dallo SchwartzReport del 24 marzo 2011

Traduzione a cura di Erica Dellago

Grazie a Damien Broderick, Dottorato di Ricerca.

Stephan A. Schwartz

United Press International

CLEVELAND – Ricercatori statunitensi dicono di aver fatto un passo avanti nello sviluppo di celle a combustibile a basso costo che un giorno potrebbero alimentare le auto elettriche.

I ricercatori della Case Western Reserve University di Cleveland dicono che i catalizzatori fatti di nanotubi di carbonio immersi in una soluzione di polimeri possono avere prestazioni superiori rispetto ai catalizzatori tradizionali di platino nelle celle a combustibile ad una frazione del costo.

Gli scienziati dicono che la nuova tecnologia può rimuovere uno dei maggiori ostacoli per l’uso diffuso delle celle: il costo dei catalizzatori.

Il platino, che rappresenta almeno un quarto del costo delle celle a combustibile, attualmente si vende per circa 30mila dollari americani per libbra, mentre i nanotubi di carbonio attivato costano circa 45 dollari americani per libbra, ha detto un comunicato della Case martedì scorso.

“E’ un passo avanti”, ha detto Liming Dai, professore di ingegneria chimica e leader del team di ricerca.

Immergere nanotubi di carbonio in una soluzione di acqua del polimero per un paio di ore copre la superficie del nanotubo ed estrae parzialmente un elettrone dal carbonio, creando una carica netta positiva, hanno detto i ricercatori.

Quando viene posizionato sul catodo di una cella a combustibile alcalina, il materiale caricato agisce da catalizzatore per la reazione di riduzione di ossigeno che produce elettricità combinando elettrochimicamente idrogeno e ossigeno.

Nel test, la cella a combustibile con catalizzatore di carbonio dei ricercatori ha prodotto tanta energia quanto quella di un’identica cella che aveva utilizzato un catalizzatore di platino.

Dai ha detto di essere fiducioso che il suo laboratorio può aumentare la produzione di energia del nuovo processo.

“Non abbiamo ancora ottimizzato il sistema”, ha detto.

Un utilizzo ampiamente ricercato per tali celle sarebbe quello di produrre elettricità per alimentare un’auto elettrica, utilizzando l’idrogeno e l’ossigeno dall’aria. L’unica emissione da tale veicolo, dicono i ricercatori, sarebbe l’acqua.

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