di JOHN WHITFIELD

Gli scienziati tendono a stare lontani dai dibattiti pubblici con i sostenitori del paranormale.

Giudicando dalla risposta di un pubblico londinese in seguito ad un dibattito svolto la settimana scorsa sono saggi a stare lontano. Lewis Wolpert, un biologo dello sviluppo all’Università di Londra ha messo in dubbio l’esistenza della telepatia durante un dibattito svolto al Royal Society of Arts (RSA) a Londra il 15 gennaio. Rupert Sheldrake, un ex biochimico e fisiologo delle piante all’Università di Cambridge che ha studiato parapsicologia ha esposto gli argomenti a favore. La maggior parte del pubblico oltre 200 persone sono state d’accordo con lui. Wolpert è uno dei portavoce pubblici per la scienza piú noti della Gran-Bretagna ma pochi membri del pubblico sembravano essere influenzati da lui.

Sheldrake, che all’inizio degli anni 80 si è spinto oltre i confini della scienza sostenendo che le idee e le forme possono diffondersi attraverso una forza misteriosa chiamata risonanza morfica, ha dato inizio al dibattito. Sono state presentate le prove della percezione extrasensoriale insieme alla sua ricerca su come la gente conosce in anticipo chi le sta telefonando o scrivendo una e-mail , o come fanno i cani a sapere quando i loro padroni stanno venendo a casa e sul legame telepatico fra una donna di New York ed il suo pappagallo.

“Miliardi di persone perfettamente razionali credono di aver avuto queste esperienze” afferma Sheldrake. Wolpert ha ribattuto che la telepatia è una “scienza patologica”, basata su effetti molto ridotti e irripetibili sostenuta da teorie fantastiche e risposte ad-hoc alla critica. “E’ scontato che non esiste alcuna prova convincente che sostiene la sua esistenza” ha detto lui. “Una mente aperta è una cosa molto pericolosa – è come una scatola aperta dalla quale tutto cade”.

Per Ann Blaber, che lavora con la musica per bambini, Sheldrake era piú che convincente: “non si possono cancellare tutte le prove al favore della telepatia solo perché sono difficilmente controllabili”.

Il suo punto di vista è stato condiviso da molti nel pubblico, che hanno accusato Wolpert di non essere a conoscenza delle prove e di avere un approccio poco scientifico. Royal Society of Arts (RSA) si associa ad una lista crescente di organizzazioni londinesi che adottano una nuova linea nell’avvicinarsi all’informazione scientifica. “Desideriamo fornire una piattaforma per i dibattiti su argomenti controversi” dice Liz Winder, responsabile della manifestazione da parte del RSA.

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Willis W. Harman, leggi il testo completo

«…per vedere certe cose siamo disposti a fare anche lunghi viaggi, mentre le trascuriamo quando le abbiamo sotto gli occhi; siamo senza curiosità di fronte alle cose più vicine mentre andiamo indietro a quelle più lontane, forse perché il desiderio di conoscere viene meno quanto è più facile soddisfarlo o, forse, perché abbiamo l’abitudine di rinviare ciò che possiamo vedere, pensando che ci capiterà di vederlo sempre.
Qualunque sia il motivo, il fatto è che nella nostra città e nei suoi dintorni ci sono cose meravigliose e sorprendenti che non solo non abbiamo visto, ma delle quali non sospettiamo nemmeno l’esistenza. Se invece ci trovassimo in Grecia, in Egitto, in Asia o in qualsiasi altro posto, reso noto dalla pubblicità, le avremo già date per viste, lette ed illustrate»
Plinio il Giovane – (61-113 d.C.)