dallo SchwartzReport del 14 giugno 2010

Il futuro dell’Afghanistan è di diventare un altro paese Islamico corrotto con fondamentalisti conservatori violenti che riforniscono il resto del mondo di qualcosa di cui ha bisogno, diventando nel frattempo una élite oscenamente ricca? Non sarebbe l’ultima battuta diabolica di questa guerra?

Un ringraziamento a Anya Kucharev.

JAMES RISEN – The New York Times

Traduzione a cura di Erica Dellago e Clea Nardi

WASHINGTON — Gli Stati Uniti hanno scoperto in Afghanistan depositi minerari non sfruttati per un valore di circa 1 trilione di dollari, di gran lunga superiori a qualsiasi riserva precedentemente conosciuta, e sufficienti a modificare radicalmente l’economia afghana e forse la stessa guerra del paese, secondo i funzionari superiori del governo americano.

I giacimenti finora sconosciuti – che includono enormi vene di ferro, rame, cobalto, oro e metalli industriali critici come il litio – sono così vasti e comprendono così tanti minerali essenziali per l’industria moderna, che il paese potrebbe alla fine essere trasformato in uno dei centri minerari più importanti del mondo, ritengono i funzionari degli Stati Uniti.

Una nota interna del Pentagono, per esempio, afferma che l’Afghanistan potrebbe diventare “l’Arabia Saudita del litio”, materia prima chiave per la fabbricazione di batterie per computer portatili e Blackberry.

L’immensa ricchezza mineraria della nazione è stata scoperta da una piccola squadra di funzionari del Pentagono e geologi americani. “Il governo afghano e il Presidente Hamid Karzai ne sono stati recentemente informati”, hanno detto i funzionari americani.

Sebbene lo sviluppo di una industria mineraria potrebbe richiedere molti anni, il potenziale è così grande che i funzionari e dirigenti del settore ritengono che potrebbe attrarre ingenti investimenti anche prima che le miniere siano fruttifere, fornendo quella possibilità di posti di lavoro che potrebbe distogliere l’attenzione da generazioni di guerra.

“C’è un potenziale incredibile qui”, ha detto il Generale David H. Petraeus, capo del Comando Centrale degli Stati Uniti, nel corso di un’intervista lo scorso sabato. “Naturalmente ci sono un sacco di “se”, ma penso che virtualmente ne potrebbe emergere qualcosa di davvero significativo.”

Il valore dei giacimenti minerari appena scoperti in Afghanistan, riduce notevolmente la dimensione del danno all’economia del paese provata dalla guerra, che si basa in gran parte sulla produzione di oppio e sul traffico di narcotici, nonché sull’aiuto degli Stati Uniti e di altri Paesi industrializzati. Il prodotto interno lordo del paese è di soli circa 12 miliardi di dollari.

“Questa diventerà la spina dorsale dell’economia afghana,” ha detto Jalil Jumriany, consigliere del Ministero delle Miniere.

I funzionari americani e afghani sono d’accordo nel discutere le scoperte minerarie in questo difficile momento di guerra nel paese. L’offensiva guidata dagli americani a Marja nel Sud dell’Afghanistan ha ottenuto solo guadagni minimi. Intanto, accuse di corruzione e favoritismi continuano a tormentare il Governo, e il Presidente Karzai sembra sempre più amareggiato nei confronti della Casa Bianca.

Dunque l’amministrazione Obama attende con ansia notizie positive dall’Afghanistan. Tuttavia gli ufficiali americani riconoscono anche che le scoperte minerarie avranno quasi sicuramente un effetto a doppio taglio.

Invece che portare la pace, la nuova ricchezza di minerali potrebbe indurre i Talebani a combattere ancora più violentemente per riconquistare il controllo del paese.

La corruzione già dilagante nel governo Karzai inoltre potrebbe essere amplificata dalla nuova ricchezza, in particolare se un gruppo di oligarchi con buone conoscenze, qualcuno con legami personali col presidente, guadagnasse il controllo delle risorse. Solo l’anno scorso, il Ministro delle Miniere afghano fu accusato dagli ufficiali americani di aver accettato una tangente da 30 milioni di dollari per assegnare alla Cina i diritti di sfruttamento della sua miniera di rame. Il ministro da allora è stato sostituito.

Potrebbero scoppiare scontri interminabili tra il governo centrale di Kabul e i capi provinciali e tribali dei distretti ricchi di minerali. L’Afghanistan ha una legge nazionale mineraria, scritta con l’aiuto di consulenti della World Bank, ma non ha mai affrontato una sfida seria.

“Nessuno ha testato quella legge; nessuno sa se sarà in grado di tener testa in uno scontro tra il governo centrale e le province,” ha osservato Paul A. Brinkley, sottosegretario alla difesa e capo del gruppo del Pentagono che ha scoperto i depositi.

Allo stesso tempo, gli ufficiali americani temono che la Cina, affamata di risorse, tenterà di dominare lo sviluppo della ricchezza mineraria dell’Afghanistan, cosa che potrebbe indisporre gli Stati Uniti, considerato il loro pesante investimento nella regione. Dopo essersi aggiudicata i diritti per la sua miniera di rame di Aynak nella provincia di Logar, la Cina chiaramente vuole di più, dicono gli ufficiali americani.

Un’altra complicazione è data dal fatto che non avendo mai sviluppato il settore industriale, l’Afghanistan si ritrova ad avere un’esperienza minima o nulla sulla protezione ambientale. “La domanda cruciale è, tutto questo può essere sviluppato in modo che sia ambientalmente e socialmente responsabile?” ha detto Mr. Brinkley. “Nessuno può sapere come funzioneranno le cose”.

Non avendo attualmente di fatto nessuna industria mineraria o infrastruttura, ci vorranno decine d’anni all’Afghanistan per sfruttare completamente la sua ricchezza mineraria. “Questo è un paese che non ha alcuna cultura mineraria,” ha detto Jack Medlin, un geologo del programma degli affari internazionali della United States Geological Survey. “Hanno avuto delle piccole miniere artigianali, ma ora ce ne potrebbero essere di molto molto grandi che avranno bisogno di qualcosa di più di un setaccio per l’oro”.

I giacimenti minerari sono sparsi per tutto il paese, incluse le regioni a sud e a est lungo il confine con il Pakistan, che sono state luogo di alcuni dei più intensi combattimenti nella guerra condotta dagli americani contro l’insorgere dei Talebani.

La task force del Pentagono sta già provando ad aiutare gli afghani ad impostare un sistema per gestire lo sviluppo minerario. Aziende di contabilità internazionale che hanno grande esperienza in contratti minerari sono state selezionate affinché forniscano consulenza al Ministero delle Miniere, e si stanno preparando i dati tecnici per rivolgersi a compagnie minerarie multinazionali e altri potenziali investitori stranieri. Il Pentagono sta aiutando gli ufficiali afghani ad organizzarsi per iniziare a cercare offerte sui diritti minerari entro il prossimo autunno.

“Il Ministro delle Miniere non è pronto a gestire tutto questo”, ha detto Mr. Brinkley. “Stiamo provando ad aiutare il paese a prepararsi”.

Come molta della storia recente della nazione, la questione della scoperta della ricchezza mineraria dell’Afghanistan fa parte delle opportunità mancate e distrazioni dovute a questa guerra.

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