di STEVE HARTSOE Associated Press

I ricercatori dicono di aver trovato ulteriori prove che evidenziano un collegamento tra l’aumento rapido dell’obesità ed un prodotto estratto dal mais e usato per addolcire bevande non alcoliche e cibo a partire dagli anni settanta. Sono stati esaminati i dati record di consumo del Reparto Americano dell’Agricoltura dal 1967 al 2000 e sono stati combinati con la ricerca precedente e le analisi del gruppo di ricerca.

I dati dimostrarono un aumento nell’uso del fruttosio negli anni 70 e 80, aumento che è coinciso con “l’epidemia dell’obesità”, ha detto uno dei ricercatori, dott. George A. Bray, scienziato specializzato nell’obesità al Louisiana State University System’s Pennington Biomedical Research Center. Lui afferma che la ricerca non ha dato ancora dati definitivi.

L’aumento del peso corporeo è stato segnalato a partire dagli anni 80 con un incremento continuo nel ventesimo secolo. In quel periodo, in molti paesi si è manifestato un aumento improvviso nella percentuale dell’obesità. Il dibattito è centrato sui dolcificanti ricchi in fruttosio e sul processo metabolico dello zucchero. Diversamente dal glucosio, uno dei maggiori componenti nello zucchero alimentare, il fruttosio non provoca risposte negli ormoni che regolano l’uso dell’energia e l’appetito. Questo vuole dire che è più probabile che il fruttosio sia convertito in grasso.

La ricerca è stata pubblicata nell’edizione di aprile dell’American Journal of Clinical Nutrition

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