News del 28 dicembre 2018

I ricercatori dell’Università di Uppsala hanno concepito un nuovo modello strutturale dell’universo: cavalchiamo il bordo di una bolla in espansione verso un’altra dimensione.

È risaputo già da 20 anni che il nostro universo è in continua espansione e ad un ritmo accelerato e la spiegazione di ciò viene attribuita alla “materia oscura” che permea l’intero cosmo spingendolo verso l’esterno. Svelare la natura di questa materia oscura è uno dei maggiori enigmi della fisica fondamentale.

La teoria delle stringhe (teoria che prevede l’esistenza di entità vibrazionali a forma, appunto, di stringhe alla base dell’esistenza dell’universo e delle sue forme abitanti) rappresenta una speranza nel tentativo di formulare una risposta a tale mistero. La suddetta teoria prevede l’esistenza di più dimensioni, oltre le tre esperite quotidianamente. A partire da questa, altre teorie sono state formulate negli ultimi 15 anni per spiegare la nascita della materia oscura, tuttavia la critica scientifica ha ritenuto i modelli proposti non funzionanti.

Nell’articolo preso in esame, pubblicato sul Physical Review Letters nel 2018, gli scienziati espongono un nuovo modello strutturale dell’universo come se si trovasse sulla cresta dell’onda, un universo seduto sul bordo di una bolla in espansione, che guarda verso una nuova dimensione. Secondo gli scienziati la formazione di una bolla del genere è possibile in una struttura teorica basata sulle stringhe. Molti altri universi oltre al nostro sarebbero in tal modo concepibili.

Gli scienziati di Uppsala ridisegnano così la creazione e il destino dell’universo.

Traduzione a cura di Ida Crocco

fonte: www.sciencedaily.com

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