dallo SchwartzReport del 30 gennaio 2011

Traduzione a cura di Erica Dellago

La visione del mondo creazionista, oltre ad essere fondamentalmente inesatta, priva i suoi sostenitori della saga davvero straordinaria di come siamo arrivati a essere ciò che siamo oggi.
Stephan A. Schwartz

KATIE DUBOFF – HARVARD MEDICAL SCHOOL

Boston, Mass. – Il sequenziamento del genoma nucleare dall’osso di un dito antico trovato in una grotta della Siberia dimostra che gli abitanti della grotta non erano né Neanderthal, né esseri umani moderni.

Un team internazionale di ricercatori guidati da Svante Pääbo dell’Istituto Max Planck di Antropologia Evolutiva di Lipsia, in Germania, ha sequenziato il genoma nucleare dall’osso di un dito di un ominide estinto di almeno 30.000 anni, portato alla luce dagli archeologi della Russian Academy of Sciences (Accademia Russa di Scienze) nella grotta di Denisova nel sud della Siberia, in Russia, nel 2008.
Un team della Harvard Medical School ha condotto l’analisi genetica della popolazione.

Questi risultati sono pubblicati sul numero di Nature del 23 Dicembre 2010.

All’inizio di quest’anno Svante Pääbo e i suoi colleghi hanno dimostrato che il DNA mitocondriale dall’osso di un dito rivelava una sequenza insolita suggerendo di provenire da una sconosciuta antica forma ominide. Usando le tecniche sviluppate dai ricercatori per sequenziare il genoma di Neandertal all’inizio di quest’anno, hanno sequenziato il genoma nucleare dall’osso.

I ricercatori hanno scoperto che l’individuo era di sesso femminile e proveniva da un gruppo che condivise una origine antica con i Neanderthal, ma successivamente se ne separò.
Hanno chiamato questo gruppo “Uomo di Denisova”. A differenza dei Neanderthal, i Denisoviani non hanno fornito geni agli Eurasiatici contemporanei. Tuttavia, i Denisoviani condividono un elevato numero di varianti genetiche con le moderne popolazioni di Papua Nuova Guinea, suggerendo l’esistenza di incroci tra i Denisoviani e gli antenati dei Melanesiani.

Inoltre, un dente Denisoviano trovato nella stessa grotta presenta una morfologia distinta dai Neanderthal e dagli umani moderni, e assomiglia a forme di ominidi molto più antiche. Bence Viola, scienziato dell’Istituto Max Planck di Antropologia Evolutiva, commenta: “Il dente è semplicemente fantastico. Ci permette di collegare le informazioni morfologiche e genetiche”.

David Reich, professore associato alla Harvard Medical School che ha condotto l’analisi genetica della popolazione, dice: “Il fatto che i Denisoviani sono stati scoperti nel sud della Siberia, ma hanno fornito materiale genetico alle popolazioni umane moderne della Nuova Guinea suggerisce che i Denisoviani potrebbero essere stati diffusi in Asia nel Tardo Pleistocene”.

Secondo Svante Pääbo dell’Istituto Max Planck di Antropologia Evolutiva, “In combinazione con la sequenza del genoma di Neandertal, il genoma Denisoviano indica un quadro complesso di interazioni genetiche tra i nostri antenati e diversi gruppi di ominidi antichi”.

Questa ricerca è stata finanziata dalla Max Planck Society e dalla Krekeler Foundation (Germania), dal National Institutes of Health (USA) e dalla National Science Foundation (USA).

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