Negli ultimi decenni si è assistito a un aumento dell’incidenza dei casi di sclerosi multipla (SM), al quale concorrerebbero anche fattori ambientali. Secondo una teoria – analoga a quella che imputa l’incremento dei casi di allergia a un eccesso di igiene, tale da ridurre drasticamente il numero di batteri presenti nell’ambiente di vita – l’aumento delle patologie autoimmuni potrebbe essere correlato al declino delle malattie parassitarie.
Il primo studio effettuato per esaminare la relazione fra queste malattie e sclerosi multipla suggerisce che tali infezioni potrebbero influenzare il corso della SM.

Secondo i ricercatori dell’Istituto di ricerche Neurologiche Raúl Carrea di Buenos Aires, che hanno condotto lo studio ora pubblicato sull’ultimo numero degli Annals of Neurology, la ricerca indicherebbe che una risposta autoimmune derivante da una infezione parassitaria potrebbe avere come esito una diminuzione della normale risposta infiammatoria associata alla sclerosi multipla. Le prove che stanno emergendo della produzione di cellule T regolatrici (che inibiscono la risposta immunitaria) nel corso di infezioni parassitarie sembrerebbbero offrire una spiegazione del meccanismo per cui l’ospite infettato mostra una risposta immunitaria alterata che agisce come antigene secondario.

Poiché i parassiti risiedono nell’ospite per lungo tempo, possono sviluppare molecole che inducono una forte risposta anti-infiammatoria, che ne aumenta la sopravvivenza. Per l’identificazione di queste molecole, osservano i ricercatori, servono però ulteriori studi.

Fonte: http://www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=13039