Secondo due squadre separate di scienziati, la causa della grande estinzione di approssimativamente 250 milioni di anni fa, avrebbe come causa le eruzioni vulcaniche, piuttosto che l’asteroide gigante.

Roger Smith del “South African Museum” e Peter Ward dell’Università di Washington hanno mostrato il fossile di un predatore che è scomparso 250 milioni di anni fa, nell’estinzione di massa del Permiano – Triassico. Il fossile è stato scoperto nella regione di Karoo dell’Africa Meridionale.
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Una vera e propria apocalisse che accadde prima dell’estinzione dei dinosauri, nota come estinzione del Permiano-Triassico, distrusse buona parte del pianeta e 90 % di ogni forma di vita presente negli oceani, come pure i tre quarti degli esseri che vivevano sulla terraferma. L’estinzione del Permiano ha preceduto quella più recente dei dinosauri (65 milioni di anni fa) che è stata attribuita alla caduta di un meteorite il cui cratere d’impatto ha lasciato tracce a Chicxulub, nella penisola dello Yucatan.

Per anni gli scienziati hanno dibattuto per decidere le ragioni dell’evento.

Fino ad oggi, la teoria più accreditata sostenuta da Luann Becker dell’Università della California a Santa Barbara era quella attribuita ad un asteroide, ma il risultato di un recente studio pubblicato sulla rivista “Science”, propone una spiegazione alternativa a uno degli eventi più enigmatici del passato del nostro pianeta.

I ricercatori hanno studiato accuratamente gli strati di terreno del Karoo Basin, una struttura geologica del Sudafrica e hanno collegato le loro rilevazioni con quelle ottenute in Cina nel corso di precedenti studi. Secondo Ward e collaboratori all’origine dell’estinzione del Permiano vi sarebbe la concomitanza di due fattori: l’innalzamento della temperatura ambientale per un lungo periodo e la diminuzione della disponibilità di ossigeno nell’atmosfera.

Entrambi questi fattori sarebbero legati a diffuse e intense eruzioni vulcaniche. I gas espulsi nel corso di tali eruzioni sarebbero stati in grado non solo di innescare un rovinoso effetto serra (con conseguente innalzamento della temperatura del pianeta), ma anche di ridurre di un quarto la disponibilità di ossigeno e solo le forme di vita più resistenti riuscirono a sopravvivere a quella catastrofe.