Schwartz Report 30 ottobre 2008

I pazienti lamentano la mancanza di un’adeguata cura del dolore

ROBERT S. BOYD – McClatchy Newspapers

pusAvviandomi verso la fine della mia vita, so per esperienza personale quanto sia difficile ricevere un’assistenza mirata nel controllo del dolore. Questo è uno degli aspetti più vergognosi dell’industria americana, che ha fatto della malattia uno strumento di profitto.

WASHINGTON – Secondo gli esperti, la scienza medica ha acquisito grandi conoscenze circa le cause del dolore e il modo in cui alleviarlo, ma per una serie di ragioni negli ultimi il trattamento del dolore e della sofferenza anni ha fatto solo pochi passi in avanti.

John Seffrin, presidente dell’American Cancer Society (Società americana per il cancro), definisce il problema come “una crisi nazionale dell’assistenza sanitaria che ha portato a un sottotrattamento del dolore”.

“Oggi è possibile alleviare quasi tutte le forme di dolore dovute a neoplasie, ma meno della metà dei nostri pazienti afferma di aver ricevuto adeguate forme di sollievo”, ha dichiarato Rebecca Kirch, vicedirettrice della società, a un seminario sul dolore tenutosi a Washington la scorsa settimana.

Secondo un’indagine pubblicata mercoledì sul “New England Journal of Medicine”, gli ospedali fanno ben poco nel controllo del dolore di pazienti affetti da qualsiasi tipo di malattia.

L’indagine, condotta dalla School of Public Health di Harvard negli ospedali di 40 aree metropolitane, ha rivelato che un terzo dei pazienti non si sentiva assistito nel controllo del suo dolore. La percentuale delle persone soddisfatte dalla terapia del dolore si aggirava tra il 72% di Birmingham (Alabama), e il 57% degli ospedali di New York.

Almeno 76 milioni di americani soffrono di dolore cronico, e ¾ hanno più di 65 anni, secondo la dottoressa Ann Berger, responsabile della cura del dolore e delle terapie palliative presso gli Istituti della sanità nazionale di Bethesda (Maryland).

“Il dolore è il disturbo più comune per il quale gli individui si rivolgono a un medico”, ha dichiarato il dottor Howard Heit, specialista del dolore cronico alla Georgetown University di Washington.

“Considerando la ricerca e la tecnologia mediche di cui disponiamo oggi, è assurdo che nel 2008 così tanti pazienti con dolore non vengano trattati o siano trascurati a causa della mancanza di consapevolezza, formazione e pregiudizi sulla sofferenza e sul suo trattamento”, ha dichiarato Kathryn Walker, presidente della Maryland Pain Initiative, un’organizzazione volontaria di Baltimora formata da esperti del dolore.

“Il nostro problema è che le scuole di medicina dedicano appena un’ora alla conoscenza e alla comprensione del trattamento del dolore”, ha affermato Will Rowe, direttore esecutivo dell’American Pain Foundation, un gruppo che perora la causa della terapia del dolore, anch’essa di Baltimora.

Come risultato, ha affermato Rowe, “solo pochi medici sono attrezzati per la valutazione e un’adeguata terapia del dolore”.

Eppure, “il dolore ha un grande impatto sulla società e sulla qualità di vita degli esseri umani”, ha dichiarato il dottor Larry Driver, direttore medico del Pain Management Center (Centro per il controllo del dolore) dell’Università del Texas ad Austin. “Si stima che esso costi 100 miliardi all’anno, tra cure mediche e perdita del posto di lavoro.”

Driver ha stimato che, nonostante l’importanza del dolore, la nazione ha solo uno specialista del dolore su 21.000 pazienti affetti dalla patologia. “Manca una cura del dolore adeguata per tutti”, ha dichiarato.

Inoltre, “nonostante esso sia in assoluto la prima causa che induce le persone a rivolgersi a un medico, solo il 2% dei fondi del NIH va agli studi sul dolore”, ha affermato Rowe.

Inoltre, “nonostante esso sia in assoluto la prima causa che induce le persone a rivolgersi a un medico, solo il 2% dei fondi del NIH va agli studi sul dolore”, ha affermato Rowe.

Gli esperti del dolore hanno suddiviso il dolore in “acuto”, del tipo che si prova quando ci si rompe un braccio o ci si schiaccia il pollice con un martello, e “cronico”, che dura a lungo ed è causato da lesioni o malattie.

Il dolore acuto può essere benefico, poiché induce la vittima a evitare di incorrere in futuro in altre situazioni dolorose, ha affermato Heit della Georgetown. Il dolore cronico, invece, è il “dolore che ha fatto il suo tempo”.

“Se non trattiamo il dolore acuto, esso tende a trasformarsi in cronico, usurando il sistema nervoso”, ha avvertito Berger.

La Pain Foundation ha rivelato che le cause più comuni di lamentela sono: il mal di schiena, in 55 milioni di casi; l’artrite in 43 milioni; i mal di testa cronici in 40 milioni.

Secondo i conferenzieri presenti al seminario, il fallimento nel trattamento del dolore è frutto di responsabilità combinate di medici, pazienti, sistema legale e sistema di assistenza sanitaria.

Oltre a non essere ben formati in questo settore, i medici sono spesso riluttanti a trattare i pazienti per dolore, ha affermato Rowe.

“Sono spesso frettolosi. Non dedicano tempo all’ascolto. I pazienti con dolore sono quelli maggiormente sottovalutati”, ha dichiarato.

Secondo Kirch, dell’American Cancer Society, i medici sono preoccupati delle possibili “azioni disciplinari o dei procedimenti giudiziari” per aver prescritto potenti antidolorifici. Ma anche i pazienti e i loro parenti temono “e sono confusi circa le conseguenze della possibile dipendenza da farmaci del dolore”, ha affermato.

Analgesici efficaci come la morfina, la codeina e altri “oppiacei” – derivati dell’oppio – spesso sono considerati come narcotici e quindi sottoposti a rigide norme federali e statali.

“Il conflitto tra la guerra alle droghe e quella al dolore ha scatenato una raffica di polemiche”, ha dichiarato il dottor Scott Fishman, responsabile della divisione di medicina del dolore presso l’Università della California di Davis.

Eppure, ha ricordato Rowe, “gli oppiacei sono tra i medicinali più efficaci e sicuri, quando utilizzati in modo appropriato”.

“Nell’ambito del trattamento del dolore, sono stati riportati solo rari casi di persone che, pur senza un’esperienza di disordini da dipendenza alle spalle, hanno avuto forme di assuefazione agli oppiacei”, ha affermato Heit.

Driver ha osservato che spesso le persone preferiscono non parlare al medico del loro dolore, perché imbarazzati e convinti di doverlo sopportare.

“Le donne non cercano sollievo, alla stregua degli uomini”, ha dichiarato. “Temono di essere etichettate come lagnose.”

Anche l’assicurazione è un grande problema per i pazienti con dolore, ha dichiarato Berger del NIH. L’assistenza statale medica e ospedaliera non copre la maggior parte delle cure palliative e milioni di persone non hanno un’assicurazione sanitaria.

Oltre agli oppiacei, gli specialisti di questo settore offrono diversi trattamenti per il trattamento del dolore. Driver ricorda che questi includono la chirurgia dei nervi, la riabilitazione, l’anestesia, la terapia psicologica, i cambiamenti dello stile di vita e la medicina alternativa, come l’agopuntura, lo yoga e il massaggio.

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