Un eggregore consapevolmente creato ha la propria ragion d’essere, nel detenere una forza maggiore della sommatoria delle singole volontà e forse psichiche dei membri del gruppo da cui trae originaria vita.
Come accade questo, si chiede la persona non consapevole a siffatti meccanismi. Semplicemente l’interazione fra l’eggregore e i componenti del gruppo, attraverso una reciproca influenza sottile, porta da un lato a non disperdere le volontà psichiche individuali, raccogliendole in un locus magico, dall’altro a plasmarle in un tutto unico che diviene sommatoria di forze e mitigazione di debolezze.
Le dinamiche di interazione stimolano ed aiutano positivamente i singoli, ma soltanto nella misura in cui essi sono conformi all’obbiettivo originario che costituisce la ragione della formazione e sviluppo dell’eggregore.
Dobbiamo immaginare l’eggregore sia come un lago, a cui pervengono numerosi rivoli d’acqua (fase di accumulo), sia come un’anfora che distribuisce il proprio contenuto alle vuote coppe (fase di ridistribuzione). La prima e la seconda fase sono intimamente collegate, in quanto si riceve nella misura in cui siamo capaci di donare e viceversa. Questa legge distributiva è ben conosciuta a cui è deputato al governo delle energie eggregoriche all’interno di un Ordine Tradizionale.

L’eggregore ha inoltre funzione di rettificazione dei singoli spettri psichici, includendo anche la capacità di “staccare” colui che è troppo inquinato nella volontà o nella fisicità e che risulterebbe elemento potenzialmente velenoso per gli altri componenti della catena per gli altri componenti della catena.

L’eggregore stimolerà sia individualmente che collettivamente tutte quelle Facoltà presenti nella catena di unione, esaltando qualità e sopendo le debolezze.

Se questo dinamico processo di interscambio e continuativo e fecondo, allora l’eggregore acquisirà proprie volontà e vita. Le quali saranno disgiunte rispetto alle sorti dei singoli; permettendo così la sopravvivenza dell’eggregore, nei piani collettivi della psiche umana. Questi dovrebbero essere gli eggregori delle strutture iniziatiche, i custodi della tradizione e i guardiani della soglia. Capaci di premiare i meritevoli e preservarli dalle forze prevaricanti.

Ecco spiegato il motivo per cui determinate istituzioni, come la Chiesa, sopravvivono all’incedere dei secoli; e come arche imperiture attraversano oceani spesso tumultuosi, con il loro carico di miti, liturgie e rituali. E’ la forza emotiva dei fedeli, è la ripetizione del rito da parte dei sacerdoti, è la convergenza di tutto ciò in simboli e sigilli; è, soprattutto, la trasmissione pietrina e il governo dell’eggregore che essa comporta.

E’ inoltre possibile dare vita ad eggregori che hanno come finalità quella di essere corsia preferenziale verso altri eggregori. Ciò avviene in virtù di una più chiara ed essenziale comprensione delle dinamiche energetiche, dei riferimenti e dei valori simbolici che animano i secondi, i quali – pur di maggior consistenza psichica e durata – sono comunque costituiti anche da un ventre molle di pensieri ed energie in essi riversati in modo inconsapevole, o comunque non totalmente consapevole.

La necessità di determinate strutture di alimentarsi psichicamente nei secoli ha costretto le stesse ad articolarsi in realtà concentriche: anelli esterni limitatamente consapevoli, ma numericamente imponenti, e anelli interni consapevoli ma numericamente esigui.
Prendiamo ad esempio la Chiesa Cattolica, dove abbiamo un anello esterno rappresentato da una massa di fedeli, i quali sono fra loro legati da una comune associazione, il battesimo, confermata in vari altri passaggi aggregativi (comunione, cresima, ecc..) e un cerchio più interno rappresentato dal sacerdoti che amministrano il culto. I quali sono dotati, o dovrebbero esserlo, delle sufficienti nozioni filosofiche, culturali e rituali che rappresentano la meccanica attraverso cui l’eggregore si alimenta e focalizza le forze. Infine abbiamo un cerchio ancora più interno rappresentato dal governo effettivo delle energie e degli uomini.

Nell’insieme, qui tratteggiato in modo sommario, sussistono poi gli eggregori particolari dei vari ordini religiosi, i quali, pur riconoscendosi all‘interno della comunità, hanno sviluppato delle corsie preferenziali o comunque particolari, con proprie strutturazioni e rituali, al governo e alla gestione delle energie. I loro fondatori, in genere persone dalle qualità eccezionali, ritenevano che fosse necessario – per il loro tipo di uomini e per le loro necessità – formare nuove comunità e far nascere nuovi eggregori. Ecco quindi che possiamo intravedere un eggregore massimamente rappresentativo di tutta la comunità cattolica, contemporaneamente a eggregori che sono connaturati a determinati gruppi interni.

Il primo è un immenso serbatoio di energie, mentre i secondi, sotto questo aspetto più limitati del primo, sono però alimentati da legati maggiormente consapevoli e da un governo sicuramente più efficace ed efficiente. Governo che sfrutta queste caratteristiche per poter accedere, in modo efficace ed efficiente, alle maggiori energie raccolte nell’immenso serbatoio rappresentato dall’eggregore cattolico.
Nella Chiesa è esistita da sempre una duplice “verità”: la fede per la massa e la teologia/conoscenza per la casta sacerdotale*. Sempre nella stessa Chiesa Cattolica, che appare come un macroinsieme di realtà fra loro idealmente c simbolicamente ordinate, è da evidenziare l’enorme varietà di strumenti e pratiche poste a disposizione di fedeli e di sacerdoti.
Energie queste poi sintetizzate, accumunate ed indirizzate, che trovano completa ricomposizione all’interno del macrocorpo cattolico, permettendo allo stesso di perdurare nei millenni.

Ecco quindi che sarebbe cosa utile e vantaggiosa, da parte di tante strutture iniziatiche, non cercare di trovare contesa con quella sfera mesoterica rappresentata dalla religione. Piuttosto sarebbe necessario costruire ponti rituali, coltivare le migliori qualità spirituali e filosofiche, per cogliere, in modo efficiente ed efficace, le enormi energie accumulate da questi macro eggregori.

*A ciò si potrebbero aggiungere i “segreti“, i quali sono appannaggio solamente di un ristretto numero di alti prelati.

Testo tratto dal libro Eggregori di Eliphas Lévi.