dallo SchwartzReport del 03 novembre 2010

traduzione a cura di Erica Dellago e Clea Nardi

STEVE CONNOR – The Independent (U.K.)

Con una emozionante scoperta che potrebbe influenzare milioni di vite, gli scienziati sono stati in grado di dimostrare per la prima volta che le difese immunitarie del corpo possono distruggere il virus del comune raffreddore dopo che questo ha di fatto invaso il sancta santorum di una cellula umana, un’impresa fino ad oggi ritenuta impossibile.

La scoperta apre la porta allo sviluppo di una nuova categoria di farmaci antivirali che agiscono rafforzando il meccanismo naturale di distruzione dei virus della cellula.
Gli scienziati ritengono che i primi studi clinici di nuovi farmaci basati sulla scoperta potrebbero iniziare tra i due e i cinque anni.

I ricercatori hanno detto che molti altri virus responsabili di una serie di malattie potrebbero essere trattati con questo nuovo approccio, tra cui il norovirus, che provoca il vomito invernale, e il rotavirus, che compare nelle diarree gravi e uccide migliaia di bambini nei paesi in via di sviluppo.

I virus sono ancora oggi i principali killer del genere umano, responsabili di oltre il doppio dei decessi rispetto al cancro, essenzialmente perché possono entrare nelle cellule e nascondersi dalle difese immunitarie del corpo e dai potenti farmaci antibiotici che si sono rivelati preziosi contro le infezioni batteriche.

Tuttavia, uno studio condotto da un team di ricercatori del famoso Laboratorio di Biologia Molecolare di Cambridge, ha dimostrato che questa illustrazione da manuale dei limiti del sistema immunitario umano è sbagliata, perché gli anticorpi antivirali possono di fatto entrare nella cellula con il virus invasivo, dove sono in grado di innescare la rapida distruzione dell’invasore estraneo.

“In qualsiasi libro di testo di immunologia potrete leggere che una volta che un virus raggiunge una cellula, il gioco è finito, perché la cellula è ormai infetta. A quel punto non vi è null’altro che la risposta immunitaria possa fare se non uccidere quella cellula”, ha detto Leo James, che ha guidato il team di ricerca.

Ma gli studi presso il Laboratorio del Medical Research Council (Consiglio di Ricerca Medica) hanno scoperto che gli anticorpi prodotti dal sistema immunitario, che riconoscono e attaccano i virus invasori, in realtà viaggiano sulle spalle degli stessi fin dentro la cellula.

Una volta all’interno, la presenza di anticorpi è riconosciuta da una proteina chiamata TRIM21 che si manifesta naturalmente, la quale a sua volta attiva un potente meccanismo di distruzione del virus che riesce ad eliminarlo entro due ore – molto prima che abbia la possibilità di assumere il controllo della cellula per iniziare a produrre le proprie proteine virali.
“Questa per la cellula è l’ultima occasione, perché dopo questa fase è definitivamente infettata e non c’è altro che il corpo possa fare se non uccidere la cellula”, ha detto il dottor James.

“L’anticorpo è attaccato al virus, e vi resta anche quando questo viene risucchiato all’interno della cellula, e non c’è nulla nel processo che lo possa far cadere.”

La cosa grandiosa in tutto questo è che non dovrebbe esserci nulla attaccato agli anticorpi nella cellula, per questa ragione tutto ciò che è attaccato all’anticorpo viene riconosciuto come estraneo e distrutto”.

In passato, si pensava che gli anticorpi del sistema immunitario lavorassero interamente fuori dalle cellule, nel sangue e in altri fluidi extra-cellulari del corpo.
Ora gli scienziati hanno capito che esiste un altro livello di difesa all’interno delle cellule, dove dovrebbe essere possibile migliorare il naturale meccanismo di difesa del corpo contro i virus.

“Il bello è che ogni caso d’infezione, ogni volta che un virus penetra in una cellula, è anche un’opportunità per l’anticorpo nelle cellule di eliminare il virus”, ha detto il dottor James.

“Questo è il concetto chiave, del tutto diverso dal modo in cui siamo abituati a concepire l’immunità. Attualmente pensiamo a cellule immunitarie professioniste come i linfociti T [globuli bianchi], che pattugliano il corpo e se trovano qualcosa lo uccidono.

“Questo sistema è più simile a un agguato, perché il virus a un certo punto deve andare nella cellula, e ogni volta che avviene, questo meccanismo immunitario ha la possibilità di espellerlo”, ha spiegato.

“E’ senza dubbio un processo molto rapido. Abbiamo dimostrato che, una volta entrato nella cellula, degenera nel giro di una o due ore, molto velocemente,” ha aggiunto.

Lo studio, pubblicato sulla rivista Proceedings della National Academy of Sciences (Accademia Nazionale delle Scienze), ha coinvolto cellule umane coltivate in laboratorio e dovrà essere replicato da ulteriori ricerche sugli animali prima di passare ai test clinici con esseri umani.

E’ possibile che la proteina TRIM21 venga utilizzata sotto forma di spray nasale per combattere i vari tipi di virus che causano il raffreddore comune. “Le tipologie di virus sensibili sono i rinovirus, che causano il raffreddore, il noravirus, che provoca il vomito invernale, il rotavirus, che causa la gastroenterite. In questo Paese, questi sono i tipi di virus ai quali le persone sono più facilmente esposte”, ha detto il dottor James.

“E’ un metodo per aumentare gli anticorpi che si producono naturalmente contro il virus. Il vantaggio è che un unico farmaco potrebbe essere potenzialmente efficace contro tantissime infezioni virali”.

“Possiamo pensare di somministrare questi farmaci sotto forma di spray nasali e inalatori al posto delle pillole. Potrebbe portare a un trattamento efficace per il raffreddore comune”, ha detto. “Il bello di questo sistema è che non si dà al virus alcuna possibilità di produrre le sue proteine per contrattaccare. E’ un modo per la cellula di sbarazzarsi del virus e restare in vita”.

Sir Greg Winter, vice direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare MRC, ha detto: “Gli anticorpi sono formidabili macchine da guerra molecolare; ora sembra che possano continuare ad attaccare i virus all’interno delle cellule. Questa ricerca non è solo un passo avanti nella nostra comprensione di come e dove lavorano gli anticorpi, ma più in generale del sistema immunitario ed infettivo”.

Come viene bloccato un virus (visualizza qui la sequenza):

1. Virus (in viola) che circolano nel flusso sanguigno riconosciuti da anticorpi del sistema immunitario (in giallo)

2. Il virus si attacca alla membrana cellulare esterna con gli anticorpi ancora attaccati

3. Il virus invade la membrana cellulare ed emerge all’interno della cellula

4. I resti di membrana cellulare scompaiono e il virus è libero di assumere il controllo della cellula

5. La proteina TRIM21 (in blu) riconosce gli anticorpi attaccati come corpi estranei

6. Stimolati dalla TRIM21, le potenti macchine distruggi-virus (cilindri) vengono attratti dal virus

7. Il virus viene rapidamente distrutto e disabilitato in poche ore

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