di Umberto Di Grazia

Ricercatore Psichico e Presidente dell’Istituto di Ricerca della Coscienza

EnergieDa piccolo vidi il film muto di Frankenstein, tratto da libro di Mary Wollstonecraft Shelley, girato nel 1910 e ne rimasi colpito. Così fu per tutte le edizioni cinematografiche successive ed in particolare nelle sequenze dove, tramite la scarica di fulmini, l’essere inanimato e costruito con parti diverse riprendeva vita.
Fui destinato a crescere e presi conoscenza che il mondo primordiale e dall’aria irrespirabile e densa di ammoniaca si trasformò in respirabile dopo migliaia di secoli e secoli di fulmini di vario tipo.
Interessante dissi a me stesso, mentre qualcosa di nuovo, lentamente affiorava.
Andai avanti e studiai molte cose e presi anche un diploma di meteorologo; appresi così che i fulmini producono l’ozono che va verso l’alto e più del 50% dei nitrati per la fertilità della terra e di prodotti nitrici per l’ossidazione dell’azoto.

Non mi stupisco se gli antichi vivessero tali fenomeni con un profondo rispetto.
Domanda: perché non li produciamo a dosi industriali per chiudere il “buco di ozono..?”.
Mah…! Forse è un discorso ancora tra sordi.
Comunque, sul finire degli anni 60, riuscii ad avere ed a fotocopiare i testi del prof. Ignazio Galli, editi dalla Tipografia Pontificia nell’Istituto Pio IX all’inizio del 1900.
C’è di tutto ed è una raccolta completa di fenomeni luminosi e celesti che percorrono tutto il periodo della storia scritta dagli uomini.
Difficile anche il ridurre il contenuto di questi illuminanti testi, che, sinceramente, aiutano a pensare ed a capire che anche questi eventi sono guidati da una forma d’intelligenza.
Stupendi i passi in cui si raccontano i fulmini globulari, alcuni simili a dei grandi palloni che esplodono seminando ovunque odore di zolfo e quelli del mio territorio, il Viterbese, dove, non a caso, ai tempi della civiltà etrusca, c’erano le scuole dei sacerdoti fulgurantes, famosa quella di Tarquinia. Costoro studiavano il punto dove nasceva l’evento, il dove cadeva, il come studiarlo ed avere intuizioni del futuro, e proteggevano, con un recinto sacro, il luogo dove scaricava la sua energia.

Mirabile un episodio avvenuto la sera del 22 marzo 1914 a Poggio Tre Croci, una borgata presso Vetralla, nel circondario di Viterbo:

«Poco innanzi alle 20,30, e a due centinaia di metri dalla chiesa, si vide in aria una pallottola luminosa, che spariva e ricompariva più volte. Quattro minuti dopo, mentre il parroco con tre persone della sua famiglia ed un altro signore sedevano intorno ad una tavola, tutti videro che dentro al tubo di vetro della lampada a petrolio, accesa sul centro della stessa tavola, oscillava verticalmente un globetto, grosso appena come un torlo d’uovo (due centimetri e mezzo incirca).
«Quel globetto, che vi ballò così almeno tre volte, era grigio-scuro sulla terza parte inferiore, probabilmente affumicata dalla fiamma del petrolio, ma di più colori vivissimi nei due terzi superiori: si assomigliavano a quelli dell’arcobaleno con predominio del verde, brulicavano alla rinfusa, e la sommità splendeva di forte luce aranciata. Ogni volta che il globetto posava sulla fiamma, essa si affievoliva, divenendo color piombo.
«Dopo appena un minuto secondo che il globetto era fuggito dal tubo della lampada, ecco un tuono terribile e secco, udito anche nei paesi lontani. Ne derivò un’onda aerea potentissima: la lampada del parroco e tutte le altre lampade a petrolio del paesello diedero una grande fiammata, ma senza spegnersi; tutti coloro che erano sulle strade intesero un forte urtone e stramazzarono; tutti i vetri delle finestre andarono in frantumi, e si spezzarono perfino le tegole dei tetti più vicini. Il piccolo globo era scoppiato sopra la facciata della chiesa, unita alla casa parrocchiale: gittò via la Croce di ferro e la cima del timpano; vi fece uno squarcio lungo sette metri, largo da uno a due metri: lanciò lontano gli stipiti della porta e ne demolì gran parte dell’arco; scheggiò e brucò le imposte, specialmente in alto; spaccò per circa otto metri l’angolo a sinistra della facciata; sfondò insino al tetto la volta del presbitero e la staccò dalla base».

Racconti del genere e che portano a pensare ce ne sono a migliaia e tutto si riduce, per i più frettolosi a: «Ma certo sono fulmini globulari, una forma di energia..!» e così tutti sono contenti e presi, una volta ancora e di più, in giro.

La vita, la morte.
Anni fa l’americano dottore Robert E.Cornish aveva asserito di essere capace di richiamare, con una soluzione di cloruro di sodio, animali che erano già morti da dieci giorni e l’unica condizione, obbligatoria, era di metterli, subito dopo morti, in una cella frigorifera per prevenire ogni forma di degrado.
In quello stesso periodo (anni 70) faceva eco il docente universitario Kostantin Hossman ed il suo gruppo di collaboratori che lavoravano presso l’Istituto Max-Planck per le ricerche sul cervello a Colonia-Merhein, sotto la guida del prof. Klaus Zulch.
Costoro stabilirono, dopo una lunga serie d’esperimenti su cani e scimmie, che il cervello è in grado di rigenerarsi persino un’ora dopo la cosiddetta morte.
In base alle loro esperienze, le cellule del cervello non muoiono durante questo intervallo; si contraggono, invece, i vasi sanguigni del cervello e quando il sangue ricomincia a circolare, tali vasi rimangono congestionati.
Per provocare una nuova dilatazione, il dottore Hossmann aveva impiegato una pompa che spingeva il sangue nei vasi con una pressione elevata e ricomparivano i segni di vita delle cellule cervicali.. almeno quelle registrabili.

Ben lontano da ogni paragone con Il Lama reincarnato che stupisce la Russia (vedi articolo su questo sito): per chi ha visto il caso – e ci sono a turno circa 1500 persone – non è una leggenda ma una realtà Altra da comprendere con una logica che non si nutre ne si soddisfa con la spiegazione semplice di «Energie».

Anche qui viene il sospetto, sempre più consistente, che ne sappiamo poco e che i riferimenti che ci offrono sono dati insufficienti se non volutamente insufficienti.
Ne sapremo di più..? Dipende solo da noi e dalla volontà e dalla motivazione di conoscere e capire.

Domanda
Con il passare del tempo mi chiesi, anche, perché tanta aggressività verso chi manifesta fenomeni psichici o, come si diceva prima, paranormali…?

Era ed è evidente una non informazione o una mala fede date le innumerevoli testimonianze e ricerche nel settore e poi perché i mezzi d’informazione mischiavano sempre: esoterico, magia, occulto, satanismo, poteri e fenomeni in un calderone con l’astrologia e delitti e perché tanto eco intorno a personaggi folli e disonesti che si autodefiniscono maestri di vita o maghi..?
Perché questa voluta e delinquente linea..?
Cercando e ricercando e basandomi sui test ed esperimenti, che io stesso ho fatto in giro per il mondo, mi è venuto il sospetto che “il tutto” non era casuale e che oltre agli integralisti, di ogni tipo, che non vogliono che le persone si conoscano e quindi siano maggiormente autosufficienti e non dipendano da beni inutili e secondari…, ci doveva essere altro.
Oggi e la cosa risuona pienamente di vero e possibile ed ha la possibile risposta in questo:

Risposta
Negli ultimi 30 anni, viene dal premio Nobel per la Fisica del 1973, il prof. B. Josephson di cui abbiamo nel sito una sua interessante esposizione (vedi qui).
Infatti, lo stesso Josephson, studiando i risultati della Meditazione, in particolare quella fatta e sostenuta dalla MIU, mise in evidenza l’esistenza di un parallelismo tra le proprietà dello stato di vuoto della meccanica quantistica e la possibile funzione quantica del cervello.
Naturalmente il passo verso i superconduttori era logico ed a me ricordò i miei esperimenti nei quali rintracciai, per vie intuitive ed altro…, in Siberia, delle scuole per sensitivi. Ma perché in quel luogo freddo..? La risposta è in quello che sto cercando di dire.
La similitudine e la possibile teoria di B. Josephson portava l’attenzione su di un filo di rame percorso da una scarica elettrica e la sua reazione.
Infatti, a temperatura normale, l’impulso incontra molte resistenze ed attriti e, funzionando in modo caotico e non ordinato, tenderà a cessare entro poco tempo.
Questo non succede se invece la stessa cosa viene fatta in laboratorio a temperature vicine allo zero assoluto dove si assisterà ad una “superconduttività” e l’impulso stesso potrebbe continuare all’infinito.
Riportiamo il tutto al sistema nervoso che lavora al 10% circa delle sue potenzialità e funzionando in modo caotico può produrre danni ed anomalie anche organiche.
Mentre operando oltre questo limite, da quanto è stato scoperto, il cervello ed il sistema nervoso si avvicinano ad un funzionamento quantico che impedisce le degenerazioni di vario tipo.

A proposito, all’inizio degli anni 80, lessi uno studio interessante su queste ipotesi in una tesi di laurea, tanto che mi segnai dei dati ed il nome della laureanda: Sara Tabagi, che presentò una tesi sulla Medicina Preventiva per l’università di Trieste e spero,vivamente, che abbia avuto dalla vita un ritorno positivo, lo merita.

E’ facile, ora, avere una ipotetica ed interessante ipotesi di lavoro ed i fenomeni paranormali possono essere la punta di un iceberg che nasconde una strada importante per andare oltre il limite del 10%.
Naturalmente “i sensitivi veri” devono essere seguiti da specialisti di varie discipline ed aiutati ad essere semplici e a controllare il proprio ego; infatti, si è visto, in certi fenomeni, che in esperimenti ben controllati si producono attività bioelettriche anomale ed in zone non consuete del cervello e del sistema nervoso e possono segnare la direzione da seguire per la reale differenza.

Siamo migliori di quello che ci hanno detto o hanno voluto dirci anche con il termine vago e sempre più generico di Energie. Informiamoci e sperimentiamo, è un nostro dovere-diritto e vale il senso stesso del vivere ed essere… e non solo per noi.

Roma, 11 aprile 2007

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