Schwartz Report 16 dicembre 2008

Traduzione a cura di Paola M.

World Science Staff – World Science/Karolinska Institute (Svezia)

sferaI neuroscienziati cognitivi dell’Istituto Karolin¬ska dell’Università svedese son riusciti a fare in modo che alcuni soggetti percepissero il proprio corpo come se fosse quello di un manichino o di un altro individuo. I risultati dell’esperimento sono stati riportati il 3 dicembre sulla rivista di ricerca online PLoS One.

“Il nostro studio dimostra quanto sia semplice cambiare la percezione del cervello del sé fisico”, ha affermato Hen¬rik Ehrs¬son, che ha condotto il progetto. “Manipolando le impressioni sensoriali, è possibile non solo ingannare il sé facendolo estraniare dal proprio corpo, ma anche convincerlo di appartenere a quello di altre persone.”

La ricerca è stata finalizzata a ottenere maggiori informazioni sulle modalità attraverso cui il cervello si costruisce un’immagine interna del corpo. Secondo i ricercatori, la manipolazione dell’identificazione del corpo e della percezione del sé può essere utile nelle applicazioni della realtà virtuale e nell’ambito della tecnologia robotica.

In un primo esperimento si sono applicate due videocamere sulla testa di un manichino, collegate a due piccoli schermi posti dinanzi agli occhi di un soggetto, in modo che questi vedesse “con gli occhi del manichino”. Quando gli occhi della videocamera del manichino e la testa del soggetto si dirigevano verso il basso, il soggetto vedeva il corpo del manichino invece che il suo.

Gli effetti dello scambio dei corpi si sono manifestati, dichiarano gli investigatori, quando uno scienziato ha toccato lo stomaco di entrambi con due bastoncini. In quel momento il soggetto, che vedeva lo stomaco del manichino e non il proprio, ha avvertito, ma non ha visto, una sensazione simile al livello del proprio stomaco. Come risultato, il soggetto ha sviluppato la forte sensazione che il corpo del manichino fosse il suo, affermano i ricercatori.

In un altro esperimento, la videocamera è stata montata sulla testa di un’altra persona. Quando questa persona e il soggetto si sono girati l’uno verso l’altro per stringersi la mano, il soggetto ha percepito il corpo di colui su cui era applicata la videocamera come se fosse il proprio.

“Vedeva cioè se stesso muovere le mani dall’esterno ed esperiva quel gesto come se fosse fatto da un’altra persona”, ha detto Valeria Petkova, che ha condotto la ricerca in collaborazione con Ehrsson. “Le impressioni sensoriali della stretta di mano erano percepite come se provenissero da un corpo diverso, invece che dal proprio.”

Il potere dell’effetto illusorio è stato confermato dalle reazioni di stress che il soggetto ha manifestato quando è stato avvicinato un coltello al braccio di colui su cui era applicata la videocamera ma non quando è stato avvicinato al suo, hanno dichiarato i ricercatori. L’illusione funziona anche lì dove i due soggetti hanno aspetti fisici notevolmente differenti o perfino quando sono di sesso diverso. Tuttavia, non si è riusciti a far identificare i soggetti con oggetti non umanoidi, come una sedia o un grande masso, hanno fatto osservare i ricercatori.