dallo SchwartzReport del 09 Ottobre 2010

Traduzione a cura di Irene Mangiarotti e Clea Nardi

VIEGAS JENNIFER – Discovery News

Probabilmente gli animali (non solo le persone) possono avere esperienze spirituali, secondo un famoso neurologo che ha analizzato i processi di percezione spirituale per oltre trent’anni.

La ricerca suggerisce che le esperienze spirituali abbiano origine in profondità all’interno di aree primitive del cervello umano, presenti anche in animali con strutture cerebrali come la nostra.

Il problema, naturalmente, sta nel dimostrare le esperienze degli animali.

“Poiché soltanto gli esseri umani sono capaci di utilizzare un linguaggio in grado di comunicare l’intensità delle esperienze spirituali, è improbabile che potremo mai sapere con certezza cosa sperimenti realmente un animale,” ha dichiarato Kevin Nelson, professore di neurologia all’Università del Kentucky, a Discovery News.

“Nonostante questa limitazione, è comunque ragionevole concludere che, poiché la maggior parte delle aree primitive del nostro cervello sembra essere spirituale, possiamo supporre che anche gli animali siano in grado di avere esperienze di questo tipo”, ha aggiunto Nelson, autore del libro “The Spiritual Doorway in the Brain”, che sarà pubblicato nel gennaio 2011.

La scoperta è un ampliamento della sua ricerca su esseri umani, che è stata pubblicata in molte riviste a revisione paritaria [peer-reviewed]. Uno studio su un periodico di neurologia, ad esempio, ha stabilito che le esperienze fuori dal corpo negli esseri umani sono probabilmente causate dal sistema cerebrale di eccitazione, che regola i diversi stati di coscienza.

“Negli esseri umani, sappiamo che andando a inibire la regione (del cervello) dove la visione, il senso del movimento, l’orientamento nel campo gravitazionale della Terra, conoscendo la posizione del nostro corpo nell’insieme, a quel punto le esperienze fuori dal corpo potrebbero essere letteralmente provocate premendo un interruttore”, ha detto. “Non c’è assolutamente alcuna ragione per credere che sia diverso per il cervello di un cane, gatto o di un primate”.

Egli crede che anche altri mammiferi abbiano con molta probabilità esperienze di pre-morte paragonabili a quelle riportate da alcuni esseri umani. Queste persone spesso affermano di aver visto una luce e di essersi sentiti come se stessero percorrendo un tunnel.

Il fenomeno del tunnel “è causato dalla sensibilità dell’occhio all’abbassamento della pressione sanguigna che si verifica con svenimenti o arresti cardiaci,” ed ancora ha detto: “Quando il flusso di sangue diminuisce, come prima cosa viene a mancare la visione periferica. Non vi è alcun motivo di credere che gli animali siano diversi da noi.”

Nelson ha aggiunto: «Come poi loro interpretino il tunnel è un’altra questione.”

L’aspetto della luce nelle esperienze pre-morte, crede, può essere spiegato da come il sistema visivo definisce la coscienza REM (Rapid eye movement – Movimento veloce dell’occhio).

“Infatti”, ha detto, “il collegamento tra REM e le crisi fisiologiche che provocano un’esperienza pre-morte è molto più forte negli animali che possiamo studiare in laboratorio, come gatti e ratti.”

Le esperienze mistiche, momenti che ispirano un senso di mistero e meraviglia, ha detto, sorgono all’interno del sistema limbico. Quando parti specifiche di questo sistema vengono rimosse dal cervello degli animali, droghe che alterano la mente come l’LSD non hanno effetto.

Dal momento che anche altri animali, come i primati non-umani, cavalli, cani e gatti, sono in possesso di strutture cerebrali simili, secondo Nelson è possibile che anche loro abbiano esperienza di misticismo, e possano persino avere un senso di unità spirituale.

Anche Marc Bekoff, professore emerito di ecologia e biologia evolutiva presso l’Università del Colorado, Boulder, ritiene che gli animali abbiano esperienze spirituali, che egli definisce come immateriali, intangibili, introspettive e paragonabili a quelle degli esseri umani.

Sia lui che la primatologa Jane Goodall hanno osservato gli scimpanzé ballare con totale abbandono sotto le cascate che si creano dopo forti piogge. Alcuni di loro sembrano persino danzare in uno stato di trance, come fanno alcuni esseri umani durante i rituali religiosi e culturali.

Goodall si è domandata: “Non è possibile che questi (scimpanzé) siano stimolati da sentimenti simili a meraviglia e incanto? Dopo la danza sotto la cascata capita che il soggetto si sieda su una roccia, con gli occhi che seguono il movimento della caduta dell’acqua. Di cosa si tratta, dell’acqua?”

“Può darsi che siano numerosi gli animali che si abbandonano a questo tipo di rituali, ma che non abbiamo ancora avuto la fortuna di vederli,” ha scritto Bekoff in un rapporto per Psychology Today.

“Per ora, cerchiamo di tenere aperta la porta all’idea che gli animali possano essere esseri spirituali e prendiamo in considerazione le prove a favore di tale affermazione,” ha aggiunto.

“Pur essendo in scarna quantità, le prove disponibili dicono: ‘Sì, gli animali possono avere esperienze spirituali,’ e dovremmo condurre ulteriori ricerche e impegnarci in discussioni interdisciplinari prima di dire che gli animali non ne abbiano né possano averne”.