IL TEMPIO PERDUTO DEGLI ETRUSCHI, di Giovanni Feo, Edizioni Effigi

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Il centro sacro e geografico dell’Etruria fu il tempio di Voltumna presso il lago di Bolsena, l’etrusca Volsinii (in etrusco Velzna). Il lago e i suoi fecondi versanti furono l’epicentro, l’ombelico sacro della dodecapoli, lì furono scritte, nello scenario lacustre e vulcanico le pagine più importanti della originaria storia dei Tirreni.
Lo dimostrano e lo confermano fatti recenti.

Nell’inverno 2013-2014 è arrivata la segnalazione di due nuovi templi etruschi, scoperti nei pressi della via Francigena. Secondo l’attuale stima, sul tratto della Francigena che entra nel cratere di Bolsena, da San Lorenzo Nuovo a Montefiascone, si contano oggi almeno venti templi etruschi. Altri ancora non sono segnalati, soprattutto nell’area medio-alta del versante settentrionale del cratere, dove una vasta e fitta macchia mediterranea nasconde insediamenti, necropoli, templi di età etrusca e siti pre-etruschi.

L’evidenza che l’annuale pellegrinaggio al Fanum di Voltumnae, sulle rive di Bolsena, divenne il pellegrinaggio al lago di Santa Cristina è confermata dai tanti templi etruschi situati lungo la via Francigena.

Lungo questa antica “via sacrata romana” sono rimaste tracce tra le più significative di quell’Etruria che fu essenzialmente un territorio consacrato con arcani riti e opere monumentali, secondo una scienza sacra che reputava la terra una dea, il territorio vulcanico il suo corpo e il lago, il più grande lago vulcanico d’Europa (secondo al mondo), il suo ombelico sacro.