SI APRE FINALMENTE IL MUSEO ARCHEOLOGICO DI AIDONE, PER FARCI CONOSCERE MEGLIO MORGANTINA

Con questo articolo di Umberto Di Grazia, quasi perfetto omonimo del nostro Presidente dell’Istituto di Ricerca della Coscienza, diamo spazio ad una bella e interessante iniziativa nel comune di Aidone, in provincia di Enna.

pappagallo

A cura di Umberto DIGRAZIA
Responsabile dell’Archivio storico comunale di Aidone (EN)

La storia classica della nostra SICILIA si legge meglio nei Musei e finalmente Sabato 10 marzo alle ore 11,00 apre i battenti il Museo archeologico di AIDONE che detiene i reperti archeologici della Polis siculo-ellenizzata di MORGANTINA.

Dopo tre lunghi anni il visitatore potrà finalmente vedere oltre i reperti già collocati prima nel 1984, anche quelli nuovi che provengono dalle recenti campagne di scavi (1993-2001).

Con questi nuovi reperti esposti al pubblico che risalgono al periodo siculo-morgetico (XIII sec. a.C. sino al VI sec. a.C.) chiunque potrà rendersi conto che il popolo dei Morgeti viveva e si sostentava prevalentemente con la caccia agli animali e l’agricoltura selvaggia (grano,orzo, etc.) in alcune zone del territorio adiacente il fiume GORNALUNGA.

Preciso che il GORNALUNGA come affluente del SIMETO fu il vero motivo per la colonizzazione greca avviata intorno agli anni 560-550 a.C. in effetti venne denominato dai coloni calcidesi il fiume sacro ALBOS o ERIKES, con una divinità alla quale si offrivano sacrifici di animali (vedi La moneta bronzea del IV sec. a.C. periodo di TIMOLEONTE).

L’Assessore regionale on. Lino LEANZA il Sindaco Filippo CURIA ,il Soprintendente di ENNA, la dr.ssa Beatrice BASILE, la dr.ssa Carmela BONANNO cercheranno di illustrare il percorso espositivo di questo Museo che è stato realizzato nel chiostro e ex-Chiesa dei Padri Cappuccini.

Alcuni Padri Cappuccini, per ironia della sorte, avevano già esaminato e studiato parecchi reperti provenienti dalla CITTADELLA sin dal ‘700 sulla base della descrizione da parte
degli storici Tommaso FAZELLO e Antonio FILOTEO degli OMODEI, i quali consideravano questa antica Polis HERBITA e non MORGANTINA.

La scoperta definitiva ed inconfutabile di questa splendida e ricca polis avvenne con la campagna degli scavi del 1955 condotta dalla missione americana dell’Università di PRINCETON guidata dal Prof. Erik SJOQVIST e dall’architettto Richard STILLWELL (in incognito c’era presente il RE della SVEZIA GUSTAVO VI ADOLFO
amico intimo dello SJOQVIST e provetto archeologo, appassionato della SICILIA – n.d.r.).

C’è da rilevare che in archeologia nulla viene lasciato al caso, ma tutto s’inquadra con un rigore scientifico cercando di riempire i tasselli di quel complicato mosaico della ricostruzione storica.

Infatti il primo studioso ad occuparsi di MORGANTINA fu l’aidonese Giuseppe Andrea RANFALDI (Aidone 1822 –1866) che provvide ad una prima catalogazione dei reperti archeologici ed anche alla redazione di un’opera manoscritta mai stampata per incuria da parte di alcuni Amministratori comunali giacché un primo volume sullo studio delle Poleis antiche della Sicilia venne regolarmente stampato con il titolo «Sulla diruta città sicula della CITTADELLA», etc…

Il RANFALDI scriveva di HERBITA con un certo orgoglio e gli aidonesi famosi come Vincenzo D’ARENA, Gaetano SCOVAZZO, Filippo CORDOVA, Rosario BOSCARINI si salutavano come gli antichi herbitensi (EYE XEI ).
Poi nel 1884 l’esperto Luigi PAPPALARDO, sulla base di una carta dell’antica SICILIA redatta dallo studioso Filippo CLUVERIO, effettuava degli scavi nella zona di SELLA ORLANDO e già asseriva che non doveva trattarsi di HERBITA bensì della Polis di ERGEZIO (SERGENTIUM) citata anch’essa come ribelle dallo storico TITO LIVIO.
Successivamente fu l’archeologo Paolo ORSI che studiando i vari reperti provenienti dall’Agorà (molti contadini della zona glieli vendevano per come ci ha lasciato scritto lo storico aidonese Gioacchino MAZZOLA – n.d.r.) iniziava a ipotizzare che poteva essere la sconosciuta MORGANTINA, sia per la massiccia quantità di bellissime monete d’argento SIKELIOTAN (la lega siculo-punica 214-212 a.C.) con la raffigurazione di PERSEFONE idealizzata come la regina FILISTIDE che per i primi denari romani provenienti dai tesoretti (225-211 a.C.).
Da questo primo studio dell’ORSI, il Prof. Bernabò BREA che aveva studiato in maniera approfondita la SICILIA prima dell’arrivo dei Greci, ipotizzava la presenza dl popolo dei Morgeti, ma riteneva erroneamente che la polis di MORGANTINA fosse l’antica GALARIA anch’essa per ironia della sorte siculo-morgetica .
Poi nel 1955-58 per la presenza di moltissime monete bronzee HISPANORUM (nr.978) ritrovate nell’Agorà dall’assistente dello SJOQVIST, l’archeologo turco Kenan T. ERIM.

Questo bravo archeologo esperto in numismatica riusciva a dimostrare in maniera definitiva che si trattava della gloriosa Polis ribelle di MORGANTINA, ceduta per volere del Senato romano nel 211 a.C. a MOERICO ed i suoi soldati ispanici.

In pratica la Polis degli Hispani, così definita dallo studioso Adolfo HOLM nella sua opera sulla storia della SICILIA antica, ch’era decaduta al rango di Oppidum romano nel II-I sec.a.C. e sempre ribelle nelle due guerre servili (EUNO 135-131 a.C.) SALVIO (105-101 a.C.) ed infine ancora nella guerra civile fra OTTAVIANO e SESTO POMPEO (36-32 a.C.) era la nostra amata MORGANTINA.

Aidone (EN)

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