Traduzione a cura di Ida Crocco

Credit: Ingelia https://ingelia.com/

La società spagnola Ingelia ha ingegnosamente sviluppato un sostituto del carbone utilizzando uno dei più comuni sottoprodotti dell’essere umano: dai rifiuti organici hanno sviluppato un particolare tipo di carbone biologico chiamato “biochar”, disponibile anche sotto forma di pellets. I pellets emanano una quantità di emissioni di CO2 pari a zero e percentuali notevolmente basse di sostanze dannose quali zolfo, azoto e cloro.

“In condizioni specifiche di pressione e temperatura, 20 bar e 200ºC, disidratiamo la materia organica e convertiamo l’umido in forma liquida”, ha spiegato Marisa Hernández, C.E.O. e socio fondatore di Ingelia. “In altre parole, noi concentriamo il 95% del nostro carbone nei rifiuti organici”.

Il biochar non sostituisce soltanto la combustione del carbone, ma offre anche un trattamento più sostenibile dei liquami. I processi attualmente utilizzati per compostare i materiali di scarto in concime organico richiedono 30 giorni di energia e manutenzione. Ingelia, d’altro canto, usa un processo chiamato “carbonizzazione idrotermale” che brucia le sostanze nocive presenti nei liquami finché non diventano duri e secchi pellets di combustibile. Il procedimento impiega soltanto dalle 6 alle 8 ore per completarsi e, poiché il tutto avviene all’interno di un serbatoio sigillato, i cattivi odori sono quasi assenti.

Per di più Ingelia può riciclare altre forme di rifiuti biologici in biocarbone. “Noi sfruttiamo la raccolta organica di immondizia, gli sprechi organici municipali, scarti di piante trattate e di giardinaggio,” spiega Hernández. L’azienda recupera rifiuti organici e biomasse residuali umide in genere, tra cui anche la forsu, il digestato ed i fanghi biologici attraverso tecnologie sostenibili ed innovative. Molti sono gli scarti di piante provenienti da Italia, Spagna e Inghilterra, paesi che hanno già iniziato ad usare questo nuovo procedimento per trattare migliaia di tonnellate di rifiuti.

Al ritmo in cui la società sta avanzando, Hernández sostiene che potremmo deviare mezzo milione di tonnellate di carbonio dall’atmosfera dal 2022.

fonte: goodnewsnetwork.org e ingelia.com

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