrebbe trascorso del tempo insieme a conoscersi. Quindi il sognatore sarebbe stato collegato e andrebbe a dormire in una stanza speciale insonorizzata, in modo che nessun fattore esterno possa farli spaventare o creare false letture.

Quando il modello del cervello del dormiente indicava che stavano sognando e che i loro occhi si muovevano dietro le loro palpebre chiuse, il partner sveglio avrebbe aperto una busta, che conteneva un’immagine, e tentava di collegarsi con il sognatore mentre guardava questa immagine. Dopo pochi minuti, o quando i REM si sono fermati, il sognatore si sarebbe risvegliato e avrebbe chiesto di descrivere il loro sogno.
I risultati hanno prodotto una significativa corrispondenza tra l’immagine detenuta dal partner sveglio e l’immaginario nel sogno.(11)

I ricercatori hanno anche scoperto che i sogni spesso contenevano il tipo di informazione precognitiva che ha affascinato ogni cultura fin dall’antichità. Questo lavoro ha stabilito che una forma di Visione a Distanza, con un collegamento realmente non locale, è possibile anche quando si è addormentati. Gran parte di questi risultati sono stati confermati da Charles Tart dell’Università della California – Davis, che ha anche dimostrato come molte attività, compreso lo svolgere ricerca scientifica, coinvolgono stati specifici di coscienza.(12)
Qualche anno più tardi questa ricerca onirica si spostò su un nuovo piano, quando il ricercatore di Stanford Stephen LaBerge iniziò a studiare uno stato spesso riferito, ma non studiato, che chiamò sogno lucido. Potresti aver fatto un sogno simile. In genere, ti “svegli” nei tuoi sogni e puoi prendere il controllo di ciò che accade. Per molto tempo non è stato riconosciuto che il sogno lucido era uno stato distinto, ma LaBerge, attraverso una serie di esperimenti molto ingegnosi, dimostrò che lo era.(13)
Il fisico Edwin May, direttore del programma di ricerca sulla visione a distanza SRI finanziato dal governo degli Stati Uniti, ha conosciuto LaBerge e correttamente ha affermato che se avesse avuto ragione nelle sue conclusioni, sarebbe dovuto essere in grado di fare una visione a distanza dallo stato di sogno, proprio come se il “viewer” fosse convenzionalmente sveglio.
LaBerge e May hanno ideato un esperimento in cui una persona si sarebbe “risvegliata” in ciò che LaBerge ha chiamato “lucidità” ed eseguiva una visualizzazione remota standard di un bersaglio selezionato casualmente. L’osservatore si sarebbe risvegliato e gli avrebbero richiesto di descrivere la sua visione. I risultati hanno sorpreso May, che pensava di avere un controllo sulla maggior parte degli aspetti del Remote Viewing. Le persone erano chiaramente in grado di “svegliarsi” nei loro sogni, assumerne il controllo e svolgere una specifica attività non locale – Visualizzazione remota – producendo dati di sessione proprio come se fossero svegli.

L’obiettivo di una delle sessioni di visualizzazione remota dei sogni lucidi di Ed May. 15 gennaio 1992.


Il disegno realizzato da Joe McMoneagle durante una sessione di Remote Viewing. 15 gennaio 1992.

Più recentemente la psicologa Lance Storm dell’Università di Adelaide in Australia ha guidato un team internazionale di ricercatori conducendo uno studio esauriente di meta-analisi “sugli studi sperimentali dei sogni ESP per il periodo 1966-2016”. 14 Hanno trovato “40 studi sui sogni ESP (in totale 52 serie di dati) condotte da 51 sperimentatori “che ritenevano fossero sufficientemente rigorosi sia nella progettazione che nell’esecuzione. Concludendo, utilizzando le statistiche più frequentiste e Bayseiane per la loro analisi, “quel contenuto onirico può essere usato per identificare i materiali bersaglio correttamente e più spesso di quanto ci si aspetterebbe dalla casualità”.

Nella letteratura scientifica la capacità di accedere a informazioni non locali nei sogni è ancora considerata da alcuni come un pensiero magico. Mi ricorda i primi anni ’70 quando un giovane antropologo Carlos Castaneda sfidò l’antropologia a considerare gli sciamani, non come individui affamati di potere che usavano il rituale e la “magia” per ottenere influenza, ma come individui che avevano sviluppato protocolli rituali per raggiungere e sostenere la consapevolezza focalizzata intenzionale, permettendo loro di aprire la loro coscienza proprio come viene effettuato dalla Visione a Distanza e dall’Intento Terapeutico.
Nel pensare alla ricerca onirica nella quale la coscienza non locale è comprovata, è importante ricordare che questa linea di indagine possiede uno spettro di protocolli che sono attualmente utilizzati in studi di ricerca presso università e istituzioni di tutto il mondo.

Castaneda? sosteneva che non si poteva conoscere il sentiero degli sciamani, senza percorrerlo. Il dibattito su questo ha causato forti scontri, ma oggi ha cambiato l’antropologia. Penso che lo stesso stia accadendo con la ricerca onirica e la scienza stessa.

Note:
1. Coolidge F and Wynn T. How Dreaming Changed Human Evolution. Psychology Today, 14 October 2013. https://www.psychologytoday.com/blog/how-think-neandertal/201310/how-dreaming-changed-human-evolution. Accessed December 3, 2017.
2. Nineveh Tablet Collection. British Museum Ashurbanipal Library Project. Project Director Jeannette C. Fincke. http://www.fincke-cuneiform.com/nineveh/ Accessed December 3, 2017.
3.Fincke J. The Babvlonian Texts of Nineveh. 2003. http://oracc.museum.upenn.edu/saao/knpp/downloads/fincke_afo50pdf Accessed December 4, 2017.
4. Hippocrates. The Works of Hippocrates. http://classics.mit.edu/Browse/browse-Hippocrates.html Accessed August 13, 2006.

5. Daniel: 2.
6.Aristotle. On Dreams. Trans. J.I. Beare. http://classics.mit.edu/Aristotle/dreams.html
Accessed December 5, 2017.
7. Nathaniel, Kleitman. Sleep and Wakefulness. (Rev. and enl. ed. 1963) University of Chicago Press, Chicago 1939.
8. William, C. Dement and Vaughan, Christopher. The Promise of Sleep. Delacorte Press, New York; 1999
9. Ibid.
10.Allen Rechtschaffen quoted in “The Discovery of REM Sleep.” http://www.sleepfoundation.org/sleepmatters/index.php?id=41&secid=20 Accessed August 8, 2006.
11. Montague Ullman and Stanley Krippner. Dream Studies and Telepathy: an Experimental Approach. New York: Parapsychology Foundation, 1970. An expanded version was published as: Montague Ullman and Stanley Krippner, with Alan Vaughan. Dream Telepathy. New York: Macmillan, 1973.
12. Altered States of Consciousness: A Book of Readings, editor and contributor. Charles Tart. New York: John Wiley & Sons, 1969
13. Stephen, La.Berge and Howard, Rheingold. Exploring the World of Lucid Dreaming. Ballantine, New York; 1990
14. Storm, L., Sherwood, S., Roe, C., Tressoldi, P., Rock, A., and Di Riso, L. On the correspondence between dream content and target material under laboratory conditions: a meta-analysis of dream-ESP studies, 1966–2016. Int J Dream Res. 2017; 10: 120–140

Fonte: www.explorejournal.com


A compensazione di questo articolo, e per avere un quadro completo e approfondito dell’argomento, aggiungiamo ulteriori e importanti riferimenti:

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